Horned Almighty – To Fathom The Master’s Grand Design

Chi pensa che il Black Metal più aggressivo e cazzuto sia un retaggio solamente dei Norvegesi probabilmente non ha mai ascoltato gli Horned Almighty, puri Blacksters Danesi che da quasi vent’anni flagellano le scene con la loro musica cattivissima.
Inizialmente la band era nata come un side-project del cantante S.(Smerte) e del chitarrista Hellpig e solo dopo qualche tempo i due musicisti hanno deciso di investirci totalmente reclutando altri guerrieri dietro le asce e le pelli.
La ricetta dell’Onnipotente Cornuto è molto semplice: prendere il sound dei Celtic Frost e lasciarlo a decantare, aggiungere un pizzico di Death Metal vecchia scuola, Hardcore Punk q.b. e il risultato è quel Black Metal acido che si poteva ascoltare in Norvegia negli anni ’90 che però non disdegna di fare un salto ogni tanto nelle oscure cripte Svedesi assieme a Entombed e Dismember.
Dopo l’ottimo disco precedente i danesi escono nuovamente con un disco To Fathom The Master’s Grand Design che è l’equivalente sonoro di una fredda lama nella schiena.

Il disco si apre con Violent Cosmology, un brano totally black che strizza l’occhio a Gorgoroth e 1349.
Il riff martellante che assieme al blast beat apre il pezzo, si alterna a delle parti in mid tempo con i gelidi arpeggi tipici del genere che rendono il pezzo interessante all’ascolto.
Antagonism Eternal è una canzone molto hardcore, con un riff ossessivo e ripetitivo che accompagna il growl rabbioso di S. per poi smorzare i toni verso metà del brano lasciando il miraggio di una chiusura melodica e tranquilla (stiamo parlando di Black Metal ragazzi, se non volete farvi lacerare i timpani forse non è il disco giusto per voi).
Con Devouring Armageddon i danesi alzano il tiro, realizzando un brano complesso ricco di cambi di tempo e sfumature; un inizio randellante conduce l’ascoltatore verso una fase decisamente più Doom con tempi lenti e un growl quasi malinconico.
Witchcraft Demonology chiude il serraglio musicale degli Horned Almighty, oscuro e sulfureo rende bene l’atmosfera stregonesca del titolo; il finale in cui si sentono gli urli sofferenti di una strega bruciata sul rogo non lascia certo bei pensieri all’ascoltatore che termina il disco.

Nel panorama decisamente vasto della musica estrema è difficile trovare qualcosa che abbia profumo di originalità, sopratutto perché a tenere scuola sono sempre le band madrine del genere che ne hanno dettato i canoni e alle quali gli artisti neofiti si rifanno con impegno quasi reverenziale.
Gli Horned Almighty, sebbene non rappresentino una vera e propria novità, riescono a mescolare bene gli elementi tipici del metal più duro e violento e riescono a servire sul piatto un pasto saporito e mai stopposo (una scelta particolarmente apprezzata è l’utilizzo del growl più gutturale invece che il solito screaming velenoso che viene spesso usato dai cantanti blacksters).
Se siete appassionati di Black Metal o semplicemente state cercando la colonna sonora giusta da usare come sottofondo mentre sfogliate il vostro Necronomicon personale To Fathom The Master’s Grand Design è sicuramente l’album che fa per voi.

Ringrazio i fedeli lettori e do appuntamento presto ad una nuova recensione.

Tracklist:
01. Violent Cosmology
02. Apocalyptic Wrath
03. Antagonism Eternal
04. Devouring Armageddon
05. Swallowed by the Earth
06. The Great Death
07. Punishment Divine
08. Witchcraft Demonology

Line Up:
Hellpig (Chitarra)
S. (Voce)
Harm (Batteria)
Haxen (Basso)

Anno: 2020
Etichetta: Scarlet Records
Voto: 7.5/10