Nerd in Rock: “Vinland Saga”, quando i Vichinghi incontrano il Sol Levante

Tra tutte le popolazioni che hanno solcato gli oceani nei secoli, i Vichinghi sono forse la più affascinante; la mitologia ed i racconti delle loro conquiste sono stati da sempre fonte di ispirazione per album musicali, romanzi, film, serie TV, videogiochi e fumetti.
Uno dei prodotti più famosi e di maggior successo che trattano di questo argomento è certamente la serie televisiva canadese Vikings che dura da ben 7 anni e che è considerata da molti un vero capolavoro del genere.
Esistono però altre produzioni forse meno note ma non per questo di minor valore o interesse; tra queste spicca Vinland Saga, un manga storico ideato e realizzato dal fumettista nipponico Makoto Yukimura.
Il fumetto è ambientato nell’Europa settentrionale dell’XI secolo e pone il focus sulle imprese e le scorribande dei guerrieri norreni in quella zona; pur essendo un racconto di fantasia, Yukimura ha calato perfettamente la sua narrazione all’interno del contesto storico, attraverso un lavoro di documentazione approfondito e minuzioso.
Accanto agli eroi di finzione infatti, si possono incontrare personaggi storici realmente esistiti come Leif Erikson (il primo navigatore della storia a raggiungere il continente americano) o il re Canuto II di Danimarca, ed è proprio l’accuratezza storica, unita all’intrigante vicenda narrata, a rendere questo manga così interessante ed avvincente.

La storia di Vinland Saga ruota attorno alla figura di Thorfinn Thorsson, un ragazzo islandese che, a seguito della morte del padre, dedica la sua vita alla vendetta e, nonostante la sua giovane età, si ritrova a portare sulle spalle un enorme fardello fatto di sangue e violenza.
Col tempo, però il peso di quella zavorra diventerà talmente insopportabile da spingere Thorfinn a cambiare vita e a consacrarsi ad un nuovo ideale, ritrovare la terra scoperta anni prima dall’amico di famiglia “il vecchio” Leif, la mitica Vinland, e laggiù stabilire un’oasi di pace per tutti i logorati dalla guerra e dalla distruzione.
Il racconto di Thorfinn è affascinante perchè ci presenta un personaggio in continuo cambiamento; prima un ragazzo dolce che, a seguito di un evento doloroso, si trasforma in una bestia sanguinaria, per poi mutare nuovamente in un difensore degli oppressi.
L’autore ci insegna come però il cambiamento non sia mai facile; Thorfinn infatti si trova più volte, nel corso della sua storia, a fare i conti con i demoni del suo passato che a più riprese tornano a tormentarlo, spesso contrapponendosi tra lui e il suo desiderio di redenzione.
Oltre al tema dell’espiazione (molto presente nelle opere letterarie giapponesi), il creatore del manga esplora diversi altri aspetti interessanti dell’animo umano; la ricerca di una figura paterna in cui riconoscersi, il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo, l’amicizia e la fratellanza come valori imprescindibili e il dolore della perdita, tutti elementi che concorrono a rendere i protagonisti della vicenda uomini e donne adulte; questi elementi fanno si che Vinland Saga venga considerato a tutti gli effetti, un romanzo di formazione (oltre che un’opera epica).
Ovviamente l’ambientazione scelta è un pretesto narrativo usato dal fumettista per raccontare questo tipo di storia, ma il fatto che abbia optato per questo particolare periodo per contestualizzare la sua avventura e che sia tutto molto curato e dettagliato rende l’opera ancora più appassionante.
Più ci addentriamo nella lettura del manga infatti, più scopriamo elementi interessanti del mondo vichingo; possiamo vedere in attività i terribili Jòmsvikingar (mercenari norreni famosi per la loro ferocia), conoscere meglio le usanze e la religione del popolo guerriero, imparando anche molte cose in proposito.

La serie a fumetti in Italia è distributa da Star Comics e consta attualmente di 24 numeri, ad oggi ancora in corso (se siete interessati alla lettura, i numeri arretrati sono facilmente recuperabili nelle librerie, nelle fumetterie o su Amazon); dal manga è stato anche tratto un anime che è possibile trovare on demand sulla piattaforma digitale Prime Video.

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Thorfinn, figlio di Thors, nella furia della battaglia

Poiché Universo Rock & Metal è comunque una webzine che si occupa di musica, non possiamo non collegare al racconto di questo bellissimo manga anche una considerazione musicale; chi ci segue da un po’ sa che abbiamo parlato spesso nei nostri articoli di quelle band che, nel corso della loro carriera, hanno attinto a piene mani dalla mitologia nordica e dal mondo norreno, arrivando a creare un genere a sè stante, il Viking Metal.
Le band che fanno parte di questo genere sono molto variegate e molto spesso si rifanno a generi di musica più estrema quali il Black o il Death Metal e tra queste una delle più amate sono certamente gli Amon Amarth.
La band svedese, che propone un Melodic Death Metal molto epico e solenne, negli anni è riuscita ad incarnare talmente bene l’immaginario vichingo che il cantante Johan Hegg è stato scritturato per interpretare una parte nel film del 2014 I vichinghi.

Nonostante il nome della band derivi dal Signore degli Anelli (Amon Amarth è infatti il nome elfico del Monte Fato), i testi e le copertine degli album del gruppo sono chiaramente di ispirazione norrena con riferimenti alla mitologia ed al mondo degli antichi vichinghi.
Gli Amon Amarth hanno subìto diversi cambiamenti nel corso della loro carriera e queste modifiche li hanno portati col tempo, ad essere apprezzati da un pubblico sempre maggiore che li ha resi una delle band Death Metal più famose al mondo.
L’esordio discografico del combo svedese risale al 1998 con Once Sent From The Golden Hall, album ancora molto grezzo nel quale il suond della band è ancora molto influenzato dagli elementi tipici dello Swedish Death Metal.
Con questo disco i 5 Vichinghi si fanno notare subito nel loro paese d’origine ed iniziano ad attirare fan e consensi (ad oggi, quest’album è ancora considerato come uno dei migliori esordi della musica estrema) sopratutto per la grande energia delle loro canzoni e per i testi ispirati, uno dei punti forti della musica degli Amon Amarth.
Nelle liriche dei primi album traspare una forte ostilità nei confronti del cristianesimo, visto come il distruttore delle radici pagane nordeuropee e questo tema, unito alla mitologia, ricorrerà spesso nei primi lavori della band fino a The Crusher (uscito nel 2001), forse il loro disco più anticristiano.
Dopo l’uscita di questo album, segue un forte periodo di crisi che porta quasi allo scioglimento del progetto; la band tuttavia dà vita nel 2002 a Versus The World, album che doveva essere il lavoro conclusivo della carriera degli Amon Amarth ma che invece fa da apripista alla seconda fase musicale del gruppo che, accortosi del potenziale del disco e superata la crisi, ritorna a comporre e ad esibirsi dal vivo.
Nonostante il suond continui ad essere molto ruvido si iniziano a percepire elementi e melodie nuove che fanno intendere che qualcosa sta cambiando nel mondo dei Deathsters svedesi.
Questo cambio progressivo di stile fa storcere il naso a molti puristi ma nonostante questo, il quintetto non si lascia spaventare e prosegue imperterrito sulla linea intrapresa galvanizatto dalla potenza del nuovo materiale.
Il disco che segnerà la vera svolta, sia per quanto riguarda il suond, sia per la carriera della band sarà With Oden On Our Side (2006), figlio della nuova dimensione artistica della band e considerato uno dei loro migliori lavori dai tempi del loro esordio.
Questo disco, unito ad una serie di live sempre più spettacolari e coinvolgenti, porterà la band ad uscire definitvamente dall’anonimato e a confermarsi nel mondo del mainstream.
Da questo punto in poi l’epicità e la melodia nella musica degli Amon Amarth sarà sempre più presente culminando, nel 2008, con la creazione di Twilight Of The Thunder Gods.
Con questo disco gli Amon Amarth si consacrano definitivamente al Melodic Death Metal, perdendo forse molti dei fan della prima ora ma guadagnandone molti altri che si avvicinano alla band proprio grazie a questo stile musicale sicuramente più fruibile (nonostante il growl non manchi).
Ad oggi gli Amon Amarth sono diventati una vera e propria icona, vendendo migliaia di dischi in tutto il mondo e raggiungendo il traguardo del disco d’oro in tanti paesi europei.
Nonostante album come Jomsviking o il recentissimo Berserker abbiano ricevuto diverse critiche da parte dei conservatori, per il loro stile più commerciale, la band di Tumba continua a macinare successi ovunque in giro per il mondo, grazie anche ai live spettacolari che attirano ai loro concerti appassionati da tutto il mondo.

Se non conoscete la band e il fumetto di cui abbiamo parlato in questo articolo avete quindi un’ottima occasione per scoprirli entrambi, magari proprio utilizzando i migliori successi degli Amon Amarth come colonna sonora mentre sfogliate le pagine di Vinland Saga; se invece avete già dimestichezza con entrambi, questo potrebbe essere un buon modo per approcciarsi ad ambedue con occhio e spirito differenti.

A presto per un nuovo appuntamento della rubrica.

AMON AMARTH / ARCH ENEMY - Azalea.it
Gli Amon Amarth in tutta la loro vichinga mascolinità

Line up:
Johan Hegg (voce)
Olavi Mikkonen (chitarra)
Ted Lundström (basso)
Johan Söderberg (chitarra)
Jocke Wallgren (batteria)

Discografia:
 Once Sent from the Golden Hall (1998)
The Avenger (1999)
The Crusher (2001)
Versus the World (2002)
Fate of Norns (2004)
With Oden on Our Side (2006)
Twilight of the Thunder God (2008)
Surtur Rising (2011)
Deceiver of the Gods (2013)
Jomsviking (2016)
Berserker (2019)

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