Helloween – Helloween

Ogni fan che si rispetti, almeno una volta nella sua vita, ha desiderato che la sua band preferita tornasse insieme e che i vari componenti, appianate infine le loro divergenze, riprendessero allegramente a comporre musica. Ebbene a volte i sogni si avverano ed è quello che è successo ai fan degli Helloween.
La Power Band tedesca infatti, quattro anni fa circa, ha annunciato la reunion con i decani del gruppo Kiske e Hansen, con conseguente tour mondiale che dire di successo è eufemistico.
Galvanizzate dalla gioia dei fan nel rivedere, in parte, il ritorno della formazione originale le zucche di Amburgo, al termine del tour, si sono così messe subito al lavoro su un nuovo album (dal titolo omonimo), nel quale i vecchi membri si trovano a suonare gomito a gomito con la formazione ormai consolidata da anni.

Il disco inizia bene, Out For The Glory è un pezzo power metal vecchia scuola che ricorda molto lo stile dei due The Keeper, soprattutto grazie al ritornello epico alla Eagle Fly Free; nonostante la canzone sia stata scritta da Weikath si percepisce benissimo il tocco Hanseniano che regala al brano quell’atmosfera allegra che ci riporta indietro nel tempo di almeno 30 anni, anche grazie alla voce di Kiske che è sempre un bel sentire.
Le successive Fear Of The Fallen e Best Time sono entrambe creature di Deris che, oltre che esserne compositore, ne è anche voce dominante.
Il primo pezzo è decisamente più sullo stile dei “nuovi” Helloween, meno epico e più riflessivo, nel complesso piacevole ma che suona un po’ troppo già sentito; molto più interessante è il secondo brano, composto dalla premiata ditta Deris/Gerstner, nel quale i duetti tra cantanti lo rendono dinamico e vario.
Angels è un brano più cupo rispetto ai precedenti ma anche più tecnicamente accurato, per certi versi sembra quasi un’esercizio di stile da parte delle zucche che però, come altri brani del disco, pecca un po’ di ridondanza.
Con Robot King ci troviamo davanti ad un brano dalle tinte NWOBHM, orecchiabile e cantereccio, non il pezzo migliore del disco ma comunque piacevole da ascoltare e certamente ottimo in sede di futuri live.
A chiudere il tutto abbiamo la lunghissima Skyfall (la cui versione editata è uscita come singolo precedentemente all’album), una suite di 12 minuti che rappresenta un po’ il manifesto della nuova incarnazione degli Helloween; nel brano infatti ognuno dei vecchi e nuovi componeni può dare sfoggio della propria abilità con controcanti, assoli e cori che la fanno da padroni per tutta la canzone dando ampia soddisfazione anche ai più esigenti.

Gli Helloween ci hanno abituati nel corso della loro carriera a modificare di continuo il loro stile, prendendo anche delle direzioni artistiche che non sempre sono state apprezzate (o forse capite) da tutti i loro seguaci.
Con questo disco omonimo le zucche tedesche tentano di tirare la fila della loro 30nnale carriera provando a creare un album che funga da connessione tra la prima era helloweeniana, considerata da tutti come il punto più alto della loro carriera, e la nuova.
Questo intento è già comprensibile dalla copertina che ripropone elementi presi da tutti i più importanti album della band e si riflette nella scelta musicale; in questo disco infatti viene messa da parte la vena più Trasheggiante degli ultimi lavori in favore di atmosfere più Hard n’ Heavy che vanno così a creare una sorta di ibrido tra il sound più classico degli esordi e quello più duro dei dischi recenti.
L’album nel complesso è godibile (anche se con numerosi alti e bassi) ma manca un po’ di tonicità; lontano dai fasti di The Keppers Of The Seventh Keys o di The Dark Ride, rimane certamente un buon album di Power Metal, suonato e cantato ottimamente, dal quale però, vista la quantità e la qualità dei musicisti che ci hanno lavorato, era plausibile aspettarsi qualcosina di più.
Il più grande merito del disco è certamente il fattore nostalgia che lo pervade dalla prima all’ultima nota e che fa comunque, vibrare a ritmo i cuori di tutti gli appassionati.

Helloween – Helloween (Album Review)

Vi lascio all’ascolto di questo nostalgico album e vi do appuntamento ad un prossimo articolo.

Tracklist:
1. Out For The Glory
2. Fear Of The Fallen
3. Best Time
4. Mass Pollution
5. Angels
6. Rise Without Chains
7. Indestructible
8. Robot King
9. Cyanide
10. Down In The Dumps
11. Orbits
12. Skyfall

Line-Up:
Andi Deris – Voce
Michael Kiske – Voce
Kai Hansen – Chitarra, Voce
Michael Weikath – Chitarra
Sascha Gerstner – Chitarra
Markus Großkopf – Basso
Daniel Loeble – Batteria

Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 7/10

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