“Serj ha un talento innato per le parole. Basta ascoltare i System Of A Down per rendersene conto. Ora abbiamo la possibilità di leggere un intero libro composto dalle sue parole”. Così il produttore discografico Rick Rubin presenta, nella quarta di copertina, Down With the System, l’autobiografia di Serj Tankian.
Nel 2022, lo stesso produttore e guru aveva raccontato le difficoltà incontrate durante la stesura di uno dei brani più conosciuti dei SOAD, Chop Suey!. Un pezzo “che contiene questa grande sezione di ponte per la quale Serj, l’autore dei testi, non aveva parole. Mentre era alla ricerca di qualsiasi tipo di ispirazione, i SOAD stavano finendo il tempo a disposizione. Eravamo nella biblioteca della mia vecchia casa e lui ha detto: “Non trovo le parole”, e tutti ci dicevamo: “Ok, qualcuno ha qualche idea?”. Lui non ne aveva”.
Un commento che dice molto sul leader della band alternative metal statunitense, formatasi a Los Angeles nel 1994 e composta da Tankian (voce e tastiera), Daron Malakian (chitarra), Shavo Odadjian (basso) e John Dolmayan (batteria). Tutti e quattro i componenti del gruppo – che ha all’attivo cinque album in studio, pubblicati tra il 1998 e il 2005: System Of A Down, Toxicity, Steal This Album!, Mezmerize e Hypnotize – hanno alle spalle un’incredibile carriera. Tankian, in particolare, è stato definito dall’amico e musicista Tom Morello “un vero artista del popolo”.
Non solo frontman e artista solista – con album e progetti come Serart, Elect the Dead, Imperfect Harmonies, Harakiri, Orca Symphony No. 1, Fuktronic e Cool Gardens Poetry Suite – Tankian è anche compositore, attivista, pittore, poeta e regista. Tra il lavoro con i SOAD e la carriera solista, ha venduto oltre 42 milioni di album in tutto il mondo, mentre le sue canzoni hanno superato i 6 miliardi di streaming. Il video del già citato singolo Chop Suey! ha inoltre superato il miliardo di visualizzazioni, diventando il primo brano metal a raggiungere questo traguardo.
Nel libro Down With the System: un’autobiografia (o quasi), pubblicato da Il Castello nella collana Chinaski Edizioni, diretta da Federico Traversa, Tankian – nato da genitori armeni – si racconta a cuore aperto, a cominciare dalla propria infanzia. “I miei genitori si sono conosciuti a Beirut, ed è lì che sono nato, nel 1967. Nei primi sette anni della mia vita ho abitato al primo dei tre piani di un edificio nel quartiere di Achrafieh. Ho ricordi vaghi ma profondi di quegli anni a Beirut: il blu intenso del Mediterraneo; il rombo soffocato della Chevy Nova di mio padre; lo stucco bianco e luminoso della casa dei nonni”.
Da bambino, Tankian ascolta le bombe cadere fuori casa durante la guerra civile libanese, combattuta tra il 1975 e il 1990, prima che la sua famiglia si trasferisca negli Stati Uniti, precisamente a Los Angeles. Qui cresce immerso nella comunità armena, portando con sé il fardello della memoria del genocidio dei suoi antenati. “Nella Turchia contemporanea i resti della vita e della cultura armene, come Efkere, il paese natale di mio nonno, sono stati distrutti, dimenticati e lasciati disintegrare dal tempo. Se un genocidio è, nella sua essenza, un atto di eliminazione, la sua negazione ne è il completamento definitivo”.
Un giorno, durante un viaggio in auto, Tankian decide di abbandonare la prospettiva di una carriera già avviata per seguire la musica. Una scelta che lo porterà a guidare i System Of A Down in tournée attraverso cinque continenti, conquistando un successo planetario e vendendo milioni di copie, ma anche ad affrontare battaglie personali, momenti di crollo e tensioni artistiche.
Tra bottiglie lanciate dai fan delusi – “alla fine distrussero la nostra attrezzatura, rovesciarono gli amplificatori, litigarono con il nostro staff, lanciarono pietre e bottiglie contro la polizia, ruppero finestre e ribaltarono i bagni chimici” –, attivismo politico e riflessioni sul senso dell’arte, della spiritualità e dell’onestà, l’autobiografia intreccia le molte vite del suo autore. “John, il mio compagno di band, che è anche mio cognato, dice che sono un testardo del cazzo che fa sempre ciò che ritiene giusto, fregandosene di quello che pensano gli altri. L’ho sempre considerato un complimento, a prescindere da ciò che lui ne pensa. In questa mia missione personale alla ricerca della verità, della giustizia e della via per la morale, ascolto tutti, ma resto fedele al mio istinto”.
Tradotta da Raffaella Rolla ed Elias Leonardo Vecchio, Down With the System racconta così le molte anime di Tankian, che oggi vive con la moglie e il figlio, dividendo il proprio tempo tra Los Angeles e la Nuova Zelanda: il cantante ribelle, il difensore dei diritti, l’artista e l’uomo in cammino verso un’armonia più elevata. Un uomo, un artista, un migrante, un attivista e un cercatore spirituale fuori dal comune, che insieme all’amico e collega Tom Morello ha cofondato l’organizzazione no-profit Axis of Justice, nata con l’obiettivo di unire musicisti, fan e organizzazioni politiche di base nella lotta per la giustizia sociale.
Autore: Serj Tankian
Anno: 2026
Editore: Il Castello
Pagine: 368
Prezzo: 22,00 €
