In un sabato sera piovoso di ottobre, abbiamo colto l’occasione di visitare il Revolver Club di San Donà Di Piave (VE) per una serata all’insegna del metal italiano. Tre band, pronte una dopo l’altra ad infiammare gli animi e l’atmosfera, si sono alternate sul palco e ci hanno regalato una vasta gamma di emozioni. Ma partiamo dall’inizio…
Avalance
La prima band doveva iniziare la performance alle 21, secondo il programma online. Però, forse complice il brutto tempo o la non moltissima affluenza, l’inizio slitta di quasi 20 minuti. Salgono quindi sul palgo gli Avalance, band veneziana che proprone un metal melodico con tinte alternative. Nonostante qualche problema tecnico subito dopo la prima canzone, la band si dimostra capace di intrattenere ed offre una buonissima prestazione. Con due chitarre in formazione, la voce di Marica non ha difficoltà a tessere melodie e ad usare tutta la sua estensione vocale come preferisce. Tra i brani in scaletta troviamo anche l’ultimo singolo Yokai, che alcuni presenti già conoscono. La prima onda di questa Wavebreaker Night si è abbattuta fragorosamente: che lo spettacolo continui!
Hell Theater
Spesso e volentieri le band che vengono infilate nei bill all’ultimo minuto non sono poi così un granchè, ma piuttosto che lasciare il pubblico senza intrattenimento ovviamente si preferisce tappare i buchi con quello che si può. Questo non è certamente il caso degli Hell Theater, che hanno letteralmente sbaragliato la concorrenza ed offerto una performance di altissimo livello. Dalla possente presenza scenica a delle melodie sofisticate eppure molto accessibili, questa band ne sono certa che arriverà a fare grandi cose. La prima parte della performance è incentrata sulla loro ultima fatica, S’accabadora, mentre il resto dello show è dedicato al loro disco d’esordio Reincarnation of Evil. Non ci sono altre parole per descrivere la grandiosità di questo gruppo, se non che è una cosa che va assolutamente vista dal vivo!
Silverbones
Recuperando quasi tutto il ritardo accumulato ad inizio serata (ottima notizia per me, dato che per il ritorno a casa mi aspettano più di 150km) arrivano sul palco gli headliner di questa serata, i Silverbones da Treviso. Nonostante la band abbia avuto una pausa non notevole, il gruppo non mostra segni di incertezza o sbavature nel loro set. Il loro è un heavy metal senza fronzoli, ma non per questo sgradevole. Chi siamo noi per dire di no ad un po’ di classicità nella proposta? Lorenzo alla voce è in forma smagliante; conduce il gruppo e anima il pubblico senza fatica. I ragazzi sono a proprio agio, ma la performance è leggermente più statica degli altri gruppi. In qualsiasi caso la folla, cresciuta in numero da inizio serata, è entusiasta dello show e incita e applaude il gruppo senza sosta. Se siete rimasti a casa e vi siete persi quest’evento, è un peccato. Perché non sempre capitano delle occasioni come questa dove gli artisti proposti sono riusciti, malgrado le difficoltà (non dimentichiamo che gli headliner originali erano i Great Master), a portare a casa una serata piena di entusiasmo e soprattutto musica.



