Blind Guardian Twilight Orchestra – Legacy Of The Dark Lands

23 anni sono tanti, rappresentano buona parte della carriera di un artista, e i Blind Guardian ci hanno insegnato essere il tempo necessario per portare a compimento il progetto più ambizioso della storia della band: il famigerato Album Orchestrale.
Ormai entrato nella leggenda, al pari del nuovo cd dei Tool, questo disco è diventato una sorta di Santo Graal per gli appassionati del genere e per i fan più accaniti della band Tedesca.
Hansi Kürsch e André Olbrich, rispettivamente cantante e chitarrista del gruppo nonché parte della formazione fin dagli esordi, hanno iniziato a lavorare a quest’album contemporaneamente ai primi dischi della band ma solo dopo anni di duro lavoro finalmente sono riusciti a dare alle stampe il maestoso Legacy Of The Dark Lands.
Ovviamente creare un disco per un’orchestra è decisamente diverso per chi è abituato a comporre brani per chitarra, basso e batteria ed è probabilmente questa la ragione che ha portato i due musicisti a tergiversare così tanto nella realizzazione di questo lavoro (senza contare i finanziamenti numerosi di cui avranno avuto bisogno); ma addentriamoci di più in questo viaggio alla scoperta delle terre oscure.

Che Hansi sia un grande appassionato di Fantasy è risaputo, gran parte dei testi dei Blind Guardian infatti sono basati sulle opere di importanti esponenti del genere come Tolkien, Moorcock e Martin; con questo album però il cantante ha deciso di fare un passo in più, realizzando il concept del disco a quattro mani con Markus Heitz scrittore tedesco, autore di famosi romanzi fantasy tra cui Die Dunken Lande (La Terra Oscura) di cui questo album ne è il seguito.
Dopo un’apertura epica decisamente emozionante ed un intermezzo narrato (che sarà presente dopo ogni brano dell’album), possiamo finalmente ascoltare il primo capitolo del disco War Feeds War; il brano inizia leggero con un crescendo di archi e ottoni che apre la strada alla voce cristallina di Hansi. Ascoltare il cantante accompagnato da un’orchestra, per chi è abituato al sound dei bardi, risulta un po’ strano ma la potenza del pezzo unita ad una linea vocale decisamente in tono con i classici della band tedesca, fa sì che l’ascoltatore si senta trascinato nell’atmosfera epica del disco.
Dark Cloud’s Rising è una canzone molto orecchiabile che strizza l’occhio ai musical di Broadway (di cui Hansi è grande estimatore), aggiungete a questo un ritornello che vi farà voglia di cantarlo a squarciagola ed otterrete uno dei brani più radiofonici del disco, anche se è palese che questo non sia un album destinato alle radio.
In The Red Dwarf’s Tower è una suite di 7 minuti che sballotta l’ascoltatore in continui cambi di tempo, il finale dal sapore vagamente arabeggiante conclude degnamente uno dei brani più lunghi e complessi dell’album; è anche uno dei pezzi più Power Metal presenti nel disco, è facile infatti immaginare i riff di chitarra melodici e le cavalcate possenti al posto degli archi e dei tamburi.
Uno dei due singoli estratti prima dell’uscita è This Storm; uno dei brani più epici, ricco di pathos al punto da riuscire a creare nell’ascoltatore la sensazione di qualcosa di terribile in arrivo; i molti cambi di melodia all’interno del pezzo lo rendono non proprio immediato ed è forse il motivo per cui è stato accolto così tiepidamente.

Legacy Of The Dark Lands è un disco veramente difficile da recensire, perché non assomiglia a null’altro nel panorama della musica moderna.
Se nell’accingervi ad ascoltarlo vi aspettate il classico album di Power Metal con riff di chitarra melodici e doppie casse veloci sicuramente resterete delusi perché quello che vi apprestate a conoscere è un album che ha molto più a che fare con le musiche cinematografiche di Howard Shore o John Williams che non con l’Heavy Metal epico tipico del sound tedesco.
Al tempo stesso, non lo si può definire come un disco di colonna sonora perché in questo album la musica non è solo un accompagnamento ma è parte integrante della narrazione del disco; insomma questo album rappresenta un unicum nel suo genere e questo Hansi e André ce lo avevano bene in mente quando hanno lavorato per la sua realizzazione.
I due musicisti sapevano che sarebbe stato un disco non alla portata di tutti ed è per questo che lo hanno collocato a parte rispetto alla discografia della band; dei Blind Guardian rimane il nome accanto al titolo ma di fatto sono presenti soltanto Hansi come cantante e André come compositore, per il resto gli altri componenti del gruppo non sono presenti né nella realizzazione, né nell’esecuzione dei brani.
In conclusione, questo è un disco sicuramente coraggioso e di grande impatto che trascende il genere musicale per creare qualcosa di nuovo e raccontare una storia attraverso la musica e la voce di due artisti che hanno sempre avuto una grande influenza nel panorama musicale mondiale, almeno per quanto riguarda la musica Metal.

Vi saluto e vi ringrazio, dandovi appuntamento nelle terre oscure narrate nel disco.

Tracklist:
1. 1618 Ouverture
2. The Gathering
3. War Feeds War
4. Comets And Prophecies
5. Dark Cloud’s Rising
6. The Ritual
7. In The Underworld
8. A Secret Society
9. The Great Ordeal
10. Bez
11. In The Red Dwarf’s Tower
12. Into The Battle
13. Treason
14. Between The Realms
15. Point Of No Return
16. The White Horseman
17. Nephilim
18. Trial And Coronation
19. Harvester Of Souls
20. Conquest Is Over
21. This Storm
22. The Great Assault
23. Beyond The Wall
24. A New Beginning

Line-up:
André Olbrich (Composizione)
Hansi Kürsch (Composizione, Voce)
Orchestra Filarmonica di Praga (Musica)

Anno: 2019
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 8.5/10

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