Beyond The Black – Beyond The Black

Il momento per l’uscita del fatidico disco “self-titled” è arrivato anche per i tedeschi Beyond The Black che con il loro metal sinfonico hanno trovato una buona fetta di pubblico tra gli amanti del genere sin dal loro album di debutto Songs Of Love And Death del 2015. La band costruita attorno alla figura della vocalist Jennifer Haben (che per altro rimane l’unico membro originario del gruppo dai tempi della sua formazione), torna sul mercato discografico a tre anni di distanza dal loro ultimo full-lenght Hoirzons che vide il four-piece tedesco immergersi in alcune sonorità innovative per la band, più sperimentali ed alternative e allo stesso tempo abbracciando un percorso musicale più tendente al rock che al metal.

La band è sempre stata nota per dischi piuttosto prolissi ma stavolta, in controtendenza al passato, questo nuovo platter si presenta più sintetico con i suoi dieci brani per circa quarantadue minuti di lavoro, riuscendo, per quanto ci riguarda, ad offrire un ascolto che esula da particolari “flop” nel corso della tracklist, cercando di regalare una proposta varia in quello che è lo stile del gruppo tedesco. Con questo nuovo lavoro abbiamo l’impressione che la band teutonica sia tornata un pochino sulla scia del symphonic metal degli esordi riuscendo comunque ad includere vari elementi diversi nei loro brani senza quindi mai scadere nel ripetitivo che in questo particolare genere ahimè, non è cosa scontata. Va detto che i Beyond The Black non inventano nulla ma all’interno del loro genere sanno scrivere dei buoni pezzi supportati da una voce (quella di Jennifer Haben) che continua ad essere l’elemento più brillante e di risalto della loro proposta che comunque risulta curata in ogni particolare, dalla produzione, al sound, sino ad arrivare ai musicisti coinvolti che offrono spesso degli spunti niente male come gli svariati assoli di chitarra distribuiti all’interno dal lavoro. Parlando di pezzi non possiamo non partire da quello che secondo noi è il miglior brano del platter posto giusto giusto in apertura tanto per partire subito alla grande: Is There Anybody Out There? con la sua euforizzante energia riesce ad essere catchy ed estremamente ispirata e ben scritta, appigliandosi ad un ritornello fantastico che siamo sicuri manderà i fan in visibilio dal vivo. Davvero notevole lo stacco acustico verso la fine del brano che riprende la melodia del chorus e che allo stesso tempo dona un tocco folkloristico ad un brano complessivamente bello carico. L’elemento folk lo si ritrova in altri pezzi dell’album come il primo singolo estratto Reincarnation, che vede anche delle harsh vocals che donano un pochino di ruvidezza ad un sound generalmente così melodico, dandoci un qualcosa di diverso dalla seppur ottima voce della Haben. I pezzi hanno quasi tutti un retrogusto ed un approccio ai testi in chiave fantasy, un esempio è Winter Is Coming con quel suo appeal molto alla Game Of Thrones (vi consigliamo di guardare anche il videoclip disponibile su youtube per capire appieno di cosa parliamo) che ci regala un altra gran canzone nella prima porzione del disco. Non mancano dei brani più in stile ballad dove la voce di Jennifer Haben insieme alle orchestrazioni sono le uniche vere protagoniste e benché di brani più delicati nel corso del disco ce ne siano, se vogliamo parlare di vera e propria ballad in tutto e per tutto Wide Awake è l’unica traccia che risponde totalmente a queste caratteristiche. Anche Free Me ha un incedere delicato e melodico ma al contempo riesce ad essere poderosa ed esplosiva nel chorus, rendendo questo pezzo uno dei più epici e drammatici del lotto anche grazie alla prestazione da brividi della cantante tedesca. Dancing In The Dark con i suoi elementi percussivi di inizio brano sembra quasi una marcia tribale di guerra prima che si trasformi nell’ennesimo anthem di metal melodico, mentre la conclusiva I Remember Dying è un pezzo piuttosto atipico per la band partendo quasi come fosse un canto funebre, mentre nel suo avanzare il pezzo si arricchisce gradualmente con delle orchestrazioni molto delicate e soffuse e solamente nel finale entra in scena qualche riff di chitarra prima che la voce di Jennifer ci culli verso la fine del pezzo. I Remember Dying è un pezzo senza una vera e propria struttura o ritornello e che senz’altro offre una scelta quantomeno particolare per chiudere il platter, nonostante questo, troviamo che sia comunque uno dei pezzi meno riusciti del lotto. A dare una sferzata più aggressiva al disco ci pensa l’inno rivoluzionario Not In Our Name che vede un importante uso di harsh vocals ad affiancare la voce della vocalist, mentre il testo impegnato e pungente riflette pienamente il titolo della canzone, discostandosi dal sound e i temi più fiabeschi incontrati nella maggior parte dei brani. Va detto che qualche brano sottotono nella tracklist rimane presente nonostante la buona qualità complessiva, parliamo per esempio di Raise Your Head che risulta, per quanto ci riguarda, un po’ banalotto nelle soluzioni e con poca personalità nella propria proposta.

In conclusione questo self-titled album dei Beyond The Black è un buon lavoro che potrà piacere senz’altro non solo ai fan della band ma anche a tutti quegli ascoltatori che prediligono il metal più melodico o sinfonico. L’album in questione ritrova infatti le radici più prettamente symphonic metal dei primi lavori, arricchendo il tutto con una buona dose di varietà nel sound, con tanto di ballate acustiche, melodie folk, momenti più orchestrali o altri più pesanti ed energetici. Se siete fan di band quali i Within Temptation del periodo The Unforgiving o Hydra che in quei particolari dischi hanno saputo miscelare sapientemente il loro tipico metal sinfonico ad altri elementi più immediati e diretti, crediamo proprio che i Beyond The Black rappresentino una delle migliori realtà che il genere possa offrire al momento. Con qualche calo di ispirazione e tanti buoni pezzi questo album insomma, ci ha convinti!

Tracklist:
1. Is There Anybody Out There?
2. Reincarnation
3. Free Me
4. Winter Is Coming
5. Into The Light
6.Wide Awake
7. Dancing In The Dark
8. Raise Your Head
9. Not In Our Name
10. I Remember Dying

Line-Up:
Jennifer Haben – Voce, pianoforte, chitarra acustica
Chris Hermsdorfer – Chitarra solista
Tobi Lodes – Chitarra ritmica
Kai Tschierschky – Batteria

Anno: 2023
Etichetta: Nuclear Blast Records
Voto: 7/10

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