Hot Sunday Blood – Kein Licht

Se per voi il Grunge è uno stile di vita e adorate le sonorità più dark delle band Alternative Metal di fine anni ’90, allora certamente i torinesi Hot Sunday Blood fanno per voi.
I 5 Sabaudi infatti propongono ai loro ascoltatori un tipo di musica molto rocciosa e cupa nella quale si possono percepire influenze varie, dagli Alice in Chains ai più lugubri Type O Negative, elaborate secondo il loro stile personale.
Molto attivi nella scena musicale Underground gli HSB (come a loro piace farsi chiamare), riescono negli anni a crearsi un discreto seguito che li porterà a firmare un contratto con l’etichetta statunitense Mervilton Records con la quale incideranno il loro primo LP dal titolo Someone Left Behind, decisamente più Stoner rispetto alle seguenti produzioni.
A Dicembre 2019, a circa due anni di distanza dal precedente lavoro New Omega, è la volta dell’EP Kein Licht, lavoro decisamente apprezzabile e che andremo ad analizzare più nel dettaglio.

Iniziamo con Kein Licht, brano omonimo di un’EP che, già dalla copertina, ci  lascia capire che le atmosfere al suo interno non saranno per nulla serene.
Una chitarra ipnotica e una batteria martellante accompagnano la voce del cantante che, in un connubio di cori e controcanti quasi onirici accompagna l’ascoltatore verso il ritornello dove tutto esplode trasformando totalmente il pezzo e catapultandoci in un vortice di rabbia infinita.
No Way Out si apre con un crescendo di cattiveria che conferma sempre di più che la musica degli HSB non è per deboli di cuore; un brano Alternative Metal  con i contro fiocchi con chitarre prepotenti, cavalcate di doppia cassa e ritornello melodico, tutto ciò che serve, insomma per scatenare l’inferno in sede Live.
Il primo singolo estratto dall’album è The Long Winter’s Embrace del quale è stato realizzato anche un video, questo brano in particolare è anche uno dei migliori di tutto il disco.
Se speravate di potervi riposare le orecchie avete sbagliato la vostra previsione; dopo pochi secondi di calma, in cui gli HSB ci preparano a quello che verrà dopo, ecco riapparire l’attitudine metal mai doma che ci riaccompagna fino alla fine del brano e che culmina in un assolo da pelle d’oca; se al termine del brano non avrete male al collo, significa che non lo stavate ascoltando abbastanza.

Il Grunge è sicuramente figlio del suo tempo e le stesse band che ne sono state padri, quelle rimaste almeno, col tempo si sono staccate dalle loro radici modificando profondamente il loro sound ed addirittura trasformandolo in qualcosa di totalmente differente (basti pensare ai Pearl Jam), ha quindi senso all’inizio della seconda decade del 2000 parlare ancora di Grunge? Se, come nel caso dei 5 torinesi, questo genere musicale è solo il pretesto per creare sonorità potenti e coinvolgenti, dando spazio ad uno stile personale, allora sì, Grunge tutta la vita; forse servono proprio band come gli HSB per ridare vitalità ad un genere che sembra non avere più molto da dire.

Grazie per aver letto la recensione che spero vi abbia intrigato e fatto venire voglia di approfondire un po’ la musica underground, sopratutto quella di alto livello.

Tracklist:
01. Habits/Abyss
02. Kein Licht
03. No Way Out
04. The Long Winter’s Embrace
05. Time Machine
06. 40 Steps

Anno: 2019
Etichetta: Snooky Records
Voto: 8/10

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