Rossometile – Desdemona

Quello di Desdemona non è un symphonic gothic metal opulento ma cerca di strizzare l’occhio a chi ha voglia di questo genere senza però dover badare ad una complessità spesso esagerata. I Rossometile hanno preferito un album con sonorità più semplici, ma sia chiaro, mai banali. Il lavoro orchestrale, gli arrangiamenti e la voce risentono di un’operazione attenta per creare dei sound che spesso sfociano anche nel folk e negli antichi canti nordici. Bello nel 2020 sentire ancora certe robe. Gothic e musica pagana sono la ciliegina che adornano questo disco.

La parte orchestrale curata da Rosario Runes Reina è già imperiosa nel secondo pezzo, Oblivion. Chitarre distorte e dure aumentano il concetto di maestoso in maniera esponenziale. Una persona è andata via per sempre e l’altra la ricorda, addirittura desiderando la morte per potersi riunire di nuovo. Il tema del testo è gotico ed ovviamente richiama ciò anche nelle sonorità.

Greensleves, brano classico del folk inglese, apre Hela E Il Corvo che poi cambia tema virando in un tema musicale solenne con testo in latino, meramente gotico. Intermezzo orchestrale e di chitarre con Ilaria Bernardini che poi viene fuori con la sua tecnica canora: una serie di crescendi ci porta a conoscenza dei suoi superbi acuti. Parte corale, poi il symphonic metal prende velocità e l’organo in sottofondo da grandiosità al tutto. Il corvo, quanta simbologia dietro che ha nella cultura pagana.

Sole che cammini comincia con un bouzouki celtico e si rifà ai canti tradizionali nord europei. Stavolta niente acuti, stavolta Ilaria ci mostra la parte dolce della sua voce, quella più morbida ma con il suo timbro vocale tipico. “Can you hear my silence now” ripetuto varie volte chiude il pezzo con qualche accenno più acuto ma sempre soffice.

In questo periodo c’è un pezzo che è più rappresentativo degli altri. Storie D’Amore E Di Peste si rifà quasi completamente a Greensleeves. Ne è una reinterpretazione molto dolce, seppur triste come il pezzo originale, con cambi del tema musicale originario. Due amati cercano di scappare dalla peste, ma lei non riesce a sopravvivere…

Vi invitiamo a riconoscere gli strumenti presenti in Whales of the Baltic Sea Orchestra. Vi rendiamo le cose più semplici, come sempre ogni strumento è elencato sotto quindi la cosa è più facile tutto sommato. Ma perché questo giochetto? Perché questo pezzo, interamente strumentale, ci riporta per davvero ai suoni delle balene, ai loro versi sia da cuccioli che da adulti. L’immaginario che si apre è quello di trovarci su una barca e vedere questi meravigliosi esseri nei mari del nord mentre risalgono a galla per sfiatare e poi reimmergersi non troppo nel profondo, per risalire ancora e comunicare tra di loro. La natura nella sua semplicità grandiosa. Nuda e cruda come per chi la ama.

Tante armonie e melodie, dolcezza, regalità e molteplici strumenti che creano un sound eclettico grazie alla ricerca di tante sonorità evidenti nell’album. I testi che richiamano le leggende di cui si narrava un tempo ben accolgono la parte musicale e vanno in simbiosi. Ah, molto bella anche la copertina, espressione massima della Dea Madre Natura.

Tracklist:
01. Desdemona
02. Oblivion
03. Hela e il corvo
04. Sole che cammini
05. Storie d’amore e peste
06. Rosaspina
07. Mist
08. Nox Arcana
09. Whales of the Baltic Sea Orchestra
10. Boia misericordioso
11. Canzone del tramonto

Line-up:
Ilaria Hela Bernardini: voce mezzo soprano, cori
Rosario Runes Reina: chitarra, arrangiamenti orchestrali
Pasquale Pat Murino: basso
Gennaro Rino Balletta: batteria
Collaborations:
Emilio Antonio Cozza: ghironda, cornamusa medievale e tin whistle su “Whales of the Baltic Sea Orchestra” e “Canzone del tramonto”
Danilo Lupi: bouzouki su “Sole che cammini”
Francesco Tedesco: batteria su “Whales of the Baltic Sea Orchestra”
Gianluca Quinto: assolo di chitarra su “Nox arcana”
Lucrezia Ardito: voce narrante su “Sole che cammini”

Links:
Sito ufficiale Rossometile
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Anno: 2020
Etichetta:
Autoprodotto
Voto:
7/10

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