Deep Purple – Machine Head

Tutti conoscono Machine Head dei Deep Purple, ovviamente per la presenza di“Smoke on the Water”. Ma questo lavoro è molto di più. Uscito nel marzo del 1972 è fondamentale per tutto il genere Heavy Metal che negli anni ’70 si stava sviluppando, stava ponendo le sue radici.

Per comprendere il successo che questo lavoro sin da subito ebbe, basti sapere che raggiunse il numero 1 nel Regno Unito, Germania, Austria, Australia, Danimarca, Finlandia, Francia, Jugoslavia, Italia e rimase nella top40-UK per 20 settimane. Raggiunse il numero 7 negli Stati Uniti, rimanendo nella Billboard 200 per 118 settimane.
Al di là degli aspetti commerciali però c’è una forte componente musicale caratteristica della prima ondata di heavy metal. Meno cupi dei Black Sabbath, che in quegli anni iniziavano il loro dominio sul genere, con suoni sempre affilati ma dai toni standard, grandi spazi alle parti strumentali e sperimentazioni poli strumentiste.

8 brani, 41 minuti. Sesto album dei Deep Purple che con i due precedenti (In rock eFireball) avevano già prodotto qualcosa di eccezionale, riescono a superarsi ad andare in qualche modo oltre.
Machine Head contiene influenze classiche e influenze blues. Lo stesso Blackmore ha confermato che la progressione di accordi per gli assoli in “Highway Star” fu ispirato dal lavoro del compositore del XVIII secolo Johann Sebastian Bach. La canzone è stata composta da Blackmore e Gillan all’inizio dei concerti in promozione del quinto album “Fireball” su un autobus che li portava a Portsmouth, in risposta ad una domanda di un membro della stampa su come la band creasse il proprio materiale musicale.

Per comprendere la grandiosità di questo lavoro, a tratti sperimentale e introspettivo, si può iniziare con la terza traccia “Pictures of Home” che evidenzia l’uso dei riff ripetuti, assoli e parti strumentali molto estese nelle quali tastiere e chitarre si inseguono. Le tracce hanno tutte con queste caratteristiche, declinate in diverso modo ma questa è la base di ascolto dell’album.
La seconda traccia “I’m a Leo” è ispirata al segno zodiacale di Gillan (leone). La prima traccia “Highway star” una introduzione di 35 secondi il basso/chitarra, prima che ci sia il riff di apertura martellante, che porta ben presto alla prima sezione vocale. I primi due versi sono cantati, poi Jon Lord inizia il suo assolo di organo. A conclusione della terza strofa, l’assolo di chitarra inizia, e dura per poco meno di un minuto e venti secondi.

La band era composta dalla Mark II line-up, ovvero la seconda line up della band (la stessa di Deep Purple in Rock e Fireball):

  • Ritchie Blackmore – chitarra
  • Jon Lord – tastiere
  • Ian Paice – percussioni
  • Ian Gillan – voce
  • Roger Glover – basso

Tutti i componenti esprimono il massimo delle loro capacità con Gillan al top delle sue abilità vocali, affronta range tonali spericolati e magnifici, Lord e Blackmore giocano ad inseguirsi tra assoli di chitarra e organo. Un basso onnipresente che si fa sentire e le percussioni che non sono certo da meno.
C’è spazio anche per le tracce semi-strumentali e in veste di blues come “Lazy”. Tre le tracce fondamentali “Pictures of House”, “Never Before” e “Smoke on the Water”. Quest’ultima nasce da un evento particolare: durante uno show a Montreux il gruppo di Frank Zappa suonava al casinò dove uno spettatore lanciò un razzo segnaletico che scoppiò e mandò in fiamme l’intero casinò. La band che si trovava li per registrare l’album vide il fumo dell’incendio disperdersi sul lago e i bagliori rossi del tramonto colorare il cielo “Smoke on the water and fire in the sky”.
Dato che non poterono più registrare nel Casinò, l’album fu registrato nella Rolling Stone Mobile in un corridoio insonorizzato con materassi. È nota e riconoscibile per il suo tema centrale, sviluppato da Ritchie Blackmore: quattro-note della scala blues, in sol minore. Il riff, suonato su una chitarra elettrica Fender Stratocaster da Blackmore è poi affiancato dall’organo distorto, poi il resto delle percussioni, poi parti di basso elettrico prima dell’inizio di Ian Gillan di vocale. Il testo di apertura è: “We all came out to Montreux, on the Lake Geneva shoreline”; “To make records with a mobile, we didn’t have much time”.

L’album rimasterizzato si chiude con la bellissima “When a Blind man Cry” prima B-side del singolo “Never Before” e non quindi traccia dell’album.
Su questra traccia Ian Gillan disse “è solo un esempio, se si pensa alla frase «se un uomo cieco piange» è abbastanza triste; coloro che sono svantaggiati tendono a lamentarsi meno di quelli che non hanno disabilità”. 

Considerato un classico del Rock è andato ben oltre, ha consacrato i Deep Purplenell’olimpo degli dei del Rock rappresentando insieme a Led Zeppelin IV e Paranoid il terzo fattore della trinità dell’Heavy Metal.

Inossidabile.

Tracklist:
01. Highway Star
02. Maybe I’m a Leo
03. Pictures of Home
04. Never Before
05. Smoke on the Water
06. Lazy
07. Space Truckin
08. When a Blind man Cry

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Anno: 1972
Etichetta: Purple Records
Voto: 10/10

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