Grey Daze – Amends

Tutto cominciò nel ’93,a Phoenix, dove i Grey Daze come i fiori di ibisco, sbocciarono, ma furono poi accompagnati da una serie di infelici episodi e spiacevoli tragedie, dai repentini cambi di formazione, il litigio che portò Bennington e Bayers ad abbandonare il progetto, lo scioglimento della band nel 2001, e la morte di Bobby Benish nel 2004. Ma 23 anni dopo, nel 2016, ebbero l’occasione per rivedersi, abbracciando l’idea di Chester di fare un concerto, e poter reincidere alcuni brani dei due album, Wake Me e …No Sun Today. Purtroppo non andò così, Chester Charles Bennington ci lascia il 20 Luglio del 2017, si fermò tutto, e pure il Mondo intero. I Grey Daze, rimasero fedeli al progetto, e riuscirono a pubblicare l’album rispolverando le canzoni, anche grazie al prezioso aiuto dei figli di Bennington, e ad alcuni grandi artisti, da Head e Munky dei Korn, Laura Pergolizzi, a Marcos Curiel dei P.O.D.

Amends è composta da 11 brani, e alcune tracce bonus in diverse edizioni pubblicate, dura complessivamente 39 minuti e poco più. Sin dall’inizio, la chitarra di Cristin Davis a tratti culla ed incoraggia, la Batteria di Sean Dowell investe di energia e passione, ed il basso di Mace Bayers alimenta il tépore che dona quest’album, fino alla fine. Per quanto emozionante e unico sia, sentire la voce di Chester Bennington, purtroppo è seguita da malinconia e tristezza, che graffia e che brucia, che fa male, tanto male. Chester è immortale, era ricco di doni che regalava senza pretendere mai nulla, colmo di innumerevoli cose da condividere. Ha aiutato tutti noi e aiuterà altrettante persone con la musica, rimarrà uno dei rari esempi da seguire in eterno.

Ci apre la strada Sickness, con il suo carattere graffiante e malinconico. Nell’apparente atmosfera di desolazione, tuona forte Sometimes, in bilico tra tristezza e delusione, nel quale si evince un grido di aiuto, dove vive il ricordo di un amico che ti rincuorava, ti supportava, ma che non c’è più. Piove a dirotto What’s in the Eye, e la pioggia di lyrics graffia la pelle, il cuore, pesantemente: “Don’t go too fast my friend.. Don’t go.. Don’t you go.. Why!?!”; un pugno in faccia se si pensa a ciò che sarebbe stato nel futuro di Chazy Chaz. Il testo sembra riportare un consiglio, o una sorta di sfogo verso il proprio sé interiore, naturalmente via libera all’interpretazione, ma a tutti lo stesso groppone in gola. Si trova una tettoia sotto la quale ripararsi, che è The Syndrome (in origine The Down Syndrome), che avvolge con le sue sonorità di fine secolo scorso, vogliose di innovazione, grinta, ricche di passione, esattamente come fa anche In Time, subito dopo. Finita la tempesta, i lampi cadono dal cielo, il firmamento che porta castigo, una traccia che denuncia temi sociali molto importanti, questo è il momento di B12. Aggressiva e piena di rabbia, sostenuta da sonorità che spaziano tra morbidezza a decisi colpi distorti, e lo zampino di Munky ed Head, gli ha regalato qualcosa di inimitabile. Si apre il cielo, tutto da ammirare, tra il nero e i raggi del sole che fanno fatica a farsi spazio tra le nuvole, ecco Soul Song, un capolavoro, la canzone più lunga dell’album, da ascoltare rigorosamente in silenzio con la mente vuota, con lunghi respiri in solitudine, senza trattenere le emozioni, un po’ come ha fatto Jaimie Bennington nel video ufficiale.

Ci sono casi dove alcuni lavori, di artisti scomparsi, non vedono la luce del sole e rimangono quasi ignoti, chiusi nella memoria dietro all’ombra di un albero sempreverde, e un motivo ci sarà, ma purtroppo, lo scopo di lucro, da parte degli ingordi, è sempre presente. Ma non è questo il caso, perché quest’album è come se fosse una foto  di qualcuno che amavate e non c’è più, trovata per caso nelle scartoffie, dove tra le lacrime e i singhiozzi strozzati, riecheggiano nel silenzio della vostra mente parole immortali che solo quella persona vi ha detto, e che non sentirete mai più.

Grey Daze, un disco in memoria di Chester Bennington - Corriere.it

Non posso far altro che dirvi Grazie per aver letto, un abbraccio virtuale a tutti voi!

Un pensiero va a te, Grazie Chester, buon viaggio.

Tracklist:
1 Sickness
2 Sometimes
3 What’s in the Eye
4 The Syndrome
5 In Time
6 Just like Heroin
7 B12
8 Soul Song
9 Morei Sky
10 She Shines
11 Shooting Out

Line-Up:
Chester Charles Bennington – Voce
Sean Dowdell – Batteria, cori
Mace Beyers – Basso
Cristin Davis – Chitarra

Anno: 2020
Etichetta: Loma Vista Recordings
Voto: 9/10

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