Black Sabbath: Tony Iommi, ecco come mi mozzai le dita della mano

Come molti sapranno il chitarrista dei Black Sabbath Tony Iommi prima di diventare quello che tutti noi oggi conosciamo, lavorava in una fabbrica metallurgica di Birmingham. Iommi ebbe un incidente nel suo ultimo giorno da operaio, questo il suo ricordo raccontato a Gibson Tv:

Avevo già avvisato che me ne sarei andato per suonare in una band professionale in tour in Europa. Avevo fatto le audizioni con la band, gli ero piaciuto e mi stavo preparando a partire con loro per la prima vera esperienza. Ero veramente eccitato. L’ultimo giorno di lavoro mi dissero che non si era presentato l’addetto alla ghigliottina della macchina che salda insieme i fogli metallici e che avrei dovuto farlo io perché non c’era nessun altro. Spinsi il metallo attraverso la pressa e il macchinario si chiuse sulla mia mano. Nel tentativo di tirare indietro la mano velocemente, persi le falangi. Non riuscivo a crederci… L’ultimo giorno! Pensare che prima che tutto ciò accadesse, tornato a casa a pranzo, dissi a mia madre che non volevo tornare nel turno pomeridiano e lei mi disse perentoriamente che sarei dovuto tornare a completare il mio lavoro per bene. Tornai e successe l’incidente… La biasimai per questo.

Iniziai perciò a pensare a un nuovo approccio di suonare, mentre ancora avevo le bende, nonostante gli specialisti mi avessero detto che molto probabilmente ci avrei dovuto rinunciare. L’amministratore della ditta dove lavoravo venne a trovarmi a casa per vedere come stessi e si accorse che ero molto depresso. Mi disse: “ti ho portato un EP, che ne dici di ascoltarlo?” Non ho voglia di ascoltare musica ora, gli risposi. Ma lui insistette, “mettilo”. L’EP in questione era di Django Reinhardt, uno dei primi chitarristi solisti in assoluto, che aveva perso l’uso di due dita in seguito a un incendio. Quando ascoltai il suo jazz gitano pensai che fosse brillante. Soprattutto perché aveva perso l’uso delle due dita… Potevo ispirarmi a lui e fare qualcosa del genere. Dopo vari tentativi mi feci fare delle protesi in pelle. Fu come ripartire da zero o peggio ancora. Mi ritrovai a non saper suonare un accordo completo. In quella circostanza elaborai le basi per dare vita ai Black Sabbath, mentre cercavo di far suonare il tutto più grosso per riempire l’accordo completo.

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