All Time Low – Wake Up, Sunshine

Essere sulla scena pop punk/punk rock dal 2003 e arrivare all’ottavo album in studio è un traguardo per pochi. Gli All Time Low sono tornati, tre anni dopo il loro ultimo lavoro, con l’album Wake Up, Sunshine pubblicato il 3 aprile 2020. L’album è stato anticipato dal singolo Some Kind of Disaster, prima traccia dell’album pubblicata in gennaio.

È un po’ un ritorno al passato. Le 15 tracce sono il secondo album più lungo della loro carriera (dopo Future Hearts del 2015). Gli All Time Low hanno avuto una carriera molto solida e i loro lavori sono sempre stati molto coerenti. C’è da dire che dopo i primi tre album, la strada intrapresa è stata quella più leggera e radiofonica a discapito delle chitarre distorte e della velocità insita nel genere. Con questo lavoro, lo stile ritrovato è proprio quello dei primi lavori.

Si inizia con “Some Kind Of Disaster” che partendo sottotono si trasforma sapientemente in un anthem pop-punk, come lo stesso Alex ha avuto modo di dichiarare:

“È tutto in discesa fino a quando non è arriva la salita / Sangue e lacrime, ma non mi dispiace / Continuerò a cantare ancora e ancora e ancora.”

Si prosegue con “Sleeping In” e Getaway Greenche confermano il ritmo dato dalla traccia di apertura fino a che non si giunge a Melancholy Kaleidoscope dove vengono sottolineati i temi cupi, si parla di depressione e di relazioni.

Can’t be one hundred if you’re only giving ninety-five

(Non posso essere cento se tu dai solo novantacinque)

Una relazione difficile, complicata, di quelle da cui è difficile staccarsi, a cui si è intimamente legati è ciò che ci racconta Trouble is. Con Wake Up, Sunshine si cambia registro musicale, si sceglie il sound più duro e un po’ meno melodico ma non il registro lirico. Vi siete mai chiesti se eravate voi ad essere quelli sbagliati in un rapporto? Eppure qualcuno che vi ama per ciò che siete, senza bisogno di cambiare è proprio la fuori che aspetta solo voi. Bisogna quindi svegliarsi ma un risveglio interiore. Monsters con la collaborazione di blackbear è una traccia che sperimenta un po’ di più e mescolta sapientemente punk e rap. Si chiude qui il primo blocco dell’album perchè segue Pretty Venom (Interlude)”, una traccia acustica che funge da fine primo tempo.

Giusto tre minuti e si riparte con Favorite Place, un’altra collaborazione ma questa volta con The Band CAMINO, una giovane band che sta facendo molto discutere nell’industria musicale internazionale per il loro stile, qualcosa che non si sentiva da tempo. Questo secondo blocco di tracce è più lento e ragionato del primo, più melodico, con più intermezzi, come testimoniato dalle tracce Safe, “January Gloom (Seasons pt. 1)” e “Clumsy”. Si scende ancora “Glitter & Crimson, acustica dal ritmo sereno. Da qui in poi chiude rallentando il ritmo con Summer Daze (Seasons pt. 2)” e Basement Noise.

Analizzando l’andamento delle tracce possiamo identificare il primo blocco fino alla traccia numero 8 come un album a se, carico, distorto, dai temi cupi affrontati in modo coraggioso. Dopo si inizia la discesa e ci troviamo davanti un altro album, più leggero nel sound, più calmo nelle vibrazioni ma comunque caratterizzato da un alto livello lirico.

Un lavoro da ascoltare e riascoltare che illumina un genere spesso caratterizzato da lavori di basso livello. Gli All Time Low sono una sicurezza inossidabile da quasi 20 anni e continuano a dimostrarlo maturando con la loro musica.

Track-list:
1. Some Kind of Disaster
2. Sleeping In
3. Getaway Green
4. Melancholy Kaleidoscope
5. Trouble Is
6. Wake Up, Sunshine
7. Monsters (feat. blackbear)
8. Pretty Venom (Interlude)
9. Favorite Place (feat. The Band CAMINO)
10. Safe
11. January Gloom (Seasons pt. 1)
12. Clumsy
13. Glitter & Crimson
14. Summer Daze (Seasons pt. 2)
15. Basement Noise

Line-up:
Alex Gaskarth – voce, chitarra
Jack Barakat – chitarra solista, cori
Zack Merrick – baso, cori
Rian Dawson – percussioni

Anno: 2020
Etichetta: Fueled by Ramen
Voto: 8.5/10

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