Airbourne – Boneshaker

Gli Airbourne sono una band australiana conosciuta per la loro assenza di originalità. Hanno spudoratamente copiato il sound dei loro connazionali ben più noti: tali AC/DC. Per il resto sono noti per aver scritto qualche colonna sonora per videogiochi. Hanno il loro seguito sicuramente, ma è una vergogna per l’arte e per la musica. Siamo nel 2019 ovviamente e dell’arte non frega un cazzo a nessuno, come così dell’originalità o di copiare un altro gruppo. Tutto questo fino a qualche decennio fa sarebbe risultato ridicolo, ma oggi non fotte a nessuno. Così questi figoni hanno pubblicato Boneshaker.

Apre il disco la title-track Boneshaker. Se avete dai 14 ai 16 anni, vi state approcciando all’hard rock e volete suonare con amici e semmai siete anche bravini e decidete di comporre roba, allora questo pezzo è veramente carino da ascoltare. Vedi lì sul palco sti pischelli con la loro grinta già tipica del rock e che sicuramente diverranno della rockstars affermate. Sicuramente con un sound originale che svilupperanno con l’età. Se parliamo di un gruppo affermato a livello globale, questo non è altro che un pezzo che spudoratamente si rifà ad Angus Young e soci, non solo per il sound eh, ma anche per i riff palesemente ispirati a loro. Roba che un adolescente per l’appunto riesce a fare senza problemi se portato per la musica.

Gli altri nove pezzi? Vale la descrizione del brano su citato. Questo è uno di quei casi in cui il rock non è rock. Non bastano un acuto di voce e neanche una chitarra graffiante a fare ROCK. Il rock è prima di tutto dentro, è principalmente originalità, è voler creare qualcosa di nuovo per gli ascoltatori. Poi, per gli dèi Scandinavi… se vi fa piacere il solito brodo apprezzateli pure.

Tracklist:
01. Boneshaker 
02. Burnout the Nitro 
03. This Is Our City 
04. Sex to Go
05. Backseat Boogie 
06. Blood in the Water 
07. She Gives Me Hell 
08. Switchblade Angel 
09. Weapon of War 
10. Rock ‘n’ Roll for Life 

Line-up:
Joel O’Keeffe – voce, chitarra solista
Ryan O’Keeffe – batteria
Harri Harrison – chitarra ritmica
Justin Street – basso

Anno: 2019
Etichetta: Spinefarm
Voto: 4/10

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