Led Zeppelin esoterici – Visioni e allucinazioni dagli alchimisti agli psichedelici

Autore: Ezio Albrile
Anno: 2024
Editore: Mimesis Edizioni
Pagine: 208
Prezzo: 16,00 €

Studio i fenomeni misterici del mondo antico da circa quarant’anni, in particolare il fenomeno “gnostico” quale espressione di una ribellione metafisica contro il mondo e i suoi “carcerieri” invisibili, gli Arconti, i creatori di questa fittizia realtà. Ho trovato tracce di questo pensiero un po’ ovunque, anche nelle culture musicali contemporanee. Questo libro è il frutto di un lavoro di ricerca diluito negli anni”. Parole di Ezio Albrile, autore per Mimesis Edizioni, nella collana Il caffè dei filosofi, di un saggio che esplora un singolare universo: non solo l’alchimia e la musica rock, ma anche la fantascienza, i fumetti, il cinema e i videogame. Senza dimenticare il complottismo, fenomeno sempre più attuale.

Un volume nel quale gli elementi citati narrano un’altra storia della cultura occidentale, contrapposta alla comunicazione dei media ufficiali. Un percorso nell’universo visionario che ha ispirato una delle band più influenti del rock mondiale. Led Zeppelin esoterici (sottotitolo: Visioni e allucinazioni dagli alchimisti agli psichedelici) emerge come “un distillato di ricerche che, prendendo il via dal mondo antico, approdano ai giorni nostri“. La band fondata nel 1968 e composta da Robert Plant (voce, armonica), Jimmy Page (chitarre), John Paul Jones (basso, tastiere) e John Bonham (batteria, percussioni) “costituisce un esempio di come tematiche ritenute dissolte nel tempo si siano ricodificate nel quadro della cultura underground” .

Sfogliando il testo, ecco che la seconda di copertina restituisce un quadro della narrazione: “I mondi oracolari di alchimisti e antichi visionari sono tra noi. Parliamo dei Led Zeppelin, la popolare e controversa band determinante, negli anni, per il cambio di passo dell’immaginario comune, non solo in ambito musicale. A Roma, nel Seicento, il marchese Palombara sperimentava un elisir universale, un “Hermetico papavero”, per varcare la soglia della sua “Porta magica”; quasi un preludio alla “Scala al Paradiso” (Stairway to Heaven) di Page e compagni”.

E ancora, si legge nel libro, “secoli dopo, nei primi decenni del Novecento, sempre a Roma, una cerchia molto esclusiva si riuniva per riscoprire il mondo segreto dell’esoterismo. Era il Gruppo di UR e il suo leader era un personaggio molto discusso, Julius Evola, non immune da esperienze psichedeliche. In Occidente l’affiorare di tali esperienze può datarsi intorno al 1897, anno in cui il chimico Arthur Heffter, dopo aver sperimentato il peyote (pianta sacra per gli indios Huicoles), ne isolò il principale agente psicoattivo, la mescalina, a tutti gli effetti il primo psichedelico di sintesi”.

Abbiamo accennato della cultura “underground”. Ma quanto, la musica odierna, deve a questo movimento? Albrile non ha dubbi: “Nel 1960 gli Stati Uniti stanno per eleggere il presidente più giovane della loro storia; mentre a più trent’anni dalla sua prima pubblicazione, il 2 novembre la Penguin Books di Londra vince il processo per oscenità intentato per L’amante di Lady Chatterley di D. H. Lawrence, aprendo la strada ai classici “maledetti” di Henry Miller e William Burroughs, i profeti della futura ribellione culturale. Il rock ‘n’ roll s’è imposto come una musica anticonformista e innovativa dei costumi sociali; di lì a poco moriranno due grandi del rock come Buddy Holly ed Eddie Cochran, rispettivamente in un disastro aereo e in un incidente stradale”.

In parallelo, prosegue l’autore di Led Zeppelin esoterici, “il soldato semplice Elvis Presley, condannato dal puritanesimo statunitense a scontare due anni di servizio militare in Germania, sta per tornare, sedato, a una più accettabile carriera di cantante pop, e attore in film di scarso valore sia artistico che musicale. Ma il rock ‘n’ roll, apparentemente morto con i suoi eroi, rinascerà grazie al genio di quattro ragazzotti di Liverpool. Il resto è storia”. Basta leggere queste parole per capire che, attraverso rimandi all’alchimia, alla magia e alla psichedelia, l’appassionante e approfondito saggio di Albrile offre una chiave di lettura inedita della musica e della cultura occidentale contemporanea.

Già, perché costruendo un immaginario tanto alternativo quanto provocatorio, in grado di affrontare le convenzioni del tempo, i Led Zeppelin sono riusciti a plasmare una sorta di “alchimia sonora” che li ha resi unici e inimitabili. Ma la storica band britannica è stata anche in grado di rendere accessibili al grande pubblico le teorie e i movimenti underground, storicamente esiliati a una cerchia ristretta di appassionati. E l’autore approfondisce, appunto, il rapporto tra i Led Zeppelin e la psichedelia, che condizionò i “nostri” dal punto di vista musicale, attraverso l’uso di effetti sonori e di strumenti esotici, nonché tematico, con l’evocazione di mondi lontanissimi e visionari.

In chiusura, possiamo affermare che i Led Zeppelin sono la band esoterica per eccellenza? “In parte – replica Albrile – dal momento che oltre al “colore locale” e al gossip di bassa lega, ci sono pochi studi seri sugli elementi “esoterici” di molti gruppi. Un’amica, poi, mi faceva notare come in svariata band “heavy” e in particolare “dark” metal siano presenti contenuti se non propriamente “esoterici” comunque tratti da ambiti mitologici arcaici”, chiosa l’autore, storico e antropologo delle religioni.

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