Scorpions – Crazy World

Saremo sinceri, come album hard rock, a livello musicale, di riff e di fantasia, non parliamo di un grande album. Ma nel 1990 in Europa stavano muovendosi troppe cose, e se il rock voleva dire la sua, c’era bisogno di pubblicare presto Crazy World. Ah, sia chiaro, agli Scorpions è bastato un solo pezzo di questo album per farlo entrare nella storia.

Un fischio che sa di speranza. Uno dei fischi più famosi del rock e forse di tutta la musica. Delicato l’arrangiamento ma costante. Wind Of Change va ascoltata ad occhi chiusi, mano nella mano con un bambino appena immigrato per regalargli sogni e speranze. Klaus Meine dice di aver composto il pezzo prima del 9 Novembre 1989, però il brano è stato comunque preso come simbolo della caduta del muro di Berlino. In effetti gli Scorpions erano stati a suonare in Russia e qualcosa si muoveva anche lì, l’U.R.S.S. ed il comunismo sarebbero caduti di lì a breve (almeno ufficialmente). E da come si evince anche dal testo, i tedeschi parlano di un vento di cambiamento che hanno visto nei giovani dell’Est Europa ed in particolar modo a Mosca. Non è una canzone, è un inno. È un inno per dire basta guerre, questo secolo ne ha viste troppe. Basta togliere il futuro ai giovani e lasciamo che la storia e l’esperienza ci insegni qualcosa. Combatteremo a suon di chitarre distorte.

Incontri un tizio che reputi un asceta, ti da dei consigli. Gli dai ascolto e segui le sue parole. Un etereo arpeggio di chitarra apre Send Me An Angel con un sottofondo angelico. Si apre dinanzi a noi una strada onirica, c’è tanta nebbia ma tanta luce, ci accieca, ci copriamo gli occhi. Il saggio ci aveva avvisati, ci vorrà tempo e mille difficoltà per uscire dalle tenebre. Il viaggiatore affronta tutto senza paura e ad un certo punto, nel ritornello, reclama la sua parte: “Here I am, send me an Angel”. Dopo tanta fatica e sacrifici, dopo tanta sofferenza è suo legittimo diritto avere qualcuno accanto simile ad un angelo, o proprio un angelo, semmai nella classica visione del viso pulito come quello di un neonato, degli occhi azzurri come la galassia più profonda e dei capelli biondi come il grano in agosto…

Se parliamo di sogni, l’album non poteva che chiudersi parlandone di uno. La realtà è reale, ma prima di diventare tale era solo un’idea, il sogno di un utopista.

Tracklist:
01. Tease Me Please Me
02. Don’t Believe Her
03. To Be With You in Heaven
04. Wind of Change
05. Restless Nights
06. Lust or Love
07. Kicks After Six
08. Hit Between the Eyes
09. Money And Fame
10. Crazy World
11. Send Me an Angel

Line-up:
Klaus Meine – voce
Rudolf Schenker – chitarra ritmica, cori
Matthias Jabs – chitarra solista, cori
Francis Buchholz – basso
Herman Rarebell – percussioni
Collaborations:
Koen van Baal, Robbie Buchanan – tastiere
Jim Vallance – tastiera
Roy Tesse, Dries van der Schuyt, Ria Makker, Gerard v.d. Pot, Louis Spillman, Wolfgang Praetz, Inka Esser, Claudia Frohling, Cliff Roles, Peter Angmeer, Tony Ioannoua and Jim Lewis, – cori
Marcel Gelderblom, Mirjam Erftemeijer, Henk Horden e Patrick Ulenberg, supported by Klaus Meine, Rudolf Schenker, Erwin Musper and Keith Olsen – cori

Anno: 1990
Etichetta: Mercury Records
Voto: 7.5/10

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