HammerFall – Hammer Of Dawn

Nell’oceano sconfinato del Power Metal esistono alcune band che hanno la funzione di porto sicuro per gli ascoltatori che si trovano a navigare nelle sue acque. Una di queste sono gli HammerFall che, con il loro sound pressochè immutato ed immutabile, da 25 anni si ergono a custodi del Power Metal di stampo più classico. A poco meno di tre anni dal precedente album, molto apprezzato dai fan, i templari svedesi tornano a sollevare i martelli con un nuovo disco, Hammer Of Dawn, album rappresentativo di un genere che in molti pensavano non superasse il nuovo secolo. Un piccolo avviso prima di iniziare con l’analisi del disco è doverosa: se siete detrattori della band o in generale del Power Metal, potete terminare qui la vostra lettura perchè questo Hammer Of Dawn trasuda HammerFall da ogni solco e se speravate in qualcosa di diverso, rimarreste delusi. Se invece siete quel tipo di persone che si fa scaldare il cuore dagli inni epici dei templari allora questo è l’album che fa per voi.

Il disco si apre con la potente Brotherhood, brano squisitamente hammerfalliano che con i suoi riff taglienti ed i cori caldi ci fa tornare indietro ai tempi del debutto della band. Le successive Hammer Of Dawn e No Son Of Odin sono due dei pezzi più godibili del disco, ricchi di atmosfere epiche ed altisonanti come i templari ci hanno da sempre abituato. Venerate Me è invece un brano meno immediato, dai toni più heavy e solenni che, prima di trasformarsi in una hit, ha bisogno di qualche ascolto. Una intro in stile AOR fa da incipit all’immancabile ballad, Not Today che però risulta un po’ sottotono rispetto ai soliti canoni degli svedesi. Live Free Or Die è un brano molto heavy e radiofonico, ottimo per coinvolgere il pubblico in sede live. in coda al disco abbiamo State Of The W.I.L.D. e No Mercy, che sono invece brani abbastanza riempitivi e che non aggiungono molto al resto dell’album.

Che gli HammerFall siano una vera e propria istituzione in ambito Heavy/Power Metal è risaputo ed è proprio grazie al loro contributo infatti che, negli anni ’90, il genere è riuscito a riemergere. Nonostante sia ormai passato un quarto di secolo dal disco di esordio Glory To The Brave, il combo svedese non sembra aver perso il proprio smalto e la voglia di spaccare tutto e nè l’età, nè i fisiologici cambi di line-up sembrano aver tolto loro la capacità di creare degli inni Power Metal di tutto rispetto. Hammer Of Dawn, sebbene non senza difetti, è un disco che scalda il cuore degli appassionati e che sembra sorpassare i tempi, rimanendo ancorato alle radici ma allo stesso tempo, stranamente attuale. La sua forza e forse il suo difetto, è l’essere in grado di trasportare l’ascoltatore in quello stesso mondo in cui gli svedesi ci hanno accompagnato per la prima volta nel 1997, senza aggiungere nè togliere nulla a questo. In un mondo dove si cerca quasi ossessivamente la novità, questo album potrebbe risultare obsoleto ma forse, è proprio di questo che abbiamo bisogno, di musica che punti dritta al cuore, senza compromessi o vie di mezzo.

Tracklist:
1. Brotherhood
2. Hammer of Dawn
3. No Son of Odin
4. Venerate Me
5. Reveries
6. Too Old to Die Young
7. Not Today
8. Live Free or Die
9. State of the W.I.L.D.
10. No Mercy

Line-Up:
Joacim Cans – Voce
Pontus Norgren – Chitarra
Oscar Dronjak – Chitarra, Voce
Fredrik Larsson – Basso
David Wallin – Batteria

Anno: 2022
Etichetta: Napalm Records
Voto: 7.5/10

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