Banco Del Mutuo Soccorso – Darwin

Ancora oggi l’evoluzionismo è messo in dubbio nonostante le prove scientifiche. Nel 1972 sostenere tali tesi doveva essere ancora più un casino, figuriamoci in Italia, con quel piccolo staterello sempre pronto a rompere i coglioni. Eppure un gruppo che ci abita proprio vicino dice: “Il nostro prossimo album lo chiamiamo Darwin. Anzi parleremo proprio della tesi dell’antropologo britannico, in tutta la nostra opera”. Il progressive è sempre stato associato ad intellettualismo, e noi siamo pur sempre italiani, culla di cultura che ha ispirato anche il Banco Del Mutuo Soccorso, che alla fine di tutto è anch’esso entrato nel tessuto culturale del Bel Paese. La scimmia diventa uomo attraverso un sound che fa genere a sé.

Tono interrogativo che trasmette insicurezza. Gli inizi di tutto dovevano essere una confusione tremenda. I sintetizzatori sono estasiati nell’avvertire che c’è qualcuno capace di estrarre tali suoni da essi, capace di maneggiarli con la massima padronanza ed atto ad estrapolare il suono più arcaico che ci riporta con la mente nelle grotte. Signori, colui che ha le mani fatate si chiama Vittorio Nocenzi. L’Evoluzione ha solo inizio perché c’è un crescendo che da spazio al caos. Una parte del tutto strumentale rimanda alle membra immagini evoluzionistiche che si muovono con rapidità, come a vedere l’immagine di un fiore che si schiude con estrema rapidità. “E se nel fossile di un cranio atavico, riscopro forme che a me somigliano, allora Adamo no, non può più esistere”. Poi ognuno è libero di credere a tutti i libri fantasy che vuole. Ma la razionalità dello scritto si confonde ancora una volta con un suono ancestrale che risale dal nostro genoma fino a vedere questi scimmioni che cercano di adattarsi a questo brodo primordiale.

La Conquista Della Posizione Eretta è proprio il titolo ideale per questo pezzo che comincia veloce, c’è ancora una volta confusione. Non è possibile ricreare la preistoria con dei semplici strumenti musicali! L’evocazione si fa ancora più forte con il synth che crea suoni simili all’apertura di un fuoco d’artificio che si schiude e sparisce. La batteria incalza, un tema di pianoforte in sottofondo ci rende nevrotici. Ancora alternanza velocità e decisione con indecisione ed interrogazione. Il tempo sembra non passare mai, la cazzo di schiena non si raddrizza, serve ancora fatica, lo scimmione emette dei versi di rabbia, poi va a placarsi tutto… Non è finita. La visceralitá della voce di Di Giacomo acuisce il desiderio dell’animale peloso e la sua sofferenza nel tentare di raggiungere l’agognata posizione dritta.

L’evoluzione crea disparità. Non tutti evolvono egualmente. E ci scappa un amore impossibile. Non si era mai sentito un pianoforte piangere… 750.000 anni fa l’amore poteva essere struggente se c’è una ominide quasi matura ad essere donna, ed uno “scimmione senza ragione”, stranamente consapevole di esserlo. Egli la spia, la osserva, guarda i suoi gesti, medita il suo corpo. Soffre. Non si vede in grado di possederla. Come se non bastasse una poesia del genere, un pianoforte che proietta questo essere ibrido nascosto dietro una pianta a spiare lei che si disseta alla fonte, completa la tela l’unica voce che avesse mai potuto interpretare questo brano. Francesco Di Giacomo rimane tra le più incisive e personali voci della storia del rock. I suoi toni acuti esasperano la disperazione di questo ancora quadrupede. È una storia d’amore inimmaginabile, ma tra le più sentimentali che si potessero mai scrivere. “Ma vorrei, per un momento, stringerti a me qui sul mio petto, ma non posso, fuggiresti, fuggiresti via da me!” Lui non troverà mai il coraggio di farsi avanti.

C’è un cigolio a chiudere l’album, delle corde angoscianti, poi serenità, quasi una ninna nanna. Ed ora io domando tempo al tempo ed egli mi risponde…Non ne ho! sembra voler esprimere tutto col suo titolo. L’evoluzione avviene ma c’è un destino che non può essere pianificato e previsto. Rimane dentro ciò che si era in ogni caso.

Tanta interrogativitá e perplessità. Il tempo rallenta e poi sfugge. Forza di volontà, insicurezze, amore e dolore: anche il cambiamento, seppur positivo, comporta sforzi associabili alla nostra attuale vita quotidiana. Ma se ci guardiamo intorno, non era forse meglio dare la caccia agli animali con armi rudimentali?

Tracklist:
Lato A

01. L’evoluzione 
02. La conquista della posizione eretta 
Lato B
01. Danza dei grandi rettili 
02. Cento mani e cento occhi 
03. 750.000 anni fa…l’amore? 
04. Miserere alla storia 
05. Ed ora io domando tempo al tempo ed egli mi risponde…non ne ho! 

Line-up:
Vittorio Nocenzi – organo, clavicembalo, sintetizzatore
Gianni Nocenzi – pianoforte, ottavino
Marcello Todaro – chitarra elettrica, chitarra acustica
Renato D’Angelo – basso, contrabbasso
Pierluigi Calderoni – batteria, timpani
Francesco Di Giacomo – voce

Anno: 1972
Etichetta: Ricordi
Voto: 10/10

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