Red Hot Chili Peppers – Californication

Siamo a fine millennio scorso, proprio nel 1999. E’ un casino se ci guardiamo indietro. Tanto sviluppo ed evoluzione quanto due guerre mondiali ed altri conflitti. L’arte ha cambiato via, il rock ha avuto un boom quanto le bombe di Hiroshima e Nagasaki, ma il fungo atomico si è dileguato troppo in fretta. Il rock ha fatto tremare i potenti. Si comincia persino a dire che il rock è morto ed MTV ne è complice. C’è tanta paura a fare rock ormai perché si teme non possa essere apprezzato dal grande pubblico che ormai si è proiettato di più su dance e pop. Alcuni gruppi resistono, forti di una storia solida. I Red Hot Chili Peppers non si sono mai fatti troppe pippe mentali. Manco il problema di uscire nudi su un palco… Californication fonde hard rock, punk e funky. Vuole quindi riprendere anche sounds ormai non più in voga dal decennio precedente. Agli adolescenti dell’epoca non frega un cazzo dell’imminente probabile millennium bug. Sono la generazione successiva alla X Generation, ancora non si capisce che roba sono, ma nel ’99 il mantra è uno solo quando ci si incontra: “Ma tu ce l’hai Californication?”

Flea avrà detto di voler essere lui il protagonista dell’inizio dell’album ed in Around The World comincia a rompere le palle con giri di basso martellanti, poi puliti e funky nel mezzo del brano ed alla fine più hard rock. Il tutto accolto dalla caratteristica vocalità di Kiedis, mezza cantata e mezza parlata. La sonorità del ritornello però è più pacata ed emozionante. Il resto sente in sottofondo anche la Fender funkeggiante di Frusciante, in più anche i suoi cori della melodiosa voce che possiede.

Ma John Frusciante è proprio melodia in carne ed ossa. Il riff di Scar Tissue ne è l’emblema, come gli intermezzi di chitarra dolci, senza alcuna distorsione, puliti come il viso di un neonato. Un sound ben definito e costruito che lo identifica con una caratteristica unica nel panorama dei chitarristi. John è tornato nel gruppo dopo tanto tempo e tanti problemi di droga, e forse questo pezzo parla proprio di ciò.

Profondo invece il giro di chitarra di Otherside. “I heard your voice through a photograph, I thought it up and brought up the past, Once you know you can never go back“. L’ex fondatore e membro degli RHCP Hillel Slovak è andato via causa eroina. Troppa droga nella storia di questo gruppo. Più solenne è anche la voce di Kiedis, la sei corde sembra gemere, Chad Smith mantiene i suoi tamburi sobri.

Altra ballad è la title-track Californication. Sì, c’è molto di dolce e di morbido nelle prime tracce dell’album. Un dolce arpeggio con una voce più acuta… a sfociare in un sound che porta più delusione che serenità in verità. Il declino della società occidentale tramite i suoi simboli: Hollywood, la pornografia e la chirurgia plastica sono solo alcuni dei temi sfiorati come esempi. Che poi davvero c’è da pensare che i Red Hot fossero contro il porno? Paradossale. Basti immaginare alla scena di Flea che indossa solo un calzino sul… pisello.

15 pezzi che spaziano in abbastanza melodie e tipi di suoni, senza perdere ogni componente del gruppo le sue caratteristiche principali. Forse un album che ha segnato il periodo nel quale è stato pubblicato. Forse… e diciamo forse… dagli ’00 l’originalità nel rock è andata a calare e Californication, seppur fenomeno molto commerciale, è stato l’ultimo baluardo di un tentativo di rock ancora viscerale ma grezzo, con il suo groove caratteristico dei quattro formatisi a Los Angeles in California. E comunque a quei tempi, rispondere “No” a se avessi Californication, equivaleva a sentirsi rispondere “Ma dove cazzo vivi?”.

Tracklist:
01. Around The World
02. Parallel Universe
03. Scar Tissue
04. Otherside
05. Get On Top
06. Californication
07. Easily
08. Porcelain
09. Emit Remmus
10. I Like Dirt
11. This Velvet Glove
12. Savior
13. Purple Stain
14. Right On Time
15. Road Trippin’

Line-up:
Anthony Kiedis – voce
John Frusciante – chitarra, tastiere, cori
Flea – basso, cori
Chad Smith – batteria, percussioni

Anno: 1999
Etichetta: Warner Bros
Voto: 8.5/10

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