The Beatles – Help!

Help! non è propriamente un disco musicale. Volendo essere precisi solo metà disco sarebbe musica da ascolto vera e propria. Ci spieghiamo meglio, il lato A dell’LP è la colonna sonora di un film e solo il lato B è stato progettato come produzione musicale pura. Ma nel 1965 tutto ciò che toccavano i Beatles diventava oro, ed allora la gente uscì pazza anche per la prima parte del lavoro con il vinile che andò a ruba (ovviamente, e ci mancherebbe).

Help! I need somebody! Help! Not just anybody. Help! You know I need someone. Help!”: siate sinceri, non l’avete letta ma l’avete cantata perché la conoscete quasi tutti. Bizzarro, una richiesta di aiuto in chiave beat. Un pezzo ritmato, leggero, ballabile e spensierato a livello musicale che fa pensare subito ai ’60s. Il motivo di tale contrasto? Lennon la scrisse pensando allo stress della notorietà improvvisa, ma voleva che fosse una lenta ballata. La produzione decise di accelerare il ritmo e fu l’idillio.

The Night Before è anch’essa molto ritmata con basso blues in sottofondo e pianoforte elettrico in evidenza. Pure sto pezzo è ballabile eppure… parla di una ragazza che la sera prima era stata bene con un ragazzo ed ora ci ha ripensato. Lui piange ma il ritmo è ancora rockabilly. Solo una leggera flessione della voce in alcuni punti.

Un riff lento, brillante e viaggiante apre Ticket To Ride. Un sound abbastanza sognante accompagna il resto del pezzo che però (come al solito) non presenta chiare origini. La più accreditata è che il pezzo non parli proprio di un viaggio, infatti leggendo il testo si tratta di una ragazza che sta andando via da un ragazzo. Nel 1960 il Ticket To Ride era considerata la licenza per le prostitute di Amburgo per lavorare, almeno così lo definì John. E guarda caso i Beatles in quel periodo un viaggetto di lavoro ad Amburgo lo fecero… Che Lennon si fosse infatuato di una prostituta tedesca? Questo sempre perché i quattro baronetti sono stati definiti la faccia “pulita” del rock.

Non è il primo pezzo dell’album ad avere un ritmo western e molto folk americano, ma I’ve Just Seen A Face ne è forse il più rappresentativo sotto questo punto di vista. Le maracas di Ringo rendono il tutto ancora più sfizioso, con l’arrangiamento che prosegue non molto spedito ma sicuramente movimentato, con tre chitarre acustiche che marciano verso la fine.

Nel 1492, Mario, un italiano, si ritrova indietro nel tempo per uno scherzo del destino. Lì incontra una giovane pulzella della quale ovviamente se ne innamora, si improvvisa cantante e per conquistarla cosa le intona? Yesterday. Avrebbe potuto intonare qualcosa in volgare italiano, o in italiano stesso, ma la scelta ricadde su quello che forse è il pezzo più sentimentale dei Beatles. Ovviamente parliamo del famigerato film “Non ci resta che piangere” con Massimo Troisi nella parte di tal Mario. E poi l’ultimo film a tema Fab Four si è chiamato proprio Yesterday: i produttori del lungometraggio avranno pensato che questa è la canzone più rappresentativa dei quattro di Liverpool. Il pezzo è stato anche colonna sonora di pubblicità e tante altre cose ma l’emozione che provoca il brano non può fermarsi ad aneddoti e racconti. Yesterday racconta di un amore finito, di come ieri sembrasse tutto così facile e d’improvviso ci si ritrova disorientati, senza saper più destreggiarsi con l’amore. Il dolce arpeggio di chitarra acustica è morbidissimo nel sottofondo e sembra voler consolare il protagonista dalla cocente delusione. Probabilmente però la sofferenza è di Paul che l’ha scritta in riferimento alla perdita della madre, il quale era anche contrario ad inserire degli archi che ad un certo punto accentuano la dolcezza della musica, che ha un tema sicuramente malinconico e nostalgico, ma anche molto romantico come voglia di rivalsa nel gioco dell’amore. Il finale infatti sa molto di speranza. Comunque McCartney la compose al pianoforte e quindi fu leggermente spiazzato nel ritrovarsi un arrangiamento del tutto diverso. Se spesso questa ballad è stata considerata il manifesto musicale dei Beatles, non ci sarà solo un motivo, ma infiniti. Due minuti sono troppo pochi, ed allora la riascoltiamo…

Stavolta non ci sarà un commento di chiusura del disco, stavolta si chiude con questo pezzo e poco ce ne frega che non è neanche l’ultimo dell’album ma il penultimo. Il recensore di questo articolo è un tipo capriccioso e Yesterday è la sua canzone preferita… Un po’ di pazienza.

Track-list:
Lato A

01. Help!
02. The Night Before
03. You’ve Got to Hide Your Love Away
04. I Need You
05. Another Girl
06. You’re Going to Lose That Girl
07. Ticket to Ride
Lato B
01. Act Naturally
02. It’s Only Love
03. You Like Me Too Much
04. Tell Me What You See
05. I’ve Just Seen a Face
06. Yesterday
07. Dizzy Miss Lizzy

Line-up:
John Lennon – voce, chitarra ritmica, pianoforte elettrico, organo Hammond
Paul McCartney – voce, basso, pianoforte elettrico ed acustico, güiro, chitarra acustica
George Harrison – chitarra solista, cori, voce
Ringo Starr – batteria, percussioni, cori, voce
Collaborations:
George Martin – pianoforte
John Scott – flauto
Tony Gilbert – violino
Sidney Sax – violino
Kenneth Essex – viola
Francisco Gabarro – violoncello

Anno: 1965
Etichetta: Parlophone
Voto: 9/10

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...