Nightwish – Human. :II: Nature.

Ma un titolo che non sembra un insieme di geroglifici non andava bene? Human. :II: Nature è il doppio album dei Nightwish del 2020. Più che parlare di doppio album dovremmo parlare di due dischi completamente diversi tra loro che in comune hanno solo alcuni sound e parte della strumentazione. Iniziamo parlando del primo disco. E’ inutile, il symphonic/gothic metal sta virando sempre di più verso il pop. Il sound è troppo “commerciale” troppo commerciale, mancano la maestosità e la grandiosità del genere e la band di origine finnica non ha voluto tradire la scia decadente del genere. L’ascolto è troppo facile ed è una caratteristica che non è mai appartenuta né al symphonic né al gothic. Alcuni accenni di folk rendono qualche pezzo più originale, ma le pecche di base rimangono.

Noise, singolo estratto, è un symphonic metal banale, forzato e mal costruito perché i cambi dei temi musicali sono del tutto inappropriati. Potrebbe essere addirittura un pezzo radiofonico per la sua semplicità. Le atmosfere gotiche sono veramente richiamate con fatica, il ritornello potrebbe comporlo un musicista 14enne alle prime armi con la scrittura di pezzi. Armonie e melodie mature? Inesistenti. Pezzo che sa di mille canzoni già sentite e che inoltre dura un casino: quasi sei minuti. Quattro ne erano sufficienti. Gli acuti di Floor non migliorano la situazione.

Harvest è un pezzo folk tribale africano simpatico che sfocia incoerentemente in un celtic metal, poi c’è una parte sinfonica e del folk celtico. La canzone è un altro singolo estratto, ma qual è il senso della costruzione di questo pezzo? L’ha messo insieme Topo Gigio? Diciamo che le due parti del pezzo, messe in maniera separata, sarebbero state anche carine, ma insieme cozzano un casino come il parmigiano sugli spaghetti alle vongole. Spaghetti trafilati con il grano raccolto di cui si parla nel testo, inno ai raccolti della terra.

Pan ha qualche sonorità più caratteristica. Incuriosisce nella strofa, mentre il ritornello è ovviamente banale. Voce a volume basso per la Jansen che però mantiene un tono acuto con straordinaria tecnica. E’ sempre nelle parti basse che la Floor pecca un pochettino. L’orchestra la accompagna con suoni dolci e rasserenanti. Successivamente le parti metal prendono più un senso, con toni tipicamente gotici e magici: compare una strega (bianca o nera che volete) dinanzi al suo calderone pronta a mescolare un intruglio di robe magiche. L’arrangiamento ben accompagna quella che sembra essere una storiella raccontata sin da tempi passati.

Tribal presenta una batteria dal ritmo, per l’appunto, tribale. Un ritornello aggressivo, non tipicamente nelle corde della soprano, ricorda una strega che sta per compiere una fattura. Poi imponenti cori maschili come in un rito che sta per compiersi. Anche il testo sembra voler parlare di questo, ma è abbastanza enigmatico.

Netto distacco dal disco uno, invece, per il secondo. Se la prima parte aveva nove pezzi, questa seconda ne ha otto, solo che il tema è lo stesso in tutti i pezzi. Specifichiamo: è un album che non ha nulla di elettrico, manca anche la batteria. Si tratta di un lavoro del tutto sinfonico basato sull’amore per la natura. E’ un disco molto meditativo, rilassante, per niente banale anche se semplice. Ci si trova sotto un albero ad osservare le colline con un cielo sereno, qualche nuvola che sembra fatta di panna, completamente radiosa per i raggi del sole che la invadono. La natura è piena di vegetazione, l’uomo sembra finalmente essersi messo in secondo piano e due conigli si rincorrono giocosi. La gazza ladra vola bassa in tutta la sua eleganza. La serenità e tanti concilianti sounds ornano molto bene questo secondo disco che potrebbe fare da colonna sonora ad un film fantasy o ad un film romantico ambientato in campagna o in collina. Non c’è voce ovviamente, non ce n’è bisogno. Solo una parte corale nell’ultimo pezzo All The Works Of Nature Which Adorn The World – Ad Astra per dare un segno di chiusura di tutto il lavoro.

Due lavori per lo più diversi, quindi due valutazioni ma un solo voto da dare. Ovviamente il metodo più semplice è fare la media: Voto CD 1 + voto CD 2, il tutto diviso per due. Il pezzo proposto è Noise in quanto singolo, ma un ascolto è da dare anche a Pan, unico pezzo più decente del disco uno.

Tracklist:
Disco 1
01. Music
02. Noise
03. Shoemaker
04. Harvest
05. Pan
06. How’s The Heart?
07. Procession
08. Tribal
09. Endlessness
Disco 2
01 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – Vista
02 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – The Blue
03 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – The Green
04 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – Moors
05 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – Aurorae
06 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – Quiet As The Snow
07 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – Anthropocene (incl. “Hurrian Hymn To Nikkal”)
08 – All The Works Of Nature Which Adorn The World – Ad Astra

Line-up:
Floor Jansen – voce
Erno “Emppu” Vuorinen – chitarra
Tuomas Holopainen – pianoforte, tastiere
Troy Donockley – bodhrán, uilleann pipes, tin whistle, bouzouki e chitarra solista
Marko “Marco” Hietala – basso, voce
Kai Hahto – batteria

Anno: 2020
Etichetta: Nuclear Blast
Voto:
5.5/10

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