Intervista agli Hell Theater

Il loro secondo album S’Accabadora è un concentrato di tematiche horror e amore per il metal vecchia scuola, soprattutto thrash e progressive. Dopo aver recensito questo album, eravamo curiosi di andare ad indagare in casa Hell Theater. Risponde la band al completo!

Avete appena pubblicato un bellissimo concept album intitolato S’Accabadora. Come vi sentite per questa importante uscita?
Siamo entusiasti! Dopo dieci anni di lavoro, ma anche di varie vicissitudini che hanno tentato di minare l’uscita dell’album, siamo felici di aver raggiunto l’obiettivo e grati di ricevere un feedback così positivo da parte di voi giornalisti.

È il vostro primo lavoro che fate uscire per Wormholedeath, come vi siete avvicinati a questa etichetta discografica?
Carlo Belotti della Wormholedeath ha dimostrato di aver apprezzato molto il nostro lavoro e ci mandò un messaggio esprimendoci quanto avrebbe gradito collaborare con noi e siamo felici di far parte della loro scuderia.

S’Accabadora è un concept album, ne vogliamo parlare?
È un concept album che si basa sulla figura tradizionale sarda, la “femmina ACCABADORA” o “colei che finisce”, realmente esistita nel passato e forse ancora esistente in zone molto rurali, alla quale venivano attribuite doti magiche. Il suo ruolo era quello di porre fine per pietà, su richiesta dei parenti, alle sofferenze dei moribondi e malati terminali, colpendo la nuca con uno speciale martello “Mazzolu”. A volte però i parenti, per propri interessi, ingannavano l’Accabadora e questo innescava una maledizione all’intera famiglia e ai loro discendenti. Questa è la prima volta che una storia simile viene raccontata in un album metal. S’Accabadora non è certo un album di primo ascolto, è sicuramente un’opera molto complessa e piena di sorprese, fatta per lasciare il segno e durare nel tempo.

Come mai sono trascorsi dieci anni dalla vostra precedente release e S’Accabadora?
Nel 2015 il lavoro era già pronto ad entrare in studio di registrazione, ma da quel momento varie vicissitudini personali e non, gli imprevisti più incredibili ed infine la pandemia sembravano volerci far comprendere che quest’album fosse maledetto. Siamo infine entrati in studio e ancora sono continuati strani fenomeni che ostacolavano i lavori. Tutto questo ci ha messo davvero a dura prova, ma non abbiamo mai mollato, ed ora stiamo componendo il prossimo album…

Usate il make up e usate il termine horror metal. Vogliamo parlare di questi aspetti ai nostri lettori?
L’horror metal è la manifestazione del male, che è dentro di noi e nel mondo che ci circonda, espressa in musica e atmosfere diaboliche, invece di declinarsi in azioni violente.

Parlateci un po’ di come componete di solito un brano.
La composizione parte dalle suggestioni dateci dalla storia o dal racconto horror che vogliamo narrare nel concept. Queste prime suggestioni si trasformano in alcuni riff di chitarra spesso di Brian, che poi vengono elaborati da tutta la band. La struttura della musica viene poi elaborata ed arricchita, finché tutti i componenti della band non sono soddisfatti del risultato.

Credo che il vostro sound sia molto legato agli anni Ottanta. Siete d’accordo e perché questi rimandi a quel periodo?
I richiami e le influenze del passato sicuramente ci sono, ma stiamo tentando di trovare e creare un nostro sound e una linea compositiva personale e riconoscibile, che ci proietti verso il futuro. Per esempio la produzione dell’album non richiama volutamente quelle più attuali, perché cercavamo di riproporre un suono caldo e immersivo come in passato, cosa che alcune produzioni contemporanee talvolta perdono.

Che altro dobbiamo aspettarci dagli Hell Theater in futuro?
Nuove diaboliche storie e grandi live.

La nostra intervista è finita! Grazie per la vostra disponibilità. Volete lasciare un saluto ai nostri lettori?
Siate curiosi, scoprite l’underground (non solo per piacere, ma anche per dovere) se vogliamo che rimanga viva una scena musicale non omologata, libera e originale, come ci hanno insegnato i grandi del rock. Ogni metallaro ha il dovere di sostenere l’ underground con l’acquisto di musica per scongiurare la sua fine. Stay Hellish!!

Line-up:
Unh Buryan – Batteria
Brian “Slaughter” Steele – Chitarra
Victor “Death” Solinas – Voce
Bob “Raven” Axx – Chitarra

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