
Anno: 2023
Etichetta: Warner Records
Voto: 8/10
Ci sono voluti ben sette anni agli Avenged Sevenfold per tornare sul mercato discografico dopo aver pubblicato nel 2016 quello che allora fu il disco più maturo, complesso e ambizioso della band americana, ossia The Stage – se con quel platter la band rimarcava il suo lato più tecnico e progressivo è con questo nuovo Life Is But A Dream che il five-piece rielabora e reinventa totalmente i canoni di ciò che allora poteva essere considerato “ambizioso”, sfornando un disco che davvero lascia a bocca aperta per l’ulteriore salto di qualità musicalmente parlando fatto dal precedente.
Il suddetto lavoro difatti, prodotto dalla band in collaborazione con Joe Barresi (Slipknot, Queens Of The Stone Age, Bad Religion) porta il sound degli Avenged verso nuovi lidi ancora più sperimentali di quanto proposto nel precedente album – qui si tratta davvero di un platter dove tal volta è difficile credere che si stia ascoltando un disco dei Sevenfold (se non fosse per la voce a dir la verità un pochino affaticata di M. Shadows), tra groove metallici, sfumature prog-fusion, momenti psichedelici, contaminazioni elettroniche e molto altro ancora. Il lavoro è un ambizioso concept dai contenuti esistenzialisti dove si parte dal presupposto che l’essere umano sia l’unica specie che è consapevole di dover morire un giorno o l’altro – partendo da questo concetto ci si interroga sul significato della vita, sulle nostre azioni all’interno di essa, sul successo e sull’importanza che si da ad esso ma soprattutto su quello che la società odierna considera come la sua visione di una “vita di successo”. Game Over apre le danze con uno dei brani più intensi del lotto dove il protagonista del brano, ormai a fine vita, riflette sulla futilità delle azioni compiute durante la sua esistenza con un M. Shadows che spara a raffica quelle parole chiave che hanno marcato la vita di quest’uomo in maniera così intensa, frettolosa ma allo stesso tempo anche futile se si guarda la propria esistenza e l’esistenza dell’universo da un punto di vista più ampio – “Changes, hormones, high school, threesome, roll call, study, license, freedom, novice, first time, lover, party …” Shadows non si risparmia con un assedio di vocaboli sputati uno dietro l’altro per un inizio intenso che prosegue con Mattel in cui la pesantezza delle strofe si contrappongono alla leggerezza quasi psichedelica del ritornello con un finale che sfuma in quei territori dark e teatrali alla Little Piece Of Heaven che sono tanto un marchio di fabbrica nel suono dei Sevenfold. Va detto che questo disco oltre ad essere estremamente dinamico offre ancora una volta tantissime sezioni virtuose da parte del sempre fenomenale Sinister Gates come possiamo ascoltare nei singoli Nobody e We Love You ma anche in molti altri episodi del lavoro. Proprio la già menzionata We Love You risulta essere una composizione estremamente interessante, dove la ripetitività delle strofe ci offre una visione sulla vita globalizzata che la società spesso impone ai propri cittadini per rientrare in quel concetto di successo che ci da quel futile senso di utilità in questo mondo moderno- “more power, more pace, more money more taste, more sex, more pills…” un ritmo ripetitivo e ossessivo che è quello che spesso scandisce le nostre vite, accostate a quel senso di dover essere sempre produttivi a tutti i costi spesso a scapito della propria salute mentale- ” build tall, build higher, build far build wider..”. Musicalmente questo pezzo sul finale ci offre la band nel suo stato più aggressivo in assoluto con delle bordate thrash metal violentissime che spezzano la ripetitività del testo e con un assolo funambolico da parte di Sinister Gates. Da menzionare assolutamente Cosmic, un pezzo assolutamente magnifico, da lacrime agli occhi, in cui colpisce particolarmente lo stacco di pianoforte che introduce un sound maestoso che cresce poco a poco arrivando ad un climax finale in cui sembra quasi di stare in una produzione di un film di Hollywood per quanto il tutto suoni così grandioso e spaziale. Il finale è un assoluto gioiello di progressive rock /metal dotato di un emotività incredibile che ci porta a Beautiful Morning che colpisce tantissimo per i vari stacchi psichedelici quasi stessimo ascoltando The Piper At The Gates Of Dawn o A Saucerful Of Secrets dei Pink Floyd mischiato con i Beatles di Magical Mystery Tour. Come non parlare poi della mini suite divisa in tre parti che rappresenta l’ottava la nona e la decima traccia del disco (G, (O)rdinary e (D)eath che ovviamente formano la parola GOD utilizzando le prime tre lettere dei ogni brano), dove si ha un apertura in G che potrebbe ricordare qualcosa di progressive rock degli anni 70′ tanto è intricata e complessa, mentre nel pezzo appare per la prima volta nella storia della band anche una voce femminile. (O)rdinary colpisce per il suo groove di basso e il suo andamento quasi funk e psichedelico accompagnato da delle delicate parti vocali di Shadows mentre l’epopea si conclude con (D)eath che ha quasi la sensazione di essere una My Way di Frank Sinatra in stile Sevenfold mentre la chiusura del pezzo assume connotati più teatrali e drammatici. Ma la vera e propria chiusura di questo sorprendente disco viene riservata alla title-track che non è altro che una composizione di circa cinque minuti di puro pianoforte che accompagna l’ascoltatore verso la fine.
Insomma in conclusione Life Is But A Dream è un disco davvero sorprendente per una band che continua ad evolversi disco dopo disco portando innovazione ma soprattutto qualità al proprio sound. D’altronde si era capito già dai tempi remoti di Waking The Fallen che questa era una band che ambiva a molto di più che essere il solito gruppo metalcore e penso che album dopo album (con l’esclusione per chi scrive del pessimo Hail To The King del 2013) il gruppo americano lo abbia dimostrato. Life Is But A Dream non è un disco per tutti e se cercate da questa band solamente le hit da classifica come Nightmare, Afterlife e Almost Easy forse dovreste starne alla larga. Al contrario se siete ascoltatori dalle ampie vedute, amanti di tutto ciò che è sperimentale, fuori dagli schemi ma soprattutto ben composto, beh credo proprio che questo diventerà uno dei vostri album preferiti dell’anno.
Tracklist:
1. Game Over
2. Mattel
3. Nobody
4. We Love You
5. Cosmic
6. Beautiful Morning
7. Easier
8. G
9. (O)rdinary
10. (D)eath
11. Life Is But A Dream
Line-up:
M.Shadows – Voce
Sinister Gates – Chitarra
Zacky Vengeance – Chitarra
Johnny Christ – Bass
Brooks Wackerman – Drums
