Afterwork – Work, Spend and Die

Ciao ragazzi, io sono Indie ed ho curato personalmente la vostra intervista. Il vostro disco ci è piaciuto tanto. Qualcosa che non si sentiva da tanto.
Iniziamo subito: Siete nati “solo” nel 2011 eppure avete una perfetta coordinazione musicale. Come vi siete conosciuti?
Eh si, siamo giovani come formazione, nati nel novembre 2011, il gioco è stato facile poiché già Luca (chitarra), Valerio (chitarra) e Alfredo (batteria) sono cresciuti musicalmente insieme essendo già uniti in altre esperienze musicali, come lo stesso vale per Valerio e Cristiano (basso). Rincontrarsi dopo quasi 10 anni ed aver  maturato varie esperienze musicali, ci è servito a mettere giù idee ben chiare, per la nostra musica inedita. Pensa che già alla prima prova, si è vista questa grande intesa e coordinazione abbinata anche alla voce di Elvio, ed è nato già il primo pezzo “The Choice”, ovviamente rivisto e revisionato nei mesi successivi.

Perché il nome Afterwork?
Il nome Afterwork, semplicemente perché l’unico modo per poter provare era incontrarsi in sala “dopo il lavoro”, cosa che ancora oggi facciamo di routine. E poi vorremmo che questo nome ci porti fortuna per far si che diventi per noi, oltre la passione, anche una carriera lavorativa.

Da dove nasce il vostro EP “Work, Spend and Die”
Work, Spend and Die, prende nome proprio da una traccia contenuta nell’Ep, uscito nel giugno 2013, semplicemente è in sunto ciò che rappresenta il nostro modo di esprimere la musica, ossia osservarla attentamente ed evidenziarne gli aspetti crudi, amari e tristi di questa società, il più delle volte distratta e disinteressata a risolvere problemi del quieto vivere. Nell’Ep ci sono 4 tracce tutte con tematiche orientate sul sociale con una bonus track che è rivolta alla riflessione.

Parlateci un po’ dei vostri testi…
Come già accennato prima sono 4 tracce, tutte con una tematica forte sul sociale, partendo dalla title track “Work, Spend and Die” che sta ad evidenziare l’uomo robot, ossia colui che “lavora, spende e muore” dimenticandosi della propria vita che gli sta scivolando di fianco. Quindi una traccia rivolta alla rinascita, al ritrovare la propria pace e a metter da parte tutti quei chip mentali, violazioni di privacy, e meccanismi della società che tendono solo a farti pensare all’inutile mentre giocano sulla tua libertà di vivere. “The Ocean”, nonché anche il nostro primo singolo (demo) che ha dato forza al progetto, uscito in prima versione nel dicembre 2012 e poi ritrovato in questo ep, sta ad evidenziare l’uomo che è ormai alla deriva e che attraverso l’oceano (visto metaforicamente) ritrova se stesso e il suo ritornare alla serenità e grinta, come forza di ricarica mentale. Poi andiamo a “The Choice” che affronta la tematica del rapporto di coppia, alle dure difficoltà che si affrontano, dettate dalle distanze, dai valori e al periodo crudo anche della crisi.

In ultimo “My Private Hell” che mette in risalto il tema del racket della prostituzione, parla di una ragazza che ingannata nel suo paese di origine viene trascinata in un’altra nazione, con la speranza di trovare la serenità con un lavoro onesto ed invece vede solo l’inferno e la prigionia del racket.

La bonus track invece Electric Flowers” sta a far riflettere su tutto quanto detto ed ascoltato e attraverso l’ambient creato, si cerca di dar un senso per ritornare alla normalità

Io vi ho classificato come alternative rock e ho sentito poco spazio per le variazioni nel vostro lavoro, tralasciando l’ultima traccia. Voi come vi sentite?
Noi spaziamo molto come sperimentazione che va dal grunge allo stoner, dal rock classico al metal, nonché come hai evidenziato anche all’ambient. Cerchiamo di dare una marcia in più innestando le varie esperienze e renderla particolare con i vari incastri degli strumenti e voce. 

Quali sono le vostre influenze musicali?
Come abbiamo detto variamo e spaziamo molto nelle scelte, in risalto maggiore sperimentiamo molto prendendo spunto dal rock, dal grunge, dallo stoner ad alcuni innesti metal.

Luca e Valerio, da dove derivano i nickname “Don Diego” e “Ziokk”?
Luca: beh…basta guardarmi in foto per capirne il perché, ovvio il riferimento e l’omaggio al gran Don Diego De La Vega (alias Zorro), principalmente un nomignolo che mi porto dalla prima crescita del baffo.

Valerio: ….No comment!!! (resta un mistero).

Progetti per il futuro?
Stiamo già studiando e anche registrando i nuovi brani del nostro primo album ufficiale che speriamo esca nel 2014. In esso vi sono brani che tra l’altro portiamo già in scaletta per i nostri live. Ovviamente l’uscita anche di un video ufficiale, la partecipazione a vari contesti importanti per la musica emergente italiana e tanti live.

Quali sono le motivazioni che vi portano a fare musica? E quali sono le vostre ispirazioni e aspirazioni?
Beh come detto nelle prime domande le motivazione ovvio è la grande voglia e passione per la musica, per la composizione dei nostri brani. Una voglia che dia tutti i frutti possibili che si possano ottenere e soprattutto aspiriamo ad EMERGERE.

La mia classica domanda di chiusura: chi sono gli Afterwork?
Eccoci: 

Elvio Iodice (Voce);
Luca “Don Diego” Ruzza (Chitarra);
Valerio “Ziokk” Riccobono (Chitarra);
Cristiano Febbraio (Basso);
Alfredo Savarese (Batteria).

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