Intervista a Cecilia Petrini dei Sinheresy

Oggi noi di URM abbiamo il piacere di intervistare Cecilia Petrini, cantante dei Sinheresy freschi dell’uscita del loro nuovo album Out Of Connection.

Come ti sei approcciata al canto e quali sono state le tue maggiori influenze?
Anzitutto un saluto a tutti i lettori di Universo Rock & Metal! Per quel che mi riguarda, canto da quando ero piccola, mi ricordo che spulciavo fra le musicassette di mio fratello e poi intonavo le canzoni che mi piacevano di più inventando parole in un inglese improbabile e usando la spazzola come microfono! Spesso le cassette non avevano alcuna dicitura, per cui ascoltavo mostri sacri come Depeche Mode o Nirvana senza nemmeno saperlo! Quindi le mie influenze sono state molto ampie sin da subito… comunque se devo proprio citare un artista su tutti direi Freddie Mercury, ammiro molto la sua totale libertà e spregiudicatezza espressiva.

Quest’anno sono 10 anni dei Sinheresy vi sareste immaginati a inizio carriera i risultati ottenuti?
Fa strano parlare di “risultati ottenuti” quando noi vediamo sempre l’altro lato della medaglia… cioè gli obiettivi che ancora dobbiamo raggiungere! Ma guardando indietro devo dire che un po’ di strada l’abbiamo fatta e non posso che esserne orgogliosa, sapendo che nulla ci è stato regalato ma che è tutto frutto di duro lavoro, tanto impegno e tanta passione, sia da parte nostra, sia da parte di chi in questi anni ci ha sostenuto e ha creduto in noi.

Da poco è uscito il vostro ultimo lavoro Out of Connection e ascoltandolo bene si sente un cambio importante di stile rispetto ai vostri album precedenti. Cosa vi ha spinto a puntare su queste nuove sonorità?
È stata una scelta molto naturale, noi stessi siamo cambiati in questi anni per quelle che sono state le nostre esperienze nella vita privata, e sentivamo che lo stile power sinfonico degli inizi non ci rappresentava più. I primi semi di questo cambiamento erano già presenti nel nostro album precedente Domino e con Out of Connection abbiamo sancito definitivamente questo passaggio evolutivo. Le sonorità più moderne, catchy, e l’assenza di tecnicismi forzati e stereotipi di genere raccontano molto meglio chi siamo ora e quali sono le emozioni che vogliamo trasmettere con la nostra musica.

Riguardando i vostri tour precedenti abbiamo visto che avete aperto concerti per i Lacuna Coil e Tarja Turunen anche fuori dai confini. Avete in mente un futuro tour europeo magari come headliners?
I tour assieme a Lacuna Coil e a Tarja Turunen sono stati fantastici, non solo perché abbiamo potuto imparare tantissimo da questi grandi artisti, ma anche e soprattutto perché abbiamo avuto l’opportunità di conoscere persone e posti straordinari al di fuori dei confini nazionali. Un tour da headliner in Europa sarebbe un sogno per poter rivisitare le città che ci sono rimaste nel cuore e per scoprirne di nuove! Al momento però è un progetto difficile da realizzare, in un futuro più lontano chissà..!

Con i Sinheresy condividi il ruolo di cantante assieme a Stefano Sain. Visto che molte band si stanno approcciando alla scelta di diversi cantanti differenti nella stessa band come lavorate in fase di composizione ad equilibrare le parti fra voi 2?
Quando abbiamo cominciato a comporre il nostro primo EP non era ancora così comune che una stessa band avesse due cantanti, non musicisti. Per noi però non è stata affatto una forzatura, anzi, il bilanciamento vocale tra me e Stefano è diventato da subito un nostro “marchio di fabbrica”. Trovo che i nostri due timbri si completino a vicenda perfettamente, tanto che in fase di composizione non viene mai stabilito a priori chi deve cantare cosa, ma ci viene naturale destinare le parti a seconda dell’atmosfera che vogliamo conferire alla canzone, senza bisogno di sovrastarci l’un l’altra.

In questi ultimi anni stiamo notando un interesse maggiore per il metal made in Italy, molte band stanno firmando per grosse label e abbiamo visto molte uscite quest’anno che hanno avuto un grosso successo all’estero. Come vedi questo fenomeno attuale?
È vero, anch’io ho notato questo crescente interesse dall’estero verso le band italiane e ovviamente non può farmi che piacere. Spero che anche in Italia prima o poi si rivaluti la scena rock e metal con più apprezzamenti e meno lamentele…

Invece in Italia secondo te come è visto in questo momento un genere come il metal e cosa suggeriresti alle band emergenti per farsi notare?
Alle band emergenti posso suggerire una sola cosa: fate quello che amate per voi stessi, tanto qualcuno che denigrerà il vostro impegno ci sarà sempre. Non fatevi arrestare da questo, lavorate sodo per migliorarvi sempre di più, sia individualmente che come band, curate i vostri contatti e siate grati con i vostri fan più affezionati. Non è la formula per il successo, ma sicuramente è il modo migliore per crearsi una solida base d’appoggio e soprattutto per stare bene con se stessi, in un ambiente come quello dell’industria musicale dove è facile passare dalle stelle alle stalle in brevissimo tempo.

Avete fatto diversi concerti anche a livello europeo, hai per caso qualche ricordo o aneddoto divertente che ti è capitato durante un live da raccontarci?
Ci sarebbero tantissimi aneddoti da raccontare! E spesso quelli più divertenti li viviamo non tanto durante i live ma dopo, quando scesi dal palco possiamo finalmente scambiare quattro chiacchiere con il pubblico e con altri musicisti. Ad esempio al festival Hills of Rock, in Bulgaria, è stato bellissimo a fine concerto goderci le esibizioni stratosferiche delle altre band (Royal Republic, Amaranthe, Children of Bodom, Garbage!) bevendo birra e pogando tra il pubblico abbracciati agli stessi fan che poco prima ci avevano riempito di complimenti e di regali, è stata una grande festa, indimenticabile!

Come accennato prima quest’anno sono 10 anni di Sinheresy come hai visto in questi 10 anni cambiare il mondo musicale non solo da parte degli artisti ma anche degli ascoltatori e cosa ne pensi di questi cambiamenti?
Il mondo musicale si è trasformato radicalmente negli anni e da parte degli artisti noto uno sforzo per adeguarsi ai mezzi di promozione attuali. Nonostante questo però, la possibilità di vivere concretamente solo con i proventi della propria musica è sempre più esigua. Da ascoltatrice, mi rendo conto che sono talmente sommersa da nomi e canzoni nuove ogni giorno che mi riesce difficile appassionarmi veramente a qualche band, non faccio in tempo ad approfondire la proposta musicale che già mi vengono propinati un altro video, un’altra canzone, un altro artista. D’altro canto il fatto di avere tutto a portata di click ha anche dei lati positivi, mi viene in mente ad esempio l’attitudine, soprattutto dei più giovani, di non scartare mai nulla a priori ma di ascoltare con lo stesso coinvolgimento generi musicali anche diversissimi tra loro, senza fossilizzarsi su un unico genere.

Progetti per il futuro?
Siamo in partenza imminente per un tour tra Spagna e Portogallo di supporto ai Brainstorm, non vediamo l’ora! Anche per il prossimo anno abbiamo già in programma qualche data: in gennaio saremo ospiti al release show dei Temperance, di prossima uscita con Napalm Records. In Luglio invece ci aspetta una delle trasferte più lunghe mai fatte: parteciperemo al Big Gun Rock Festival in Russia, con band eccezionali come Lacrimas Prufundere, Serenity e Stratovarius!

Siamo al termine della nostra intervista, vuole lasciare un saluto ai nostri lettori?
Grazie mille per l’intervista, spero di avervi almeno un po’ incuriosito e vi invito ad ascoltare i Sinheresy e a sostenere sempre con passione la scena musicale italiana! Un bacione a tutti i lettori!

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