Cult Of Lilith – Mara

L’Islanda è da sempre una terra molto feconda in ambito della musica estrema ed ha visto, negli ultimi anni, la nascita di numerose nuove band molto interessanti, una di queste sono i Cult Of Lilith.
La band della terra dei ghiacci, che propone un Death Metal tecnico ma melodico, ha da poco prodotto il suo primo LP ufficiale, edito per Metal Blade Records, dal titolo Mara.
Prima di questo album gli isolani avevano dato alla luce soltanto un EP auto prodotto, più grezzo di questo nuovo lavoro ma che ha permesso loro di farsi conoscere anche al di fuori della terra natia; grazie a questa spinta, la band ha avuto così la possibilità di produrre un nuovo disco decisamente di alto livello.

Una intro barocca in stile clavicembalo dà il via al primo brano dell’album Cosmic Maelstrom, una furia cieca di batteria e chitarra dalla quale emerge prepotente il growl del cantante che narra di scenari apocalittici; Non mancano però passaggi melodici, che si alternano alle parti più veloci e taglienti.
Degno di nota è l’assolo a metà del brano, momento di virtuosismo che corona una canzone potente e d’effetto, una grande apertura per questo album notevole.
L’ipnotica introduzione di Purple Tide, che sarà ripresa anche alla fine del brano, ci riporta alla mente gli anni d’oro del cinema horror; il pezzo è potente e massiccio, ricco di cambi di tempo e contaminazioni (l’hammond che fa capolino all’improvviso farà forse storcere il naso ai puristi), con elementi di epicità piazzati al posto giusto che rendono il tutto mai banale né scontato; canzone maestosa ed epica quanto basta.
Con Atlas possiamo tirare un po’ il fiato; il cupo riff di chitarra, assieme alla sulfurea voce del cantante, ci danno l’impressione di trovarci di fronte ad una specie di oscura ballad, impressione che si volatilizza dopo solamente 56 secondi; tanto è infatti il tempo di quiete che ci è concesso prima dell’arrivo della nuova tempesta.
A questo punto i toni del brano si fanno nuovamente accesi, chitarra e batteria tornano a dare randellate sulle orecchie degli ascoltatori, senza però far mai mancare i passaggi epici che sono una costante di tutto il disco.
Comatose è un brano dai toni più Alternative, ricco di groove e mid tempo che fanno l’occhiolino al Deathcore.
I continui cambi di ritmo e di atmosfere all’interno del pezzo lo rendono, per chi scrive, uno dei migliori in assoluto, da ascoltare fino allo sfinimento.
Le Soupir Du Fantôme, brano (o forse meglio dire preghiera) con cui si conclude il disco degli Islandesi.
Pezzo molto particolare, cantato in 3 lingue diverse, nel quale i Cult Of Lilith invocano la loro signora dei demoni dalla quale prendono anche il nome.
La canzone si apre con un giro di chitarra acustica dai toni funerei mentre il cantante inneggia una litania quasi gregoriana; il tutto poi si trasforma, ovviamente, nel classico inferno sonoro a cui ci siamo abituati ascoltando il resto dell’album, mentre un carillon scandisce il tempo come se fosse un oscuro presagio di fine.

La maestosità nella musica estrema non è certo una novità, il panorama Black Metal è costellato di band che uniscono elementi sinfonici e orchestrali a contaminare la durezza della loro musica e neanche il Death Metal è oscuro a queste pratiche.
Tra le band che hanno fatto dell’epicità il loro segno distintivo, negli ultimi anni sono saliti molto all’attenzione del mondo, i nostrani Fleshgod Apocalypse, gruppo che è diventato ispiratore di molte band e del quale non potrete fare a meno di notarne le influenze all’interno di Mara (ovviamente se siete già cultori della band italica).
Gli elementi di sinfonia, in questa release dei Cult Of Lilith, sono in realtà molto meno prominenti rispetto ai lavori della controparte italiana ma ascoltando il disco con attenzione, si possono notare diversi elementi di continuità tra le due band, per non parlare dell’abbigliamento in giacca e cravatta un po’ settecentesco che ricalca lo stile da orchestra dei FA.
Contaminazioni e ispirazioni a parte, la release di questi 5 ragazzotti di Reykjavik è davvero un prodotto che vale la pena scoprire; i suoi punti di forza sono indubbiamente l’originalità e la grande varietà.
E’ spesso difficile per chi suona questo genere musicale, riuscire a mantenere l’attenzione alta e il rischio di cadere nella banalità e nella ripetitività è dietro l’angolo.
I Cult Of Lilith riescono invece a sopperire a questo problema creando un album decisamente ricco e complesso che, forse, potrebbe non essere apprezzato da coloro che sono maggiormente legati ad un tipo di Death Metal più grezzo e violento ma che, certamente, non passerà inosservato per coloro che invece apprezzano una composizione più barocca ed insolita.

Cult Of Lilith: debutto su Metal Blade Records, il brano 'Cosmic Maelstrom'  è online - truemetal.it

Nel salutarvi e darvi appuntamento ad una nuova recensione, vi invito a diventare anche voi seguaci del Culto di Lilith!

Tracklist:
1. Cosmic Maelstrom
2. Purple Tide
3. Enter The Mancubus
4. Atlas
5. Comatose
6. Profeta Paloma
7. Zàngano
8. Le Soupir Du Fantôme

Line-up:
Mario Infantes – Voce
Daniel Thor Hannesson – Chitarra
Kristján Jóhann Júlíusson – Chitarra
Samúel Örn Böðvarsson – Basso
Kjartan Harðarson – Batteria

Anno: 2020
Etichetta: Metal Blade Records
Voto: 9/10

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