Guns N’ Roses – Use Your Illusion II

Correva l’anno 1991 e, tra le varie problematiche che il mondo doveva affrontare, ci furono impetuosi venti di guerra (Prima guerra del golfo) e per ogni rock fan fu in generale un anno abbastanza particolare, ma come ogni forma artistica e di espressione, d’innanzi ai gravi problemi storici e sociali la musica non si è mai fermata, infatti fu l’anno di grandi uscite discografiche: come non citare lo storico platter di Alice Cooper con il suo Hey Stoopid, i Death con il loro bellissimo Human, oppure i Metallica con il Black album che scrisse una pagina di storia del genere, oltre che a creare diverse discussioni tra i cultori della scena. Un anno tutto sommato di grande trasformazione e di ottime uscite, ma fu anche l’anno in cui i Guns N’ Roses pubblicarono non uno, ma ben due album di inediti, un’autentica rock opera con diverse tematiche sul mondo contemporaneo.

In questa recensione ci occuperemo della seconda parte dell’opera monumentale, pubblicata dalla Geffen Record e composta da 14 brani per un totale di 76 minuti di musica. Purtroppo c’è da segnalare l’allontanamento dalla band del batterista Steven Adler, poi sostituito da Matt Sorum durante le registrazioni. Il missaggio fu affidato all’esperto Bill Price (Sex Pistols, Never Mind Bollocks), inoltre da annotare che l’artwork del full-lenght invece è la stesso della prima parte ma con un colore diverso, in cui vede un personaggio preso dall’opera scuola di Atene di Raffaele Sanzio, il tutto rappresentato dall’artista Mark Kostabi.

Con questa seconda parte denotò anche un cambio nel sound: se il precedente Appetite for Destruction era un album con sonorità più aggressive e veloci, quest’opera vede un cambio nelle armonizzazioni con molte parti più suadenti e in mid tempo, basti pensare al brano d’apertura Civil War (unico brano in cui è presente Adler dietro le pelli), un brano cupo e triste, una canzone contro la guerra che colpisce l’ascoltatore rendendolo partecipe quasi facendolo sentire in colpa, un brano non veloce ma che cresce proseguendo con il minutaggio pur rimanendo su lidi cupi e sonorità grigie, per noi uno dei brani migliori mai scritti dai guns che fa denotare la maturità di una band che ormai sembrava andare verso il fatidico canto del cigno. Altri brani storici in questo secondo atto nomino la più famosa cover ben realizzata dai guns, ovvero Knockin’ On Heaven Door di Bob Dylan (1973), un brano cover ben riuscito che verrà sdoganato da tutti i fan del genere sia dei guns e non soltanto, divenendo un cavallo di battaglia della band. Se parlo di brani storici non posso fare a meno di citare You could be mine, singolo dell’album e main theme del film Terminator 2 con l’intramontabile Arnold Swarzenagger, brano che si avvicina alle sonorità tanto amate di Appetite For Destruction con il suo riffing immediato e scanzonato. Altre occasioni notevoli come So Fine, brano dedicato a Johnny Thunders (New York Dolls), scritto dal bassista nella quale presta addirittura la sua voce. La seconda versione di Don’t Cry, presente anche in Use Your Illusion I con testo differente; ballad ideale per due persone innamorate, testo molto dolce e profondo con un assolo magniloquente di Slash che chiude la seconda opera.

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Use Your Illusion Part II è un ottimo album, forse l’album più maturo a livello compositivo e del songwriting, ma capisco chi ne lamentava il cambio di sonorità, invece di avere dei Guns più veloci e sleazy, proprio come si proposero nell’album precedente o in alcuni episodi nella prima parte dell’opera, i fan si trovarono tra le mani un lavoro egregio ma dal sound differente e più eterogeneo anche se non mancano brani alla “vecchia maniera”, l’intera opera è praticamente obbligatoria per chi ama l’hardrock e lo sleazy. Un autentico pezzo di storia anche se non un masterpiece come lo fu Appetite For Destruction, per tutto il resto parlano i 7 dischi di platino che senz’altro contribuì a confermare ulteriormente la loro posizione tra le band più leggendarie del genere.

Tracklist:
1. Civil War
2. 14 Years
3. Yesterdays
4. Knockin’ on Heaven’s Door
5. Get in the Ring
6. Shotgun Blues
7. Breakdown
8. Pretty Tied Up
9. Locomotive
10. So Fine
11. Estranged
12. You Could Be Mine
13. Don’t Cry
14. My World

Line-up:  
W. Axl Rose - Voce
Slash - Chitarra
Izzy Stradlin - Chitarra 
Duff McKagan - Basso
Matt Sorum - Batteria
Dizzy Reed - Tastiera

Anno: 1991
Etichetta: Geffen Records
Voto: 8/10

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