Linkin Park – Under My Skin

Autore: Rosanna Costantino
Anno: 2025
Editore: Arcana
Pagine: 400
Prezzo: 22,00 €

Il volume Under My Skin va a posizionare gli ultimi tasselli di un enorme puzzle in questa “trilogia” – preceduta da In the End e Road to Revolution – sui Linkin Park e sui loro progetti paralleli e precedenti. È un viaggio che attraversa passo dopo passo, album dopo album, canzone dopo canzone, la loro storia e discografia. Inizio parlando dell’ep Hybrid Theory, passando per tutti e otto gli album in studio; poi analizzo i due dischi dei Grey Daze, quello che Chester Bennington fece come Dead By Sunrise e chiudo con il lavoro solista di Mike Shinoda, Post Traumatic, che parla di come abbia affrontato la morte del suo amico, frontman della band”.

Comincia così la nostra chiacchierata con Rosanna Costantino, autrice del libro Linkin Park – Under My Skin (con testi commentati) pubblicato da Arcana Edizioni. “Il focus di questo volume – prosegue – è puntato sull’identità dei Linkin Park e sui messaggi dietro i brani, con un occhio attento alle parole e alle emozioni che ne scaturiscono. Voglio ribadire quale sia stata l’impronta che il gruppo ha lasciato nell’industria musicale e nel cuore dei fan, come ne ha influenzato i gusti, le azioni e (in generale) la vita. È un racconto dettagliato, ma anche un omaggio a ciò che i Linkin Park hanno significato (e significano ancora) per tanti”.

Quindi Costantino spiega come è nata l’idea di questo libro. “Durante la stesura di In the End, dove ho raccontato la vita di Chester attraverso le canzoni più significative, sentivo già la necessità di tornare a raccontarle tutte, perché ognuna di loro ha un valore e un messaggio da approfondire. Alcune sono diventate i successi che conosciamo, altre ancora non sono state pubblicate e non sappiamo se mai le sentiremo”. Così, prosegue l’autrice (è giornalista pubblicista), “sono partita raccontando i primi, timidi passi dei Linkin Park in una cameretta e ho camminato insieme a loro lungo tutte le varie tappe che hanno percorso dal punto di vista artistico e umano. Ho impiegato quasi tre anni per dare una forma compiuta e organica a un materiale così vasto e vario”.

Collaboratrice con vari blog, Costantino conosce a fondo i Linkin Park. Da qui, la domanda su quali ritiene i tre brani “imprescindibili” della band nata a Los Angeles nel 1996. “Cito Waiting for the End perché è una canzone perfetta. È tipicamente Linkin Park, ma forse non viene ascoltata mai abbastanza. Bilancia in modo magistrale le chitarre, la parte elettronica, le melodie e il lato emozionale con il suo testo in bilico tra speranza e rimpianti. Qui la voce di Chester è davvero bella e ispirata”. E ancora, “il brano Qwerty, che forse solo i fan più accaniti conoscono. È il più pesante che abbiano mai scritto, ed è interessante per capire meglio il talento vocale di Chester, capace di passare da note alte a urla intonate a tutto campo nel giro di frazioni di secondi”. Infine “dico Nobody Can Save Me, la canzone di apertura di One More Light, l’ultimo album con Chester. Per capire la profondità di animo di questo artista e la sofferenza che lo ha sottratto in modo così crudele all’affetto di noi fan”.

Chiediamo all’autrice di Linkin Park – Under My Skin se c’è un brano della band che invece ritiene (a torto) sminuito. “Ogni volta che ascolto Easier to Run, presente in Meteora, penso a quanto sia ingiustamente sottovalutato. È un pezzo venuto fuori in modo quasi automatico e naturale, tramite un esercizio di scrittura libera eseguito da Chester senza musica né ritmo. È una canzone sulla difficoltà di affrontare un dolore in solitudine, e i ricordi di un brutto passato che non vanno mai via. Ci vedo il racconto della terribile infanzia di Chester, il suo senso colpa per le molestie orribili che ha subito, la vergogna che lo ha perseguitato ogni giorno”.

Siamo giunti al termine della nostra chiacchierata, ed è impossibile congedarsi senza chiedere a Costantino sul nuovo corso della band. “Dopo un iniziale momento di elaborazione della nuova realtà, in cui ciò che avvertivo maggiormente era la nostalgia per non vedere più la formazione storica insieme sul palco, ho imparato ad apprezzarne gli sforzi per costruire qualcosa di nuovo”, replica l’autrice di Under My Skin. Aggiungendo: “Comprendo benissimo che questo sia un capitolo completamente diverso, in cui tutti i paragoni col precedente sono inutili oltre che sterili, ma so anche che ogni passo in avanti è anche una volontà di perpetrare la memoria di ciò che è stato. Anche la scelta di una cantante donna – Emily Armstrong – è una chiara volontà di non replicare o oscurare una figura come Chester, perché un talento come il suo non esisterà più. Però mi piace la chimica che si avverte tra loro e sono orgogliosa di vederli ancora in pista dopo ben 25 anni dal debutto”.

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