Nirvana: per un autorevole patologo Kurt Cobain non si è suicidato

In una recente intervista per il Santa Monica Observer, l’autorevole patologo forense Cyril Wecht, dopo aver esaminato il rapporto dell’autopsia, i rapporti investigativi della polizia, diverse fotografie e interviste, ha illustrato la sua tesi secondo cui Kurt Cobain non si sia tolto la vita, ma sia stato ucciso. Inoltre secondo il patologo il caso della morte del frontman dei Nirvana sarebbe da riaprire e le prove dovrebbero essere esaminate di nuovo:

“Non ha alcun senso dal punto di vista fisiologico, neurologico o psicologico”, ha detto il patologo forense statunitense e ha proseguito: “Numero uno, che si sarebbe iniettato una quantità così elevata di eroina e poi avrebbe preso tutto il necessario usato per iniettarsi la dose, lo avrebbe pulito e rimesso con cura in uno speciale astuccio: l’ago, la siringa e poi metterli da parte e nello stato di beatitudine e appagamento – il motivo per cui i tossicodipendenti assumono queste sostanze – prendere il fucile e spararsi. È assurdo. La maggior parte dei tossicodipendenti muore con l’ago ancora dentro, il laccio emostatico sul braccio o l’ago e la siringa accanto a loro. Oppure si riprendono dopo uno stato di incoscienza. Oppure vengono rianimati se qualcuno accorre sulla scena.”

Cyril Wecht durante la sua carriera ha esaminato più di 20.000 casi ed è stato coinvolto in altre 40.000 autopsie, oltre a essere noto per aver analizzato nel 1972 le prove dell’assassinio di John F. Kennedy. Il patologo forense nel corso di varie interviste si è espresso più volte contrario alla teoria secondo cui Cobain si sia suicidato.

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