Bad Omens – The Death of Peace of Mind

Non a tutti piace la contaminazione del metal con la musica elettronica e i sintetizzatori. È proprio quello che ci propongono i Bad Omens nel nuovo The Death Of Peace Of Mind, uscito il 25 febbraio.

La band, originaria della Virginia, è relativamente recente: nasce nel 2015 dal frontman Noah Sebastian, dal chitarrista Nicholas Ruffilo e dal bassista Vincent Riquier. L’album di debutto, Bad Omens, esce nel 2016, mentre nel 2019 viene pubblicato Finding God Before God Finds Me.

Cerco su Spotify il nuovo disco, premo play e la prima cosa che penso è: “Ma sono i Bring Me The Horizon?”. La somiglianza è davvero tanta, critica che la band avevo già ricevuto anni fa. La linea vocale, gli scream e alcuni passaggi ricordano terribilmente il gruppo capitanato da Oliver Sykes, ma se non ci vogliamo fermare alle apparenze possiamo comunque affermare che la musica dei Bad Omens sia interessante, e a tratti originale, nonostante questo inevitabile paragone. Qui c’è tanto di That’s The Spirit e POST HUMAN: Survival Horror, ma il singolo Like A Villain è sicuramente uno dei brani meglio riusciti ed è difficile da incasellare in un unico genere, così come l’intero album, che dovrebbe essere metalcore (ed infatti ci sono varie sezioni di scream e breakdown) ma è anche pieno di contaminazioni di brani pop, radio-friendly ed elettronici. Questo farà sicuramente storcere il naso ai puritani del genere, ma bisogna ammettere che i Bad Omens sanno come creare delle atmosfere coinvolgenti, già nella traccia di apertura CONCRETE JUNGLE e nell’omonima THE DEATH OF PIECE OF MIND, a patto che piaccia la sperimentazione. Interessanti anche Just Pretend, The Grey e IDWT$ (qui la somiglianza con Oliver è pazzesca!), mentre alcune tracce suonano un po’ come dei filler, ad esempio la poco entusiasmante e un po’ monotona bad decision, l’anonima Who are you? e la sperimentale Somebody else. Il livello si rialza con What do you want from me?, ma soprattutto con ARTIFICIAL SUICIDE, in cui torna il metalcore e le influenze di Parasite Eve, e Miracle.

Non è facile giudicare un disco di questo tipo perché somiglia molto ad un giro sulle montagne russe, passiamo da un genere all’altro nel giro di meno di un’ora. Per quanto questo disco abbia molti aspetti interessanti, sembra che i Bad Omens abbiano messo un po’ troppa carne al fuoco. Non possiamo, però, negare la loro grande versatilità e volontà di sperimentare, pur sapendo di andare incontro a possibili critiche, in un album che è immerso in un’atmosfera cyberpunk, anche se i momenti dedicati al vero e proprio metalcore sono ben pochi. Tirando le somme, The Death Of Peace Of Mind piacerà sicuramente ai fan dei Bring Me The Horizon degli ultimi anni ed offrirà spunti interessanti, pur non toccando mai vette estremamente alte. Quando ho sentito il singolo avevo grandi aspettative che non sono state pienamente soddisfatte, ma si tratta comunque di un sound moderno, molto sperimentale, con qualche sezione davvero ben riuscita che merita di essere ascoltata almeno una volta.

Tracklist:
01 CONCRETE JUNGLE
02 Nowhere to Go
03 Take Me First
04 THE DEATH OF PEACE OF MIND
05 What It Cost
06 Like a Villain
07 bad decisions
08 Just Pretend
09 The Grey
10 Who are you?
11 Somebody else.
12 IDWT$
13 What do you want from me?
14 ARTIFICIAL SUICIDE
15 Miracle

Line-up:
Noah Sebastian – voce
Joakim Karlsson – chitarra
Nicholas Ruffilo – basso
Nick Folio – batteria

Anno: 2022
Etichetta:
Sumerian Records
Voto:
7.5/10

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