Volbeat – Rewind, Replay, Rebound

Volbeat, il quartetto di Copenhagen che da più 10 anni sorvolano le classifiche musicali con il loro sound unico che unisce il Metal al Rockabilly, torna con il loro settimo album in studio Rewind, Replay, Rebound.

L’album si apre con Last Day Under The Sun, uno dei tanti singoli estratti da questo album, un brano di ispirazione rock patriotico americano condito da chitarre hi-gain e un coro gospel che da un tocco in più, un brano che facilmente ti invoglia da cantare, per poi passare a Pelvis On Fire che come il titolo fa intendere che è molto ispirato al sound del “Re del Rock” Elvis Presley unito a ritmiche punk. Andando a vanti arriviamo a Die To Live, uno dei brani migliori del disco, un pezzo metal unito al rockabilly tipico della band con aggiunte di un assolo di piano alla Jerry Lee Lewis con un perfetto stacco con cambio di stile nell’assolo di Caggiano e un ottimo duetto con Neil Fallon (Clutch, The Company Band), un brano che se messo di sottofondo per qualche esibizione di danza rock acrobatica fa sicuramente il suo effetto.

Per questo album è difficile scegliere brani degni di nota, perché ogni canzone merita uno spazio, ma sicuramente è giusto citare When We Were Kids, brano quasi stile country condito da un intermezzo metal con un perfetto coordinamento di chitarre e orchestrazioni, Sorry Sack Of Bones un brano che verrebbe da chiamarlo “Surf-Metal” per via dei suoi riff di chitarra, la romantica Cloud 9 colonna perfetta per dei momenti da dedicare con i propri amanti, Parasite un brano di soli 38 secondi che racchiude molto dello stile tipico della band e ultima ma non per demerito Leviathan, primo singolo reale dell’album condito da potenti riff di chitarra ritmiche da headbaging e un ritornello dolce ed effetto, brano di forte impatto in situazioni live.

In conclusione, Rewind, Replay, Rebound è un ottimo album, un disco che ti fa godere il primo ascolto e allo stesso tempo riesce a sorprendere grazie alla vastità di sonorità e influenze presenti nell’album e nelle singole canzoni stesse. Un disco che allo stesso tempo può piacere ai classici metallari ma allo stesso tempo può porre interesse anche agli ascoltatori che per il metal hanno sempre storto il naso. Un ottimo lavoro da parte Michael Poulsen e soci.
Quindi, come al mio solito, vi auguro un buon ascolto di Rewind, Replay, Rebound.

Tracklist:
1. Last Day Under The Sun
2. Pelvis On Fire
3. Rewind The Exit
4. Die To Live (feat. Neil Fallon)
5. When We Were Kids
6. Sorry Sack of Bones
7. Cloud 9
8. Cheapside Sloggers
9. Maybe I Believe
10. Parasite
11. Leviathan
12. The Awakening of Bonnie Parker
13. The Everlasting
14. 7:24

Line-Up:
Michael Poulsen: Voce, Chitarra
Rob Caggiano: Chitarra
Jon Larsen: Batteria
Kaspar Boye Larsen: Basso

Anno: 2019
Etichetta: Vertigo / Universal
Voto: 8.5/10

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