
Anno: 2023
Etichetta: Loma Vista Recordings
Voto: 7/10
19 maggio 2023, dopo lo straordinario successo di Impera nel 2022, tornano gli svedesi Ghost con un nuovo EP intitolato Phantomime. Il lavoro si pone l’obiettivo di dar un ulteriore visione diversa dal solito a cinque brani che già di loro indole sono molto diversi; una sorta di meta-arte, se così vogliamo definirla.
I brani coverizzati all’interno dell’ep in questione, infatti, appartengono ad artisti quasi opposti tra loro come: da Tina Turner ai Genesis, per arrivare a Television, Stranglers e persino Iron Maiden, questo a riprova di quanto la band capitanata da Tobias Forge ami spaziare da un mondo all’altro contraddistinguendosi in un mondo dove il rock si sta appiattendo sempre di più.
Il lavoro si apre con See No Evil dei Television, forse la cover più “normale” passatemi il termine; il brano è ricreato con stesse strutture e passaggi con solamente un sound differente che però non va a colpire più di tanto e non lascia all’ascoltatore una sensazione di stupore, per quanto il brano sia eseguito egregiamente. Di tutt’altra pasta sono invece le successive Jesus He Knows Me dei Genesis, a parere del sottoscritto la miglior realizzazione del disco in quanto le strutture cambiano, le sonorità cambiano e Forge sfodera una prestazione vocale davvero buona e sul pezzo – c’è anche da dire che i Genesis si prestano ai Ghost molto di più rispetto ai Television che già di suo risultano più “classici e intoccabili” – e Hanging Around degli Stranglers che permettono al disco di prendere letteralmente il volo e tenere l’ascoltatore con l’orecchio ben saldo alla cuffia. Punto cruciale del disco, nonché più discusso sul web, è quella intoccabile Phantom of the Opera degli Iron Maiden che tanto sta dividendo la critica; premessa: la band capitanata da Bruce Dickinson è ormai storia e appartiene a quelle band con una fanbase talmente ampia in tutto il mondo che andare a toccare un classico si rivela sempre un rischio, ma sappiamo quanto ai Ghost piaccia rischiare e quindi eccoci qui a parlare di questa cover che a parere del sottoscritto risulta incredibilmente riuscitissima; è vero, siamo abituati a sonorità molto più spinte, dure e a tonalità decisamente più alte ma i nostri son riusciti a creare un’alchimia “propria” non stravolgendo al 100% un brano di questo tipo ma cercando di marcare uno stile, il loro, all’interno di un contesto sempre molto difficile da attualizzare; la performance vocale di Forge fa il suo sporco lavoro, per quanto a volte risulti un po’ meccanica – probabilmente anche volutamente – e più bassa della tonalità vocale originale, del resto le capacità e i contesti vocali son molto differenti, quindi è una scelta che trova approvazione. L’ep si conclude con We Don’t Need Another Hero, classico della da poco compianta Tina Turner; il brano di sicuro fa presa sull’ascoltatore e la scelta è forse la più coraggiosa dell’intero album ma probabilmente risulta essere la cover meno riuscita di tutto il lavoro. Quello che aggiunge la band in questo caso è quasi nullo, anzi, risulta quasi più togliere presa rispetto che aggiungerla; l’unica cosa aggiunta sono degli spunti solisti, ma direi davvero troppo poco per spiccare.
In conclusione, il lavoro risulta molto gradevole a tratti ma sbavato da due scelte su cinque davvero evitabili che non colpiscono o aggiungono nulla; ottima invece la parte centrale dell’album che risulta molto potente e innovativa, con tratti diversi e apprezzabili.
Tracklist:
1. See No Evil (Television cover)
2. Jesus He Knows Me (Genesis cover)
3. Hanging Around (The Stranglers cover)
4. Phantom of the Opera (Iron Maiden cover)
5. We Don’t Need Another Hero (Tina Turner cover)
Line-up:
Papa Emeritus IV: Voce, Basso
Fredrik Åkesson: Chitarra
Ghouls: Batteria, Tastiere
