Testament – Ippodromo delle Capannelle, Roma 19/07/2022

Rock in Roma? No, Thrash in Roma. Quantomeno per una sera – che i presenti speravano non terminasse mai – la kermesse che dal 2009 si svolge all’Ippodromo delle Capannelle si è trasformata in una sorta di girone infernale, con quattro grandi (e indiavolate) band succedutesi sul palco nell’ambito del Summer Festival Tour 2022. Una sorta di “Big 4” del thrash metal: Testament, Exodus, Death Angel, Heathen tutti sullo stesso palco. Nella capitale i fan aspettavano da tanto questo mini festival. Iniziato nel tardo pomeriggio, l’evento live si è protratto fino a tarda sera. E le aspettative dei presenti, giovani e non, sono state ampiamente ripagate.

Ad aprire le danze davanti a un pubblico numericamente ridotto – ci sta, considerando il caldo torrido che attanaglia anche la Capitale e l’orario di uscita dal lavoro – sono stati gli Heathen. Fondata nel 1984 dal chitarrista Lee Altus e dal batterista Carl Sacco, la band (che meriterebbe qualche attenzione in più da parte di appassionati e addetti ai lavori) ha all’attivo soltanto quattro album in studio: Breaking the Silence (1987), Victims of Deception (1991), The Evolution of Chaos (2009), Empire of the Blind (2020). Certo, a causa di varie ragioni – la maggior parte delle quali indipendenti dalla loro volontà – gli Heathen non sono mai riusciti a mantenere le promesse, ma il disco di due anni fa, che si apre a sonorità (per quanto possibile) più classiche e power, è stato ben accolto dai fan e dalla stampa di settore.

Non tantissime canzoni quelle che la band ha suonato a Rock in Roma, ma abbastanza per surriscaldare gli animi dei presenti, che terminata l’esibizione dei “ragazzacci” proveniente da San Francisco – culla del thrash metal dove anche i Testament hanno plasmato il loro sound – si sono scatenati sulle note dei Death Angel, gruppo originario di San Francisco, formato nel 1982 e riunito all’inizio dei 2000. Dato curioso è che nella prima line-up, tutti i componenti erano fra loro imparentati ed originari delle Filippine. L’ultimo album in studio (il nono del gruppo capitanato dal vocalist Mark Osegueda) è stato pubblicato tre anni fa.

E nel live all’Ippodromo delle Capannelle il quintetto ha ripercorso sia quest’ultimo sia i dischi precedenti. Qualità e quantità per i Death Angel, il cui chitarrista Ted Aguilar – alla fine dello scorso maggio – ha condiviso con i fan un aggiornamento in merito alla fase di scrittura del nuovo album. Precisando proprio che «quasi certamente, se avremo tempo, ci lavoreremo su prima degli show estivi in Europa. Abbiamo qualcosa, anche se niente di definitivo, per adesso sono esclusivamente idee».

Quindi sono saliti sul palco gli (attesissimi) Exodus, una band quasi “inutile” da presentare, che ha intrapreso il proprio percorso musicale a Richmond, in California, nel 1979. Quarantadue anni dopo eccoli nella Capitale – allo stato attuale la formazione degli Exodus è composta da: Tom Hunting alla batteria, Lee Altus alla chitarra (per il tour nel vecchio continente è temporaneamente sostituito da Brandon Ellis dei The Black Dahlia Murder del compianto Trevor Strnad) –, Jack Gibson al basso, Gary Holt alla chitarra e Steve “Zetro” Souza alla voce.

Proprio quest’ultimi due, davvero carismatici seppur in modo differente, hanno esaltato i fan romani, suonando insieme ai compagni vari brani (anche) tratti dall’undicesimo lavoro in studio: Persona Non Grata (la cui copertina, riprodotta su un maxi telo, ha fatto – letteralmente – da sfondo all’esibizione dei “nostri”). Gli Exodus, soprattutto il gigioneggiante Steve “Zetro” Souza e l’impassibile (quantomeno in apparenza) Gary Holt, già chitarrista degli Slayer accanto al “mostruoso” Kerry King, sono stati decisivi nel dare linfa a uno show “compatto” così come è la band. Che a distanza di anni continua ad offrire affidabilità ai suoi fan.

Durante la loro esibizione il pogo non è mai mancato ed è ripreso, ancora più forte, quando a salire sul palco è toccato agli headliner capitanati da Chuck Billy, vocalist dal 1986 (tra le migliori voci metal di sempre). Veri e propri giganti del trash metal della San Francisco bay, i Testament hanno presentato live al pubblico anche i nuovi brani dell’ultimo album uscito nel 2020, Titans of Creation, il cui primo singolo estratto – Night of the Witch – è stato tra le canzoni inserite nella corposa scaletta.

Particolarmente attesa dal pubblico Souls of Black, brano che prende il titolo dall’omonimo, incredibile, disco del 1990. E ancora, fan esaltati dall’ottima Into the Pit, traccia contenuta nel secondo album dei Testament, The New Order, pubblicato nel 1988. Nota curiosa: il ritorno live dietro le pelli del batterista Dave Lombardo, rientrato nella band dopo aver registrato l’album The Gathering ben 23 anni fa. Tecnica e brutalità allo stato puro. Così come tutta la serata vissuta a Rock in Roma.

Setlist:
Rise Up
The New Order
The Pale King
Children of the Next Level
Practice What You Preach
WWIII
True Believer
D.N.R. (Do Not Resuscitate)
Night of the Witch
The Formation of Damnation
Bass Solo
Souls of Black
First Strike Is Deadly
Over the Wall
Into the Pit
Alone in the Dark

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