Lucio Battisti – Anima Latina

Perché Anima Latina di Lucio Battisti è finito tra le recensioni di Universo Rock & Metal? Perché c’è chi lo definisce rock progressive, qualcuno lo definisce psichedelico. E a noi bastano scuse del genere per poter parlare di questo strepitoso album. Lucio da Poggio Bustone è andato in Sud America e ne è rimasto affascinato. Come tanti artisti affascinati da luoghi e culture diversi dai quali vivono, l’esperienza personale è così forte da fargli sperimentare quest’album nel 1974. Già, è solo il ’74 ma il lavoro anticipa di molto sound ed elettronica tipici degli anni ’80. Siamo in Italia e forse il Belpaese non è pronto per prodotti del genere, con sound e tematiche troppo particolari. Siamo dei fottuti tradizionalisti, il riccioluto non se ne fotte e la sua Anima Latina esce allo scoperto.

La traccia d’apertura parte tranquilla, molto rilassata. Abbracciala abbracciali abbracciati non ha poi un testo così tranquillo come i suoi fiati. C’è un amore che fa perdere la testa, che forse non ha senso di esistere, forse è folle. Il testo è corto ma il pezzo lunghetto, c’è abbastanza strumentale dove compaiono distinti suoni della foresta amazzonica. Sembra si voglia dare molto spazio al pensiero, al cosa poter fare in queste occasioni. Da qui l’accostamento con il rock progressive. Quasi alla chiusura: “Mia cara, cara amica che ne dici se noi portiamo a termine la nostra dolcissima fatica.”

Il tema non cambia molto in Due Mondi. C’è la bella e particolare voce di Mara Cubeddu a duettare con Battisti. I due si desiderano in ogni senso. Effetti elettronici li accompagnano, ma solo all’inizio, poi il ritmo diventa argentino. Quasi un elegante tango, con un basso in sottofondo tipico della musica di Lucio. “Voglio te, una vita. Far l’amore nelle vigne”, è davvero così scandalosa come affermazione? Il sottofondo sperimentale è davvero così incomprensibile? Se tra di voi c’è una sensazione di affinità e di passione, sarebbe originale dedicare al vostro sogno una canzone del genere.

La title track Anima Latina ha un sound molto interessante ed affascinante. Misto tra elettronica e sound unplugged di chitarra acustica e pianoforte. Il testo parla delle favelas, della loro triste miseria ma anche della voglia di sorridere dei suoi abitanti. Il ritmo di salsa brasiliana prende il sopravvento e chiude il pezzo con allegri cori.

Macchina Del Tempo ha un testo ricco di doppi sensi. Forse parla di un uomo che dice “no” ad una donna latina per la diversità della loro cultura. Si comincia con un intercalare progressive, poi per lo più chitarra acustica. Arriva ovviamente il ritmo di samba quasi a trovarsi in pieno centro a Rio de Janeiro: subito interrotto ancora una volta da un sound più triste. Poi suoni di incertezza. Infine delicatezza, no invece, di nuovo samba! Che mal di testa…

Certo l’album è sperimentale, non è di facile ascolto, ma neanche siamo tutti così chiusi a cose nuove e diverse. Cosa ci hanno insegnato gli anni ’60? Parlare di amore, delusioni, sesso, masturbazione, desiderio fisico tra due bambini ed altre culture è davvero così scandaloso per questa italietta? Chissà se in un futuro prossimo, ad esempio nel 2019, questo album sarà considerato senza pregiudizi ma con la massima visione mentale. Cercando anche di mettersi nei panni del Lucio uomo che porta le sue esperienze nel Lucio artista, il quale non ha occhi fissi in un punto ma anche dall’altra parte dell’Atlantico. Certo è che uno dei punti più fondamentali riguarda la sua voce: Battisti può cantare anche temi musicali e testuali allegri, ma la sua voce rimane sempre molto malinconica. Calda e di piacevole orecchio, ma mesta. Una mente contraddittoria, spesso criticato per il suo carattere non proprio docile e socievole. Lo ripetiamo all’infinito come un mantra: applicare apertura della mente per comprendere l’arte del riccioluto laziale.

Tracklist:
Lato A
01. Abbracciala abbracciali abbracciati
02. Due mondi
03. Anonimo
04. Gli uomini celesti
Lato B
05. Gli uomini celesti (ripresa)
06. Due mondi (ripresa)
07. Anima latina
08. Il salame
09. La nuova America
10. Macchina del tempo
11. Separazione naturale

Line-up:
Lucio Battisti – voce, chitarra, percussioni, tastiera, arrangiamenti
Mogol: testi
Massimo Luca – chitarra, percussioni
Bob Callero – basso
Franco Dede Lo Previte – batteria, percussioni
Ares Tavolazzi – basso
Claudio Maioli – tastiera, pianoforte
Tony Esposito – percussioni
Gneo Pompeo – sintetizzatore, pianoforte, Fender Rhodes
Gianni Dall’Aglio – batteria
Karl Potter – percussioni
Pippo Colucci – tromba
Pier Luigi Mucciolo – tromba
Gianni Bogliano – trombone
Claudio Pascoli – flauto, ance
Mara Cubeddu – voce, cori
Alberto Radius, Mario Lavezzi – cori

Anno: 1974
Etichetta: Numero Uno
Voto: 9/10

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