Eddie the Head: Eddie deve morire e Il sepolcro di Eddie

Autore: Antonio Biggio
Anno: 2021 (Eddie deve morire) / 2022 (Il sepolcro di Eddie)
Editore: Blitos
Pagine: 406 / 338
Prezzo: 16,90 € / 16,90 €

Il 14 aprile 1980 gli Iron Maiden pubblicavano il loro primo, omonimo album. L’uscita del disco combaciava con l’esordio di Eddie the Head, la mascotte della band – opera dell’illustratore inglese Derek Riggs –, che da lì in poi sarebbe stata inserita in tutte le copertine del gruppo. Così negli anni abbiamo visto “Eddie” in più declinazioni, ognuna differente dall’altra in base al tema dell’album o del tour dei Maiden (dalla versione cyborg a quella del paziente psichiatrico, del soldato a fronte, della mummia egizia, solo per fare alcuni esempi).

Particolarmente amata dai fan – l’autore Davide Miotto gli ha dedicato la copertina del suo libro/tributo Iron Maiden, i miei compagni di viaggio –, la mascotte Eddie the Head è anche al centro di due romanzi pubblicati (un terzo è in uscita) che hanno riscosso molto consenso, soprattutto – e non era per nulla scontato – tra gli appassionati della band. Parliamo di Eddie deve morire, thriller noir e poliziesco, e di Il sepolcro di Eddie, thriller di spionaggio così come sarà anche il prossimo. Entrambi (disponibili anche in formato digitale) sono usciti per la casa editrice Blitos nella collana “Tracce di sangue”.

L’ultimo volume della trilogia l’ho consegnato proprio in questi giorni alla mia casa editrice, Spirito Libero Edizioni. Dovrebbe vedere la luce in primavera“, si affretta a spiegare l’autore, Antonio Biggio. Che aggiunge: “Il primo libro ha richiesto, tra ricerche e stesura, 18 mesi di tempo. Il secondo un annetto buono”. Tre opere che omaggiano la band fondata dal bassista Steve Harris il giorno di Natale del 1975 (“seguo i Maiden dal 1981. Sono sempre stati i miei idoli dalla gioventù. Sono diventati una grande passione con gli anni. Ho avuto la fortuna di incontrarli alcune volte, soprattutto Harris, e sono riuscito a consegnarli i libri di persona. I Maiden sanno dell’esistenza dei libri e chissà se mai avranno il tempo di leggerli!”).

Intanto li abbiamo letti noi. Partiamo dal primo volume. Siamo a Londra ed è 28 ottobre 1982. Nella cornice del leggendario Hammersmith Odeon, gli Iron Maiden stanno per esibirsi in un live sold out. È un momento cruciale per la band, che affronta i dubbi causati dal cambio del cantante e il dissenso verso l’album The Number of the Beast, tacciato di satanismo. E una tragedia è proprio dietro l’angolo: Liam e Rose, che appartengono a una setta estremista cattolica, sono al concerto imbottiti di esplosivo, pronti a provocare di una strage. Un mese e mezzo prima, il cadavere del giornalista Luke Wilkinson viene restituito dalle acque del Tamigi. Tutto fa credere a un suicidio, ma l’ispettore Andrew Briggs, ex compagno di scuola della vittima, nutre dei dubbi. Decide quindi di agire e ricostruire le ultime settimane di vita dell’amico. Ma più indaga, più il mistero si infittisce e si amplia. Qual è il collegamento tra la morte di Luke e l’attentato?

Da Eddie deve morire all’atteso sequel Il sepolcro di Eddie, un’avventura che prende il là un anno dopo dalla tragedia (sfiorata) all’Hammersmith Odeon. Dopo aver concluso un tour magnifico senza incidenti, i Maiden sono considerati da Scotland Yard fuori pericolo. Il temibile Padre Archibald è ancora a piede libero e bramoso di vendetta nei confronti della leggendaria metal band. Ma quali sono i veri obiettivi della fratellanza? Siamo in piena guerra fredda (1947-1991) e la tensione tra le due superpotenze mondiali aumenta di ora in ora. Due scienziati rapiti, un plico di documenti scomparsi e misteriosi delitti mettono a dura prova le capacità investigative dell’intelligence e della polizia di Londra. Solo una persona può essere d’aiuto per collegare tutti gli eventi: l’ispettore Briggs. Ma lui non lavora più sul campo ed è completamente allo sbando: impossibilitato a non a superare la scomparsa di Hannah e di Luke, affoga la solitudine nell’alcol. Fin quando l’agente Ward bussa alla sua porta.

In un susseguirsi di colpi di scena, i due racconti tengono il lettore “incollato” a ogni pagina. Anche perché, è bene ribadirlo, non sono libri biografici dedicati agli Iron Maiden, ma veri e propri romanzi che rientrano di diritto nelle “categorie” gialli, thriller e noir. “So bene che ci sono migliaia di pubblicazioni sul gruppo! Volendo anch’io omaggiare la band, mi sono chiesto come poter fare qualcosa di diverso, e ho ricavato questa “nicchia” ancora inesplorata, ovvero coniugare la mia passione per i polizieschi/thriller con quella per i Maiden. Così è nato il primo romanzo, combinando una storia di fantasia con le vere vicissitudini dei “nostri”. Alla fine i libri saranno tre, l’ultimo è previsto per la primavera di quest’anno”, precisa Biggio, che dal 2013 vive in Gran Bretagna con la sua famiglia.

Classe 1970, genovese (è nato a Santa Margherita Ligure), per molti anni l’autore ha insegnato tecniche teatrali, vantando più di ottanta rappresentazioni e spaziando dal classico al moderno al cabaret. Un approccio “teatrale” anche alla scrittura, che gli ha permesso di conquistare fan (e non) dei Maiden. “Ho studiato a lungo su come rendere fruibile anche ai non appassionati una storia che comunque rientra tra uno dei generi letterari più apprezzati. Spero di esserci riuscito: ho ricevuto recensioni positive anche da chi non sapeva dell’esistenza della metal band, e questo mi ha reso felice. Vero anche che qualcuno ha iniziato ad ascoltare il gruppo dopo aver letto i libri (c’è il codice QR per scaricarsi la playlist dei romanzi), e ciò dovrebbe far piacere più al gruppo che a me. Magari un domani Harris & compagni mi offriranno una birra!”.

Quindi la chiosa sui fan della Vergine di Ferro: “Sono loro quelli che mi hanno regalato le gioie più grandi. Da perfetto sconosciuto mi hanno sempre riservato belle parole e grandi accoglienze, soprattutto durante gli eventi in cui ho presentato dei libri, appuntamenti spesso associati al concerto di tribute band. Se ho trovato nuovi amici? Certo, e ho passato dei momenti irripetibili con chi, come me, condivide la passione per gli Iron Maiden. Sono grato per tutto questo e spero di continuare a lungo”, ammette Biggio.

Un pensiero su “Eddie the Head: Eddie deve morire e Il sepolcro di Eddie

Lascia un commento