Deep Purple: Coverdale, “Mi trattarono male alla cerimonia della Hall Of Fame”

In una recente intervista a Eon Music, il leader dei Whitesnake David Coverdale ha raccontato la sua esperienza quando i Deep Purple vennero inseriti nella Rock N’ Roll Hall Of Fame.

Ritchie ed io ne avevamo parlato in precedenza. Era già capitato più volte che venissero nominati i Deep Purple, senza che poi fossero effettivamente introdotti. Gli chiesi se sarebbe andato, ma lui rispose che non lo avrebbe fatto. Al che dissi che non lo avrei fatto neanch’io. Ma quello che hanno fatto nel 2016, dopo essere stati introdotti ufficialmente è inaccettabile. Gli attuali Deep Purple si rifiutavano di partecipare se fosse stato presente Ritchie. E questo lo dissero tipo 72 ore prima, quando io ero già pronto per volare là con la mia famiglia. E la trasferta mi costava tipo 75mila o 85mila dollari. Mia figlia doveva prendere l’aereo dalla Germania e mio figlio liberarsi dal college. All’improvviso poi a Glenn Hughes e me dissero che non volevano che cantassimo con loro. Inizialmente avevo parlato con Ian Gillan di fare i cori su Smoke On The Water, perché originariamente avrebbero dovuto chiudere loro la serata. Provarono a bloccarci facendoci un sacco di discorsi, che fecero infuriare mia moglie, fosse solo perché aveva speso un patrimonio in abiti eleganti. La mia reazione fu quella di dire, fanculo, nessuno può impedircelo. Mi misi in contatto con Carole, il manger di Ritchie, dicendo che anche lui sarebbe dovuto essere lì con me, Che nessuno lo avrebbe toccato. Ma lui rifiutò. Ma nessuno di noi aveva il diritto di stare là senza Ritchie Blackmore e mi assicurai di far arrivare a loro il messaggio. Steve Morse e Don Airey furono più accondiscendenti con me e Glenn degli altri ragazzi. Ce la siamo spassata con loro, divertendoci un sacco. Sono davvero felice di essere quello che sono e l’altro giorno ne ho parlato anche con Glenn e gli chiesi cosa diavolo  passasse loro per la testa?! Alla fine non suonammo con loro e va bene. Noi rimanemmo dietro le quinte ad occuparci della stampa mentre loro suonavano. In ricordo dei vecchi tempi, come fanno sempre i fratelli indesiderati. A Blackmore non frega un cazzo. Sa bene di essere il principale artefice della loro musica ed è una verità che nessuno di noi sarebbe salito sul palco se non fosse stato per lui. Nessuno di noi.”

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