Lamb Of God – Lamb Of God

il 2020 finora è stato uno degli anni più negativi della storia contemporanea, la pandemia che ci ha colpito ha compromesso la salute, la vita sociale e la realtà lavorativa di tantissime persone influendo negativamente anche sull’industria musicale.
Tutto ciò non ha riguardato soltanto le band emergenti, che già prima faticavano a trovare il loro spazio nel vastissimo universo discografico, ma anche i pezzi da novanta che si sono visti posticipare anche di diverse settimane le nuove uscite.
E’ il caso dei Lamb Of God, fuoriclasse del Metal made in USA che, dopo una pausa di 5 anni, erano pronti a far uscire il loro album omonimo e invece si sono visti costretti a rimandarne l’uscita di un mese.
Ogni nuova release della band statunitense porta con sè una buona quantità di hype e anche questo nuovo disco, se ci si aggiunge il ritardo di uscita, è diventato ben presto uno dei più attesi degli anni ’20 e, sicuramente, le aspettative dei fan non sono state deluse.

L’apertura del disco è Memento Mori che si può definire la classica quiete prima della tempesta; un inizio decisamente soft e carico di attesa prepara lo spettatore per poi scaraventarlo nella mischia, catapultandolo verso un riconoscibilissimo riff di chitarra mentre un Randy Blythe davvero in gran forma ci delizia con la sua ugola ruvida e caustica, raccontandoci la disperazione di un uomo che cerca di lottare contro i suoi demoni e ricordandoci, in chiusura, che dovremo tutti lasciare questo mondo.
Il disco prosegue con Checkmate, un brano tipicamente Lamb Of God (se conoscete la band sono sicuro vi verrà in mente Redneck): i riff di chitarra da headbanging la fanno da padrone e la batteria incisiva e martellante segue i musicisti con perizia quasi chirurgica.
In tutto questo, non viene mai meno la melodia che per gli statunitensi va sempre di pari passo con la brutalità delle loro canzoni.
Reality Bath è un altro brano degno di nota, un pezzo Groove Metal di tutto rispetto che comincia con la classica parlata minacciosa del cantante a voler quasi ammonire gli ascoltatori e non farli proseguire nell’ascolto; se però non gli diamo retta andremo incontro a tutta la rabbia della band che si scaglia contro l’ipocrisia del mondo e quanto più ignobile è la società, tanto più cattiva arriva la risposta dei Lamb Of God.
Concludiamo l’analisi con due brani particolari Poison Dream e Routes che vedono la collaborazione di due mostri sacri del metallo pesante, Jamey Jasta e Chuck Billy, rispettivamente voci di Hatebreed e Testament.
Queste due canzoni sono interessanti non tanto per i brani in sé ma in quanto rappresentativi di una novità per la band statunitense che, prima di oggi, non si era mai cimentata in featuring così ben riusciti ed intriganti.

Gli Agnelli di Dio sono sempre una garanzia; nonostante alcuni momenti travagliati che hanno portato la band quasi al tracollo, non si sono mai di fatto arresi ed i prodotti che sono stati in grado di creare hanno sempre raggiunto altissimi livelli.
Anche questa ultima release non fa eccezione, regalandoci un lavoro ispirato e ben eseguito (sebbene non manchino i soliti cliché alla Lamb Of God).
Anche la defezione dello storico batterista Chris Adler , che ha battuto le pelli con loro per più di vent’anni, poteva potenzialmente essere una tragedia, essendo lui stato da sempre parte integrante del sound del gruppo, ma il sostituto scelto, Art Cruz, riesce a reggere molto bene la parte senza scimmiottare il suo precedessore e dando il suo personale contributo alla struttura compositiva dei brani.
Particolarmente apprezzabile Blythe che, avendo finalmente lasciato da parte l’alcool, torna finalmente alla carica dopo un periodo di crisi abbastanza importante.
Sicuramente questo Lamb Of God non è un capolavoro ma è comunque annoverabile tra le loro migliori release; è anche degno di nota perché segna una sorta di nuovo capitolo nella storia della band che ritorna dopo anni, con una nuova formazione e uno spirito rinnovato.
Forse è questo il motivo che ha spinto i musicisti a chiamare questo disco come la band stessa, a voler sottolineare questo nuovo giro di vite che sicuramente porterà nuove energie e possibilità nella carriera degli Agnelli.

Lamb of God: il video del nuovo singolo "Checkmate" - Rock Rebel ...

Non mi resta che salutarvi ed invitarvi caldamente all’ascolto di questo ottimo disco.

Tracklist:
1. Memento Mori
2. Checkmate
3. Gears
4. Reality Bath
5. New Colossal Hate
6. Resurrection Man
5. Poison Dream
6. Routes
7. Bloodshot Eyes
8. On the Hook

Line Up:
D. Randall Blythe  (Voce)
Mark Morton (Chitarra)
Willie Adler (Chitarra)
John Campbell (Basso)
Art Cruz (Batteria)

Ospiti:
Jamey Jasta (Voce in “Poison Dreams”)
Chuck Billy (Voce in “Routes”)

Anno: 2020
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 7.5/10

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