Darkthrone – Eternal Hails…

Sono poche le band al mondo che nonostante possano essere annoverate come creatori di un genere musicale, scelgano di abbandonare abbastanza presto quello stesso genere da loro creato per esplorare nuovi orizzonti, evolvendo continuamente ma riuscendo a rimanere sempre fedeli a loro stessi.
Nocturno Culto e Fenriz sono perfettamente consci dell’impatto che i Darkthrone hanno avuto sulla musica moderna e forse è proprio per questo motivo che, nei lunghi anni di carriera della band, non si sono mai voluti sdraiare sugli allori, ampliando la loro visione musicale e muovendosi su sentieri artistici variegati.
Con il nuovo album Eternal Hails… i norvegesi confermano ulteriormente questa tendenza regalandoci per l’ennesima volta, un disco differente dai precedenti ma allo stesso tempo simile.

Un cupo arpeggio apre His Master’s Voice, per poi lasciare il posto dopo pochi secondi, ad un riff tagliente ed alle rullate di batteria che accompagnano il roco screaming di Nocturno Culto.
Nel corso del brano si possono percepire tantissime influenze; dall’Heavy più classico, al Doom, al Death, tutto incastonato con maestria dalla sapienti mani dei due musicisti.
La varietà musicale non si arresta alla prima traccia Hate Cloak, infatti è un brano dalle influenze Epic Metal (non per nulla sul retro del disco, sopra l’immagine dei due protagonisti campeggia in caratteri gotici la scritta “EPIC BLACK HEAVY METAL”); un tipo diverso dal solito conosciuto, più fosco e tormentato e che poco ha a che fare con le immagini eroiche utilizzate dalle band che sono solite suonare queste genere di musica ma che maggiormente si sposa con l’oscuro paesaggio ritratto sulla copertina del disco.
La successiva Wake Of The Awakened è un pezzo Black/Doom dal ritmo ossessivo e ripetitivo, sicuramente i fan di vecchia data del duo di Kolbotn saranno in grado di trovare numerosi elementi di somiglianza con altre produzioni della band.
Nonostante sia probabilmente il brano più Darkthrone del disco, l’eccessiva lunghezza lo rende purtroppo, un po’ troppo ridondante.
Se di lunghezza vogliamo parlare, non possiamo non soffermarci su Voyage To A Northpole Adrift, una suite di 10 minuti di puro metallo norvegese, oscuro e freddo come i paesaggi che ci vengono raccontanti nel brano.
A differenza della traccia precedente, i molti cambi di tempo rendono il pezzo molto meno monotono; si passa da riff d’ispirazione più Doom Metal ad altri più Thrash/Crust Punk, il tutto senza mai far venire meno le atmosfere sulfuree che da sempre contraddistinguono il sound dei Darthrone.
Il disco si conclude poi con la nerissima Lost Arcane City Of Uppakra, decisamente il pezzo migliore del disco; un inno oscuro e depressivo che dimostra come, anche senza suonare un Black Metal nudo e crudo, i due musicisti restino i padroni indiscussi della musica nera, quella capace di farti salire i brividi freddi lunga la spina dorsale.

La cosa che salta subito all’occhio di questo nuovo lavoro dei Darkthrone è la lunghezza dei brani, non ci sono infatti canzoni al di sotto dei 7 minuti, cosa inusuale e motivo di scandalo per i puristi.
Davanti alle incertezze mosse in merito a tale lunghezza fu lo stesso Nocturno Culto a rispondere durante un’intervista, dicendo testualmente che “Le canzoni di tre minuti non sono nei nostri programmi, al momento. Ci piace scriverle così, per ora”, un nemmeno troppo velato invito a non rompere i coglioni (scusate il francesismo) ed accettare il disco così com’è.
Non ci si poteva aspettare altro da due musicisti che hanno da sempre scritto la loro musica unicamente per il gusto di crearla e che non hanno mai nascosto il loro disprezzo per il lato più commerciale dell’industria musicale.
La filosofia dei Darkthrone è sempre stata quella di suonare la loro musica nel modo più genuino e diretto possibile, fregandosene delle opinioni di chicchessia (fan compresi) e se questo non piace, che vadano tutti al diavolo!
Eternal Hails… è esattamente questo, un disco suonato e composto nell’unico modo che Fenriz e Nocturno Culto conoscono, e cioè con l’anima nera e con le palle quadre, con l’unico intento di donare al mondo la loro ultima creazione, che possa più o meno piacere è totalmente irrilevante.
Per questo motivo bisogna avvicinarsi all’ascolto di questo disco senza la pretesa di volerlo giudicare (anche se per motivi di cronaca noi abbiamo tentato di farlo comunque), ma con il semplice desiderio di lasciarsi trasportare dalle sue atmosfere angosciose e tormentate che sono, probabilmente, le stesse emozioni che animano gli artisti che lo suonano.

DARKTHRONE: il nuovo album durerà 41-42 minuti e conterrà 5 tracce

Direi che a questo punto non c’è null’altro da aggiungere, se non l’augurio di un buon ascolto sebbene, sicuramente angosciante.

Tracklist:
1. His Master’s Voice
2. Hate Cloak
3. Wake Of The Awakened
4. Voyage To A Northpole Adrift
5. Lost Arcane City Of Uppakra

Line-Up:
Nocturno Culto – Voce, Chitarra, Basso
Fenriz -Batteria

Anno: 2021
Etichetta: Peaceville
Voto: 8/10

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