Black Sabbath – Sabbath Bloody Sabbath

Sabbath Bloody Sabbath è il quinto album dei Black Sabbath, pubblicato nel dicembre 1973.

Ancora più istrionico del precedente lavoro “Vol. IV”, le sperimentazioni musicali si fanno più incisive soprattutto grazie all’influenza del rock progressivo che stava nascendo proprio in quella metà anni ‘70. Rimangono comunque ferme alcuni fattori caratterizzanti dei Black Sabbath come il sound duro con gli strumenti accordati mezzo tono sotto, le liriche e la voce di Ozzy, costante e tagliente.

Come disse Ozzy in una intervista: “Sabbath Bloody Sabbath era “l’inizio della fine” per la line-up originale dei Black Sabbath”.
Quello che i Black Sabbath volevano ricreare era qualcosa che fosse un continuo diVol. 4 ma come per il lavoro precedente, l’abuso di droga causava continui ritardi e ciò che la band cercava non veniva fuori. La band era esausta a causa del tour ‘72-’73 a supporto dell’album e, Tony Iommi, mente creativa della band, crollò per l’abuso di cocaina.
Quando tornarono a Los Angeles per ricreare l’atmosfera di registrazione del precedente album trovarono la loro stanza occupata da un gigante sintetizzatore utilizzato per le registrazioni da Steve Wonder.
Dopo un mese a Los Angeles senza risultati, la band decise di tornare nel Regno Unito, affittando il Castello di Clearwell nella Foresta di Dean, Gloucestershire, doveLed Zeppelin e Mott the Hoople hanno scritto e registrato. L’ambiente medioevale rivitalizzò la band musicalmente. Il ritorno della band fu grazie a Iommi che casualmente creò il riff principale di “Sabbath Bloody Sabbath”. Poterono urlare di essere tornati.

Anche se “Sabotage” sarà ufficialmente l’album con il quale dire addio alla prima line-up, alimentato da un uso dilagante di droga e alcol all’interno della band, le tensioni cominciarono a montare. Iommi cominciò a risentirsi di fare la parte del leone nel songwriting e nel lavoro in studio, escludendo la vita sociale. Butler iniziò anche a lamentarsi di Ozzy che era diventato troppo dipendente da lui per i testi.

Sabbath Bloody Sabbath, title track e prima traccia è perfetta testimone di questo passaggio della band che matura: sound duro, a tratti durissimo, parte strumentale nel mezzo della traccia, sperimentazione con effetti sonori. La seconda traccia “A national acrobat” si può ascrivere tra le concept track, con un lunghissimo finale strumentale dove gli strumenti suonano insieme.

“Sabbra Cadabra” altra track fondamentale, dalla forte anima sperimentale con un finale condito dalle tastiere che con un botta e risposta inseguono la chitarra.

Osbourne acquistò un sintetizzatore Moog anche se non sapeva come usarlo: se ne può sentire un uso intensivo in “Who you are”. Anche questa aggiunta rappresenta una assoluta novità nel sound dei Black Sabbath che senza abbandonare la classica durezza dei suoni si apre alle sperimentazioni.
Ozzy scrisse che Sabbath Bloody Sabbath fu “Il nostro ultimo vero grande album, penso … E con la musica che eravamo riusciti a fare avevamo raggiunto il giusto equilibrio tra la nostra vecchia anima heavy e la nostra nuova, ‘sperimentale’.” 

“Killing yourself to live” fu una traccia di Butler scritta mentre si trovava in ospedale per problemi renali causati dal bere: la canzone rispecchia i problemi causati dal loro stile di vita “extreme”. “Fluff” traccia interamente strumentale composta da Iommi, prende il nome dal disc jockey radiofonico della BBC Alan “Fluff” Freeman. Freeman è stato uno dei pochi personaggi radiofonici in Gran Bretagna che mandava in onda la musica dei Black Sabbath.

L’idea dietro l’artwork fu quella di rappresentare un uomo che muore di una morte orribile sulla copertina, e sul retro lo stesso uomo muore di una morte “tranquilla”. Raffigura un uomo su un letto, che apparentemente sta avendo un incubo o una visione di essere attaccato da demoni in forma umana. Nella parte superiore del letto c’è un grande teschio con lunghe braccia tese e 666 (il numero della Bestia) scritto sotto di esso. All’interno della copertina apribile c’è una foto dei membri della band in una camera da letto

Per la prima volta nella loro carriera, la band ricevette recensioni positive sulla stampa ufficiale, con Rolling Stone che scrisse “niente di meno che un completo successo”.

Il perfetto album, il testamento di una lineup che ha scritto le più belle pagine deiBlack Sabbath e dell’Heavy Metal contribuendo in prima linea alla creazione e definizione del genere.

Eccezionale.

Tracklist:
01. Sabbath Bloody Sabbath
02. A National Acrobat
03. Fluff
04. Sabbra Cadabra
05. Killing Yourself to Live
06. Who Are You
07. Looking For Today
08. Spiral Architect

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Anno: 1973
Etichetta: Vertigo
Voto: 9.5/10

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