Alestorm – Live in Tilburg

Oh wow! Questa recensione potrebbe essere leggermente di parte, dal momento che chi scrive, oltre ad aver a suo tempo eletto l’Isola del tesoro a libro preferito della propria infanzia, adora la convergenza tra folk e power, le keytar shakerate sul palco, i kilt abbinati ai cappellini di Star Wars e tutte quelle piccole e grandi esuberanze kitsch che abbonda(va)no ai concerti degli Alestorm.

E nel live olandese del 2019 ora ripescato dalla Napalm Records (in CD, DVD, Blu-ray e digitale) c’è tutto questo e molto altro: immancabili successi come Drink, Mexico, Alestorm, Hangover, The Sunk’n Norwegian, Shipwrecked e Fucked With An Anchor (mixati alla grande da Lasse Lammert, già ottimamente all’opera in precedenti album in studio); intermezzi inneggianti alla birra e all’“italian pizza”(!); animali gonfiabili rimbalzanti tra tremila spettatori (in aggiunta al noto paperottone giallo sistematicamente bullizzato); tempeste di coriandoli; e tanto martellante, ebbro ed esaltante metal.

Concerti dal vivo!!! Te li ricordi?! Nah, nemmeno io – ironizza il cantante Christopher BowesAd ogni modo, un paio di anni fa abbiamo suonato uno spettacolo gigante allo 013 di Tilburg, in Olanda. È stato molto divertente. Abbiamo persino filmato l’intera cosa. E da pirati affamati di tesori quali siamo, abbiamo pensato di convincervi a comprarlo se lo avessimo avvolto nella plastica e lo avessimo infilato in una grande scatola di legno.” E, sulla pagina Facebook ufficiale, la band promette di investire i proventi delle vendite nell’acquisto (strano!) di una vera nave pirata.

Scherzi a parte (ma la “scatola di legno” – per la precisione: la Deluxe Wooden Box – c’è davvero!), dopo la partenza carica con Keelhauled è tanto inebriante quanto commuovente riascoltare – e rivedere – al concerto folk metal più sgangherato dei sette mari, migliaia di aspiranti membri della ciurma che ondeggiano a mani alzate e cantano: “So come take a drink and drown your sorrows/ And all of our fears will be gone till tomorrow/ We’ll have no regrets and live for the day/ In Nancy’s harbor cafe”. E non si può ascoltare fino in fondo senza correre a sostituire con un vessillo piratesco la bandiera arcobalenata che in questi mesi avete dimenticato sul bar… pardon: sul balcone.

Gli Alestorm confermano, nella loro genuinità, che la classe non è acqua (non dolce, almeno). Anzi, può avere una certa gradazione alcolica senza perderci in qualità: mai come in questo momento apprezzerete le loro piratesche incursioni nel blast beat, il canto pulito che non esita a infrangersi nello scream, le immersioni nell’elettronica, e – perché no – i loro testi rocambolescamente divertenti (cantateli a squarciagola – e da sobri! – senza sghignazzare, se ci riuscite!).

E quando Bowes – in una pausa tra Drink e Wolves of the sea – sollecita il pubblico a prendersela col paperottone gonfiabile concludendo divertito “Remind me never to come to the Neverlands and the event of the zombie apocalypse!”, un brivido scorre lungo la schiena: essere e non essere lì, dopo quasi due anni di stop della musica live (per una situazione che all’apocalisse, detto tra noi, ci si è avvicinata parecchio), fa davvero un effetto strano.

Abbiamo tutti almeno un po’ voglia di immediatezza, libertà, leggerezza. Guardiamo il palco, i musicisti, gli spettatori, e riaffiorano alla mente i rientri in macchina ancora carichi di adrenalina, i nostri compagni di viaggio (e concerto) che si addormentano – o farfugliano alticci – sui sedili posteriori, e il vento che – finestrini abbassati – ci passa tra i capelli mentre un ritornello ancora rimbomba in testa. Ci mancano i concerti, e non solo come ascolto di un’esecuzione dal vivo, ma anche come rituale collettivo della comunità rock e metal. E proprio nell’intercettazione di questo bisogno – prima ancora che nella selezione di un prodotto musicalmente accattivante – che sta la mossa commercialmente azzeccata della Napalm.

Mentre attendiamo il ritorno ai concerti in carne e ossa (incrociate), concediamoci allora, con un esaltato “hii hii hoo […] hii hii hey!”, almeno quest’ora e mezza di true scottish pirate metal, qualunque cosa per voi essa sia.

www.janemperadors-metalarchives.rocks - Alestorm

Tracklist:
1. Intro
2. Keelhauled
3. Alestorm
4. Magnetic North
5. Mexico
6. Over The Seas
7. The Skun’n Norwegian
8. No Grave But The Sea
9. Nancy The Tavern Wench
10. Rumplekombo
11. 1741 (The Battle Of Cartagena)
12. Drunken Sailor
13. Hangover
14. Pegleg Potion
15. Bar ünd Imbiss
16. Captain Morgan’s Revenge
17. Shipwrecked
18. Drink
19. Wolves Of The Sea
20. Fucked With An Anchor

Line-Up:
Christopher Bowes – voce , tastiera
Máté “Bobo” Bodor – chitarra, cori
Gareth Murdock – basso, cori
Elliot Vernon – tastiera, cori
Pete Alcorn – batteria

Anno: 2021
Etichetta: Napalm Records
Voto: 8/10

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