Dropkick Murphys – Turn Up That Dial

Chiunque almeno una volta nella sua vita ha ballato o anche solo mosso le sue terga al suono di una canzone irlandese. Che fosse ubriaco ad una festa di S. Patrizio oppure ad un concerto di una cover band dei Dubliners, in ogni caso si sarà divertito un mondo a scuotersi ai suoni allegri del violino e del Tin Whistle.
Forse però non tutti sanno che, aggiungendo una buona dose di Street Punk alla musica irlandese, quest’ultima si trasforma in un genere musicale a sé stante, carico di energia e voglia di trasgressione, senza perdere la sua anima festosa ed allegra: il Celtic Punk.
Esiste anche una band che sa suonare questo genere con energia e voglia di spaccare il mondo come pochi. Chi sono mi chiederete? Ma i Dropckick Murphys ovviamente!
I signori indiscussi del Punk Rock Verde dipinto hanno da poco prodotto il loro ultimo lavoro dal titolo Turn Up That Dial, un disco che trasuda birra scura e profuma della stessa polvere delle strade di Boston.

Un riff di banjo fa da incipit a Turn Up that Dial, incominciando la nostra avventura irlandese; chitarre distorte, fisarmoniche e cori ci deliziano i timpani, mentre il ritornello ci fa cantare come se fossimo ubriachi, tirando fuori tutta la nostra rabbia come solo la vera musica Punk sa fare.
L-EE-BOY non è una canzone, è un vero e proprio inno! È come un coro da stadio trasformato in brano musicale da questi pazzi ragazzotti di Boston che, a distanza di anni, sanno ancora come farci vibrare i cuori; il ritornello ancora più cantereccio del precedente illude l’ascoltatore di essere sugli spalti del Fenway Park.
Avete rabbia da sfogare? Allora Middle Finger è la canzone che fa per voi. In questo pezzo ce n’è per tutti e sfido chiunque, leggendo il testo, a non sentirsi chiamato in causa. Il brano assomiglia un po’ a Going Out In Style ma forse la similitudine è voluta dato il desiderio condiviso da entrambe le canzoni di mandare al diavolo la società; e se non vi piace il brano perché troppo simile, i Dropkick Murphys sono pronti a mostrarvi il dito medio, invitandovi a passare alla prossima traccia.
Mick Jones Nicked My Pudding è uno dei brani più Punk del disco (scelto come primo singolo di presentazione: coincidenze? Io non credo), Power Chords martellanti, rullate di batteria e i tipici “Oi!” (chi mastica di questo genere di musica sa a cosa mi riferisco) la fanno da padrone per tutto il brano; mi immagino già il pogo che si può scatenare sotto il palco durante il concerto: imperdibile.
In ogni disco dei Dropkick Murphys che si rispetti non può mancare il momento romantico (perché Punk sì, ma i sentimenti sono importanti), momento che si concretizza con I Wish You Were Here, che nulla ha a che vedere con la quasi omonima traccia dei Pink Floyd se non per l’atmosfera dolce; una fine forse un po’ melensa, ma lo sappiamo bene che, una volta terminato il concerto e abbassata la nostra cresta impomatata, siamo tutti un po’ dei romanticoni.

Trovare nuovi album Punk Rock di alto livello non è sempre facile, in un panorama musicale piuttosto abusato dalla grande presenza di band adolescenti che si dedicano a questo genere, attirati forse dalla sua immediatezza e semplicità.
Con Turn Up That Dial i Dropkick Murphys, pur non cambiando di una virgola la ricetta già proposta in anni di carriera, riescono a confezionare un ottimo lavoro, scanzonato ma che allo stempo tempo ci fa respirare l’aria di ribellione e voglia di riscatto; un album Punk di tutto rispetto che senza prendersi troppo sul serio ci fa divertire ma anche appassionare ed emozionare, toccando le giuste corde.

DROPKICK MURPHYS: ad aprile il nuovo album "Turn Up That Dial"

Vi lascio all’ascolto dell’album, possibilmente mentre sorseggiate una bella Guinnes ghiacciata o un buon Whiskey irlandese.

Tracklist:
1. Turn Up That Dial
2. L-EE-BOY
3. Middle Finger
4. Queen Of Suffolk County
5. Mick Jones Nicked My Pudding
6. H.B.D.M.F.
7. Good As Gold
8. Smash Shit Up
9. Chosen Few
10. City By The Sea
11. I Wish You Were Here

Line-Up:
Al Barr – Voce
Ken Casey – Voce
James Lynch – Chitarra
Tim Brennan – Chitarra
Matt Kelly – Batteria, Percussioni
Jeff Darosa – Banjo, Mandolino, Chitarra Acustica

Anno: 2021
Etichetta: Born & Bred Records
Voto: 8.5/10

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