Martyna Smith, la performer dei Death SS

Oggi non ci troviamo di fronte ad un musicista vero e proprio, ma a una persona dalle varie sfaccettature e ruoli che l’hanno in qualche modo portata a dividere il palcoscenico con alcuni big della scena rock e metal, tra cui spiccano Alice Cooper, Black Sabbath, Billy Idol, Rob Zombie e i Death SS. Con quest’ultimi collabora dal 2013 come performer per i live in Italia e all’estero. Lei si fa chiamare Martyna Smith, ma scopriamola meglio:

Ciao Martyna, iniziamo subito partendo a tema, quando e come hai iniziato ad avvicinarti al mondo del rock?
Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del rock da ragazzina, ascoltavo soprattutto “Deathcore” con molti accenti scream e “Metalcore”, suggeriti dagli amici del tempo. In quegli anni mi piacevano gruppi assurdi giovanili chiamati Black Veil Brides, Bring Me The Horizon, A Day to Remember, Saosin, Glamour Of The Kill, Scary Kids Scaring Kids, Blessthefall, Funeral For A Friend…inoltre non dispiaceva quel sound american-vintage dei Social Distortion…Col tempo sono maturata musicalmente…ad oggi i miei gruppi preferiti sono i Death SS, i W.A.S.P, gli Helloween, l’ Alice Cooper dei primi tempi e molti altri gruppi storici…

image (1)Nel tuo Curriculum spiccano nomi leggendari del rock e del metal con i quali hai svolto e svolgi tuttora il ruolo di performer, che sensazioni si provano a trovarteli fianco a fianco?
Ne sono orgogliosa e riconoscente, Steve Sylvester è un mito ed una leggenda, ha creduto in me e mi ha supportata nonostante gli altri fossero un po’ prevenuti nei miei confronti, essendo io una giovane performer, catapultata in un mondo di metallari, spesso pronti a criticare “la nuova arrivata” (seppur ballassi già da anni in altri contesti televisivi). Sono felice di aver avuto l’opportunità di conoscere, lavorare e ricevere complimenti dai grandi bigs del metal, da artisti che contano: un abbraccio da Eric Dover voce degli Slash’s Snakepit, un pizzicotto affettuoso da Ryan Roxie chitarrista di Alice Cooper ed un pollice alzato ed una stretta di mano da Eric Brittingham dei Cinderella…con i quali mi ero esibita in Toscana. Ho avuto anche i complimenti da parte di Douglas Blair dei W.a.s.p al quale feci vedere un video della mia esibizione con i Death SS. Ho trovato molto cordiali anche gli Uriah Heep conosciuti in Svezia al tavolo delle colazioni nell’albergo dove soggiornavano i vips dello Sweden Rock Festival. Ti confesso che in quell’ occasione, non avevo riconosciuto Mikkey Dee dei Motörhead…Lo guardavo e non capivo chi fosse e anche lui mi guardava perplesso…Credo sia rimasto un po’ male ed un po’ di stucco. Forse si aspettava che gli chiedessi un autografo, ma non l’ho fatto. . 😉 Comunque sono dell’idea che la miglior band al mondo siano i Death SS, i quali sono riusciti ad oltrepassare i confini bigotti dell’ Italia riuscendo a farsi apprezzare e ad imporsi anche all’estero, sono i precursori dell’Horror Music ed ogni loro album è un mix prezioso di sounds all’avanguardia.

Eri già una loro fan? Ascoltavi la loro musica?
Li ho scoperti solo pochi anni prima di iniziare a collaborare con loro, in quanto due membri della band, vennero invitati alla trasmissione televisiva di Sky nella quale svolgevo il ruolo di Showgirl, quindi in quell’occasione mi documentai sulla band, ma sono diventata ufficialmente fan dei DEATH SS da quando ho iniziato ad essere loro Performer. E non solo: sono pure una collezionista, ho tutti i loro cd, vinili, musicassette, vhs.

Hai mai avuto delle avance o “proposte indecenti” da qualcuno di loro o dello staff?
No, mai. (anche perchè una pazzoide come me, non credo che sia il caso di prenderla in considerazione) 😀 Ahaha

Come sta andando la tua esperienza con i Death SS?
Al momento i membri si stanno occupando di altri progetti, quindi i Death SS si trovano attualmente in un periodo di pausa.

Raccontaci meglio il lavoro di performer, esso può essere scambiato con quello delle groupies?
Non credo, le groupies a parte allargare le gambe a qualunque musicista, non credo sappiano ballare. 😀 Ahaha Essere artista è diverso dall’essere una facile.

Qual è stata la tua performance live più “spinta”?
Penso il live della canzone Vampire, nel quale fingo un finto stupro con il cantante, per poi denudarmi indemoniata deflorandomi la vagina con il crocifisso.

Cosa si prova a esibirsi davanti a molta gente che ti può giudicare e cosa leggi nei loro occhi in quei momenti?
Cerco sempre di impegnarmi nelle esibizioni dando il massimo. Amo ballare sui palchi con l’adrenalina che mi scorre nelle vene, adoro interpretare i ruoli dei personaggi femminili che mi vengono assegnati, mi trovo a mio agio a denudarmi di fronte alla folla e tutto ciò ha dato molta sicurezza a me stessa. Le luci dei riflettori mi inondano di calore e gli applausi mi donano affetto. Spesso dagli occhi dei fans, traspare entusiasmo, sorpresa, eccitazione, talvolta pure perplessità…Ricordo che durante un mio spogliarello a Trezzo Sull’Adda con i Bulldozer, una ragazza della prima fila, minacciò di andarsene in quanto shockata dalla mia esuberanza perversa. Ahaha Nel bene o nel male, basta che se ne parli, meglio sconvolgere, anziché passare inosservata. 😀

Come sappiamo, ti occupi di molte cose al di fuori della musica, oltre alla TV, come spieghi il binomio barzellette/poesie?
Sono tutte sfumature del mio personaggio, il quale non è mai lo stesso. Ho un demone che mi guida e si impossessa della mia psiche lasciandomi in uno stato di trance, agisce lui per me. Credo che la poesia malinconica sia il lato sensibile di ogni artista. Avere avuto a che fare ben undici anni con la depressione, mi ha forgiata e resa ciò che sono oggi. La comicità è una conseguenza della sofferenza, è l’ironizzare sulla propria vita cercando di capirne anche gli aspetti più gioiosi. In primis sono un’attrice, studio i casi umani cosi come studio me stessa, ognuno di noi ha un lato comico.

Ricordiamo che ti occupi anche di canto, hai mai pensato di creare una propria band? Ti ispiri a qualche artista in particolare?
Ho avuto una band Melodic Death Metal anni fa, ma per tenere assieme i membri di una band ci vuole caparbietà. Non eravamo particolarmente affini e nemmeno loro sapevano cosa volevano suonare, alla fine mi sono venduta a cantare ciò che mi è stato proposto da produttori musicali o dj conosciuti alle trasmissioni televisive nelle quali lavoravo, a loro intrigava la mia immagine, il mio carisma, la mia grinta e presenza scenica. Non mi ispiro a nessuna artista femminile.

Progetti per il futuro?
Continuerò a fare arte e spettacolo, in un modo o nell’altro, non ho mai precluso alcuna strada. Da cosa nasce cosa.

Un piacere averti intervistato, un’in bocca a lupo dallo staff di URM per la tua carriera. Rockon!

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