
Anno: 2023
Etichetta: Columbia Records
Voto: 7.5/10
Dopo la parentesi Matt Skiba tornano i Blink-182 nella loro formazione classica con Tom DeLonge di ritorno nel gruppo e con i three-piece statunitense che incide un nuovo album con questa formazione dopo ben dodici anni dall’ultimo Neighborhoods e undici dall’EP Dogs Eating Dogs. Un ritorno a lungo atteso e un rapporto riallacciato per via della malattia di Mark Hoppus che ha visto il riavvicinamento tra lui e Tom che naturalmente in delle circostanza così drammatiche hanno messo da parte le loro differenze e si sono riuniti per sostenersi a vicenda nel combattere un brutto male che per fortuna Mark ha sconfitto. One More Time… quindi non poteva che venir fuori come un album più maturo, introspettivo e a tratti nostalgico con la band che ormai arrivata sulla soglia dei cinquant’anni per quasi tutti e tre i componenti del gruppo si ritrova a scrivere materiale che davvero non ci saremmo aspettati di sentire dai Blink di Enema Of The State o Dude Ranch. Non che questa sorpresa sia arrivata improvvisamente dato che è dall’omonimo disco del 2003 che i Blink hanno trovato una notevole maturazione nei testi e nel loro sound. Detto questo One More Time… contiene tanti momenti che richiamano ai vecchi Blink più spensierati e irriverenti per un disco che mischia tante anime diverse a livello di sound ma che globalmente dopo Neighborhoods e soprattutto dopo l’ultimo disco in studio Nine riporta preponderante quella vena Pop-Punk ed energetica che ha reso questa band un vero e proprio fenomeno mondiale alla fine degli anni novanta ed inizio duemila.
Il disco si apre con Anthem Part 3 che è la prosecuzione dopo ben ventidue anni della seconda parte della trilogia e già qui si nota la maturazione nei testi rispetto alla rabbiosa ma adolescenziale parte due che si scagliava con la società e le vecchie generazioni, mentre questa terza parte ha un approccio molto più introspettivo, privo del “teen-angst” che contraddistingueva i primi due capitoli, con l’intro e il drum-beat di Travis Barker che ci riportano immediatamente con la mente alla celebre introduzione di Take Off Your Pants And Jacket. Il disco è pieno di sorprese, partendo dalla up-tempo ma molto più “pop-oriented” di Fell In Love, le incursioni in territori più synthwave di Blink Wave, la deriva hardcore/punk dell’intermezzo Fuck Face, le chitarre riverberate di When We Were Young, il richiamo agli Angels And Airwaves di Hurt, l’aggressiva Terrified (un brano che Tom e Travis avevano scritto originariamente per i Boxcar Racer, progetto parallelo dei due, ma che poi hanno deciso di utilizzare in questo lavoro), l’irriverente Edging, l’energetica, furiosa e splendida More Than You Know con quegli scream nel ritornello da parte di Tom che personalmente ci hanno riportato indietro nel tempo al celebre singolo del 2003 Feeling This e naturalmente, la sentita ed emozionale title-track, una ballad che riassume in tutto e per tutto la storia di questa reunion e di questo disco. La frase – “I wish they told us, it shouldn’t take a sickness or airplanes falling out the sky” (in riferimento alla malattia di Hoppus e all’incidente d’aereo quasi mortale di Barker) è emblematica, per una canzone e un disco che da modo alla band di riflettere sul rapporto tra loro e a Mark di ripensare al valore della vita dopo aver vissuto un’esperienza così drammatica con il suo cancro (il pezzo You Don’t Know What You’ve Got ne è l’emblema). Eppure come abbiamo accennato precedentemente c’è anche tanto divertimento e leggerezza in questo full-lenght, ed il primo singolo Edging, come già accennato, ne è l’emblema – “I’m A Punk-Rock kid I came from hell with a curse, she tried to pray it away, so I fucked her in church”– pieno stile Blink per uno dei pezzi che rimane per quanto ci riguarda tra i migliori dell’album. Altrettanto divertente è la cortissima Turn This Off! che non può non richiamare la mitica Happy Holidays You Bastard! di ventidue anni fa. Dall’altra parte, la nostalgia e il senso di impotenza difronte al tempo che passa si ritrova in When We Were Young e la finale Childhood , un’altra ballad che vede Hoppus come principale protagonista. La cosa che abbiamo trovato particolare in questo disco rispetto alle solite uscite dei Blink è che praticamente tutti i brani sono vocalmente condivisi da Mark e Tom (c’è perfino Travis che si sente cantare in One More Time), questo eccetto per Bad News e Other Side cantati da Mark solamente (la prima per quanto ci riguarda risulta essere uno dei gioielli di questo disco con una delle prestazioni vocali migliori in assoluto del bassista/vocalist della band), e per Terrified e l’intermezzo Hurt cantati esclusivamente da Tom. Una menzione particolare per Travis Barker (batterista ma anche produttore del disco in questione), non tanto per il sound del disco che troviamo un pochino iper-prodotto e con un suono di batteria un pelo troppo alto rispetto al resto, ma per la sua performance dietro il drum kit – come al solito Travis è il fattore X che fa fare a questi pezzi, grazie ai suoi fill creativi e il suo drumming fantastico, il salto di qualità definitivo. Mark e Tom a livello vocale li abbiamo sentiti invece abbastanza invecchiati, non solo Tom che non sentivamo da più di un decennio nei Blink e quindi è anche comprensibile, ma persino Mark che ha ammesso che ha dovuto riprendere tante lezioni vocali dopo la malattia che evidentemente ha inciso anche sul suo cantato e le sue corde vocali ed in effetti, se paragonato ai vecchi album (anche quelli più recenti), si sente la differenza.
Tirando le somme questo nuovo lavoro dei Blink-182 è davvero un bel ritorno dal parte del trio statunitense. Un disco con tanti picchi e pochi cali che onestamente abbiamo apprezzato sempre di più ad ogni ascolto con un perfetto bilanciamento tra momenti introspettivi e sfuriate pop-punk e che pur non potendo arrivare a toccare le vette dei classici Enema Of The State, Take Off Your Pants And Jacket e Blink-182 è davvero un disco che farà felice i fan e che offrirà tanti nuovi pezzi che faranno un figurone dal vivo. Il 2023 ci riporta quindi una band più matura e consapevole, con ancora più di prima la voglia di vivere questo momento e non lasciarlo sfuggire mai più.
“Older, but nothing’s any different, right now it feels the same I wonder why…”
Tracklist:
1. Anthem Part 3
2. Dance With Me
3. Fell In Love
4. Terrified
5. One More Time
6. More Than You Know
7. Turn This Off!
8. When We Were Young
9. Edging
10. You Don’t Know What You’ve Got
11. Blink Wave
12. Bad News
13. Hurt (Interlude)
14. Turpentine
15. Fuck Face
16. Other Side
17. Childhood
Line-up:
Tom DeLonge – Voce, Chitarra
Mark Hoppus – Voce, Basso
Travis Barker- Batteria
