Firewind – Firewind

Andando a spulciare materiale dei vari shredders dell’Heavy Metal, non passa inosservato un certo Gus G. (al secolo Kostas Karamitroudis) chitarrista greco molto prolifico che nei suoi anni di carriera ha collaborato con molte band ed artisti famosi nel panorama del metallo pesante, uno tra tutti Mr. Ozzy Osbourne.
Gus è, ad oggi, uno dei chitarristi più talentuosi e ricercati sopratutto per la sua ecletticità musicale che gli permette di spaziare tra generi diversi.
Le sue radici, però, sono profondamente ancorate nel Power Metal come ci dimostra la sua creatura primogenita i Firewind.
La band, dalla fine degli anni ’90, flagella e delizia le orecchie dei fan dell’orbe terracqueo con il suo stile epico e veloce ed in questo sfortunato 2020, torna alla carica con nuova e rinnovata energia grazie al suo disco omonimo fresco di uscita.

L’intro di chitarra quasi sognante apre l’iniziale Welcome to the Empire ma è soltanto la quiete prima della tempesta; dopo pochi secondi infatti il pezzo incalza con la forza di un ariete da assedio e mastro Gus ha la possibilità di deliziarci con le sue arti chitarristiche (l’assolo poi, è davvero una figata) mentre il ritornello epico ci trasporta con la mente a mondi oscuri popolati da automi e tecnologie senzienti.
Con la successiva Devour la macchina da guerra greca non sembra volersi fermare e, dopo aver sfondato il portone della nostra fortezza con il brano precedente, trascina la battaglia nei nostri cortili interni con un pezzo che definire poderoso è un mezzo eufemismo.
Dopo un riff di chitarra da K.O., ecco la voce del cantante che, come un grido tribale si alza tra le fiamme del metal… ed a quel punto è epicità allo stato puro; ascoltare per credere.
Dopo una sequenza di pezzi tiratissimi finalmente una piccola pausa con Longing to Know You, una ballad molto dolce nella quale un novello padre canta al figlio appena nato tutta la sua gioia di poterlo finalmente vedere dopo la lunga attesa.
Il tutto viene condito con un bellissimo assolo che amplifica al massimo l’emozione di un brano già di suo commovente.
Perfect Stranger è il pezzo più Hard Rock oriented dell’album: un riff ripetitivo a fare da fondamenta a tutto il pezzo ed un ritornello orecchiabile alla maniera di Bruce Dickinson che vanno a culminare nei fraseggi ultra-tecnici del buon Gus che non lascia mai delusi.
Canzone pregevole ma non la più riuscita del disco che, comunque, mantiene sempre un livello piuttosto alto.

Il Power Metal, si sa, vive molto di cliché e neanche i Firewind sono esenti da questi stereotipi (basta fare una piccola ricerca su Google immagini, cercando le loro copertine); se siete appassionati di Fantasy, battaglie epiche e storie avventurose, allora sicuramente questo genere e questo disco in particolare fanno sicuramente per voi.
Lo stile musicale dei Firewind non è mai molto cambiato nel corso degli anni; sostenuti dall’abilità tecnica del loro front man i musicisti greci hanno sempre tenuto fede alla loro natura di guerrieri del metallo regalando ai fan musica di alto livello ma, senza aggiungere grosse innovazioni in un genere, già di per sé abbastanza statico.
Nell’ultimo periodo, probabilmente galvanizzata dal successo di Gus al di fuori dei confini del paese, la band ha raccolto un seguito più nutrito di fan rispetto ai loro primi anni ed è stata forse questa la giusta motivazione che ha permesso loro di tirare fuori un album come questo che, pur rimanendo nei confini del Power, si merita certamente uno spazio negli scaffali dei seguaci.

Firewind - Firewind (Album Review) - Cryptic Rock

Vi lascio fiducioso all’ascolto dell’album e vi ringrazio per l’attenzione che sempre dedicate alla nostra pagina.

Tracklist:
1. Welcome To The Empire
2. Devour
3. Rising Fire
4. Break Away
5. Orbitual Sunrise
6. Longing To Know You
7. Perfect Stranger
8. Overdrive
9. All My Life
10. Space Cowboy
11. Kill The Pain

Line up:
Gus G. (Chitarra)
Herbie Langhans (Voce)
Petros Christo (Basso)
Jo Nunez (Batteria)

Anno: 2020
Etichetta: AFM
Voto: 8/10

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