Lake of Tears – Ominous

Un inizio Anno molto interessante musicalmente parlando, e nella scena Doom, Gothic, Progressive, Ominous si è rivelato un Album che ha delle potenzialità incredibili, e i made in Svezia Lake of Tears, lo dicono forte e chiaro, ne hanno da vendere.

L’Album dura 41 minuti, ed è una mescita continua, cupa, densa, Gothic, Doom, Psychedelic Rock, Progressive, insomma, una vasta gamma di sonorità e stili differenti che si legano in un solo corpo.

Inizia il viaggio con un instoppabile At the Destination, dai deliziosi richiami un po’ industrial sotto certi aspetti, ballabile, vivace e MUST HEADBANGING. Segue In Wait and in Worries, che culla dolcemente con una pastura di gotico e macabro, accenti, e attente marcature nei suoni, la morbidezza di una chitarra, a tratti acustica e a tratti elettrificata, ed una misteriosa voce che tende a voler raccontare. Un brano tenebroso immerso nella quiete. Tuona Lost in a Moment grezza ed imperativa, con il suo intro di pelli più cadenzato, le distorsioni e l’ambience tetra grazie anche ai Brass e i Synth che si insinuano tra le sonorità. La tempesta. Qui, svolta la voce, in una direzione più nitida ma comunque strozzata. Ominous One impertinente e fedele al tiro preannunciato, dalle sonorità certamente più distorte. La Bass’n Drum combo da seconda MUST HEADBANGING, si incontra con la voce che evolve in uno stato più grottesco, a tratti melodioso, accompagnata dai riff. Il legno scricchiola, e il fiume calmo e silente porta Ominous Too, che con un intro di Piano, viole, ed un basso ben presente nelle strofe, risveglia da questo sogno lucido, riportando le sonorità sulle impronte delle prime canzoni, ma mantenendo il ritmo e l’andamento cadenzato di prima. One Without Dreams ed il ritorno delle distopiche chitarre cattive, una batteria più fluida, riff accattivanti e bassi più spessi. L’arrivo dell’ ultima sponda, la misteriosa Cosmic Sailor, a tratti un po’ più Doom, che accompagna in un sound molto vibrazionale strumentalmente, lasciando entrare a pieno nel mood chiave dell’album, con tutta la sua quintessenza, e la stessa eccezionale Darkwave che ha guidato sin dall’inizio dell’album. Come ultimissima chicca c’è In Gloom, il bonus track di questo Album, molto leggero e Profondo, richiama l’intro di Ominous Too, le sonorità di In Wait and in Worries, e lega in maniera affine con Cosmic Sailor, è un po’ come se fosse una sorta di figlio nato da questa Triade.

Non c’è che dire, è un lavoro veramente ben fatto, una produzione curata e musicalmente ricercato. Ogni brano ha la sua personalità omogenea in toto, non è mai noioso, e scorre in maniera molto fluida, al passo con i tempi, strategicamente azzeccato per quanto riguarda minutaggio e scaletta. È un mistico viaggio introspettivo, dentro al buio pesto, dentro lo sguardo coinvolgente e caldo dell’abisso sul freddo pavimento dell’ignoto.

Lake Of Tears - Ominous - SOURCE webzine

Vi ringraziamo per essere giunti fin qui e speriamo che Ominous vi sia piaciuto! che vi abbia donato delle piacevoli emozioni o che vi abbia messo tanta curiosità! Come sempre, ci vediamo alla prossima, un saluto a voi Rocknauti! E che il Dio del Rock sia con Voi!

Tracklist:
1. At The Destination
2. In Wait And In Worries
3. Lost In A Moment
4. Ominous One
5. Ominous Too
6. One Without Dreams
7. The End Of This World
8. Cosmic Sailor
9. In Gloom (Bonus Track)

Line-Up:
Daniel Brennare – Voce, chitarra, Tastiere
Vesa Kenttakumpu – Basso, Chitarra
Christian Silver – Batteria

Anno: 2021
Etichetta: AFM Records
Voto: 9/10

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