Intervista ai Driving Mrs. Satan

Ciao ragazzi, io sono Indie ed ho curato personalmente la vostra intervista. Noi di Universo Rock & Metal siamo incuriositi dal vostro progetto. Così originale ma che secondo noi creerà un bel casino tra i nostri fans. Ma iniziamo subito.
Voi suonate e cantate canzoni che hanno fatto la storia dell’ Hard&Heavy in versione acustica. Quali sono le vostre influenze musicali?
Giacomo Pedicini: Una risposta sempre complicata…diciamo che la prima cosa che ho suonato e’ stata “Smoke on the Water” dei Deep Purple…l’ultima…”In a Walked Bud” di Monk.

Ernesto Nobili: … Se la metti così… La prima cosa che ho suonato è stato un brano di Gino Paoli. L’ultima, una tragedia Yddish di proporzioni bibliche. E però, nei 27 anni che stanno in mezzo….

Claudia Sorvillo: “Ciao, che musica ascolti?” -“Un pò di tutto” -“…Ah.” (rumore di cuore in frantumi) No, sul serio, è veramente difficile rispondere a questa domanda senza sentirsi riduttivi e incompetenti. Non so quali sono le mie influenze musicali, ho ascoltato troppe cose e non so neanche se e quante di queste abbiano lasciato il segno. I primi artisti che mi vengono in mente in questo momento sono Banco del Mutuo Soccorso, Bjork, Pain of Salvation, Cristina Dona, Anathema, Regina Spektor, Dream Theater (ecco, l’ho detto.) e Radiohead.

Come nasce il vostro nome?
C.S.: Anche il nome della band è un riarrangiamento. Driving Miss Daisy è il nome di un bel film. Driving Miss Satan era una variazione interessante che descriveva bene anche quello che la band fa -portare a spasso l’heavy metal, appunto – Driving Mrs. Satan suonava meglio.

G.P.: Cambiata una parola e il gioco e’ fatto!!!…avete mai pensato che potesse esistere una Signorina Satana?

EN: Credo sia chiaramente ironico, anche se a nominare il signor Satanello, un sacco di gente si offende ancora.

Alcuni premiano la vostra originalità ma i puristi storcono il naso davanti al vostro progetto. Perché avete scelto di intraprendere questa sfida musicale?
C.S.: Perchè le sfide sono divertenti, perchè abbiamo senso dell’umorismo, perchè la maggior parte degli ascoltatori apprezza quello che facciamo in ogni caso, per permettere anche a chi ha orecchie “disallenate” di capire gli Anthrax.

G.P.: Io non l’ho mai vissuta come una sfida, per me e’ stato molto naturale. Non volevo sfidare nessuno…solo sano e puro divertimento. Con Ernesto ci siamo innamorati di nuovo delle canzoni che ci hanno cresciuto e le abbiamo rimodellate per Claudia che il giorno in cui ho comprato “Seventh Son of a Seventh Son” non era ancora nata…

E.N.: In realtà non aveva senso fare una cover band di cloni. Ma mi ci vedi travestito da Yngwie Malmsteen con la tunica napoleonica? Bisogna sempre filtrare la musica attraverso gli anni vissuti e le esperienze fatte. Altrimenti scatta un po di disonestà. E poi per me e Giacomo è stato senz’altro come una seduta psicoterapeutica con le proprie origini di musicista.

Perché viste le qualità della band avete deciso di fare un album solo di cover e nessun inedito?
G.P.: Per ora ci interessava fare un disco con brani presi dai dischi che ci hanno fatto diventare musicisti. E se ti devo dire la verità’ io li vivo come inediti. Nel senso la maggior parte di questi pezzi non li ho mai suonati. Quindi sono rimasti sempre li’ e li ho vissuti principalmente da ascoltatore. In questo senso ho avuto una libertà’ enorme nel poterli modificare rispetto ai miei gusti e alla mia visione onora.

C.S.: Perché no. Non c’è fretta di passare agli inediti, sebbene ce ne siano. Ogni giorno centinaia di band fanno uscire dischi inediti, pieni di brani inediti, noi andiamo in controtendenza.

Avete in mente l’idea di fare un album di inediti?
G.P.:Di sicuro le idee ci sono, e dal vivo le potrete assaggiare. Ma abbiamo ancora molto da farvi ri-ascoltare…proprio in questi giorni siamo alla ricerca di nuovo materiale.

C.S.: E’ possibile che il prossimo disco conterrà degli inediti, ne abbiamo già un paio pronti e li suoneremo ai prossimi concerti. Di certo ci sarà anche qualche altra cover. …credo che subito prima di rimetterci al lavoro per un nuovo disco chiederemo al pubblico di darci dei suggerimenti.

C’è chi vi definisce pop. È un paradosso visto che le vostre cover sono tendenti al metal. Voi come vi sentite?
G.P.: Come hanno scritto in una recensione…”The Brothers of Indie Pop Metal”

E.N.: Le definizioni servono per vendere. La musica è una.

C.S.: Io non ho niente contro il pop, se è fatto con gusto. Il fatto che voglia piacere a tutti, piuttosto che riflettere una particolare ideologia, non è di per se una cosa negativa. Anche la pizza piace a tutti, ma nessuno ha pregiudizi contro di lei.

G.P.: Ho sentito bene..hai detto “Pizza”…Ah!…che bella parola….

Come vi siete conosciuti? È nata subito una forte coesione tra di voi?
G.P.: Io ed Ernesto abbiamo un lungo percorso fatto di chilometri e palchi. Con Claudia e’ bastato incrociarsi un paio di volte per capire che sarebbe stata una perfetta Mrs. Satan.

C.S.: Come si conoscono tutti quelli che finiscono in una band insieme. In sala prove, o in studio di registrazione, per mezzo di un amico musicista in comune. Siamo estremamente compatibili, sia musicalmente che personalmente.

Che risposta date a chi vi accusa di stravolgere e rovinare le grandi canzoni metal?
G.P.: Buon Ascolto…

E.N.: Che è vero!

C.S.: “Stravolgere”, ci può stare. Anzi, è esattamente quello che facciamo. “Rovinare”, è questione di gusti, suppongo. Anche se per rovinare qualcosa, bisognerebbe distruggerne la forma originale…e noi non lo facciamo. L’originale è sempre li per il piacere di tutti.

Mi sono accorto, leggendo recensioni e pareri su di voi, che molti metallari sono molto chiusi riguardo alla visione di una possibile espansione e sperimentazione nel genere. Un po’ quello che fatte voi. Perché dovrebbero ascoltarvi?
G.P.: Credo che solo una minima parte sia chiusa. In realtà’ ho notato che il cosiddetto “metallaro” e’ l’appassionato di musica che più’ progredisce come ascolto. Cerca e ricerca sempre.

E.N.: Concordo in pieno con Giacomo. Il metallaro, almeno come l’ho conosciuto io è sempre stato il più curioso ricercatore di musica che ci sia. Ovviamente ci sono quelli che non vogliono sentire ragioni sulla “religione”. A tutti, il mio consiglio non richiesto è quello di allentare le difese e vivere di più nella sensazione dei fatti.. Ad ogni modo, non c’è modo per convincere chi detesta una musica a cambiare idea. Provate a farmi ascoltare Justin Bieber, ad esempio.

C.S.: Perchè in realtà, anche se non vogliono ammetterlo, gli piace. Perchè le variazioni stimolano la curiosità e sono sempre divertenti. Perchè possano condividere il loro amore per il metal con i loro amori dalle orecchie disallenate. Perchè Popscotch è un bel disco.

Come ho scritto nella recensione, secondo me o vi si ama o vi si odia. Voi come la pensate?
G.P.: Non dobbiamo scegliere noi…Michael Weikath (chitarrista degli Helloween) ha gradito…Qualche altro vuole che ci chiamiamo Driving Mrs. God…perché’ Satana e’ molto più’ cattivo…la figlia di una mia amica e’ rimasta a guardare il video di Battery per almeno 20 volte di seguito…Insomma scegliete voi…

E.N.: Devo dire che fino ad ora, non c’è proprio paragone tra la quantità di fans e quella di detestatori, per fortuna.. La cosa bella è costruire ponti tra persone provenienti da mondi musicali e cultura così diversi..

Quale tipologia di audience cercate di raggiungere con la vostra musica?
E.N.: Non vorrei escludere mai nessuno. Ogni volta che si fa un disco , l’obiettivo è farlo con gli altri per gli altri.

C.S.: Non abbiamo un audience in mente.

Qual è lo scopo di questo progetto?
G.P.: Suonare, suonare, suonare.

E.N.: Suonare Suonare Suonare.

C.S.: Suonare in giro per il mondo. Al fatto che con la musica si diventi ricchi o famosi non ci crede più nessuno, per fortuna.

La mia classica domanda di chiusura: chi sono i Driving Mrs. Satan?
E.N.: adoratori della Demoniessa!

C.S.: I Driving Mrs. Satan sono quattro amici al bar meno uno, con una chitarra acustica, un contrabasso, un registratore a cassette e 15 caffè da pagare.

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