Visions of Atlantis – Wanderers

Quando si parla di sfortuna possiamo semplicemente personalizzarla nei Visions of Atlantis. Eh sì perché il cambio di componenti in questa band è stato continuo fin dalla loro fondazione nel 2000. Gli austriaci per varie vicissitudini e sfortune hanno dovuto spesso cambiare line up per il loro symphonic metal. Thomas Caser è il batterista della band ed è l’unico componente che ha sempre fatto del gruppo. Con Wanderers, pubblicato in questo 2019, vorrebbe finalmente dare una continuità al progetto in cui ha sempre creduto.

Sfiziosa Heroes of the Dawn.. E’ particolare perché unisce la dolcezza del flauto celtico, con le sue sonorità irlandesi, alla durezza del metal. Si potrebbe parlare di celtic metal per questo brano e non di symphonic. Ascolto semplice ma piacevole.

Nothing Lasts Forever è invece una ballad, anch’essa molto orecchiabile. C’è però forse un po’ di influenza degli Evanescence in questa traccia? Potrebbe ricordare un po’ My Immortal, siamo sinceri.

L’evocatività, la potenza ed il grandioso del symphonic emergono con il singolo A Journey to Remember. La parte orchestrale ben arrangiata si fonde con il sound metal senza, anche stavolta, creare un suono di difficile ascolto.

Come spesso succede in questo genere, quest’album presenta anche delle sfumature gothic che sono più semplici da individuare in The Siren & The Sailor. Anche questo un pezzo che non vuole esagerare con l’intensità del genere suonato ma preferisce la facilità d’ascolto.

Nell’ultima traccia At the End of the World la band vuole esaltare il dualismo tra la voce maschile e quella femminile, spesso sovrapponendole per poi lasciagli i propri spazi. Scelta, quella della doppia voce, fatta forse per dare maggiore melodia al disco.

“Not all those who wander are lost” è la citazione che i Visions of Atlantis preferiscono per descrivere questo loro album. La citazione è presa da un poema di Tolkien. A voi una spiegazione del perché di tale scelta. Il lavoro degli austriaci rimane coerentemente nel genere metal sinfonico, pur senza esagerare con gli aspetti di immensità ed irrazionalità che il genere è solito ispirare. Si percepisce anche il loro romanticismo nelle ballads ma visto nella sua totalità è un disco di facile ascolto, che potrebbe avere del positivo o del negativo. E’ sicuro che un neofita del symphonic metal potrebbe prendere ad esempio questi pezzi per avvicinarsi al genere.

Prudenti.

Tracklist:
01. Release my Symphony
02. Heroes of the Dawn
03. Nothing Last Forever
04. A Journey to Remember
05. A Life of our Own
06. To the Universe
07. Into the Light
08. The Silent Scream
09. The Siren & The Sailor
10. Wanderers
11. At the End of the World

Line-up:
Clémentine Delauney – Vocals
Michele Guaitoli – Vocals
Christian Douscha – Guitars
Herbert Glos – Bass
Thomas Caser – Drums

Anno: 2019
Etichetta: Napalm Records
Voto: 6/10

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