Harakiri for the Sky – Maere

È a Vienna, nel 2011 che HFTS prende vita, ed è da allora che regala al pubblico musica sempre in evoluzione, potenza, e deliziose crudité di Metal, ed è proprio Maere, il loro quinto album uscito il 19 Febbraio, che segnando l’ingresso nel 2021, porta con sé tutto questo, curiosità, potenza ed emozioni per gli amanti del genere!

L’album è forgiato dalla pura triade Black, Death e Progressive Metal, ed è composto da 10 canzoni, tra cui una Cover dei Placebo. Ha una durata complessiva di circa un’ora e 24 minuti ed è disponibile sia in digitale, sia in 4 edizioni in Vinile, personalizzate e differenti l’un l’altra.

Iniziamo subito con I Pallbearer che confonde con un intro molto Echoes e Delay, facendo prendere tempo alle strofe potenti e devastanti fino alla fine del brano, dai Riffoni delle chitarre distorte fino agli irrefrenabili doppi pedali. Sing For The Damage We’ve Done invece parla chiaro sin da subito, qui l’intro parte con sonorità calde ed armoniose, note lunge in Delay e Riverbero alternate da Toccate di Pelli in battuta, accompagnate dalle continue plettrate in Clean, e nonostante le strofe audaci che tuoneranno improvvisamente, l’emozionante atmosfera dell’intro cullerà l’ascoltatore per tutto il brano, fino ad un Outro paurosamente carico, tra Tapping e Blast. Us Against December Skies un pò più fredda e melodica, dai richiami a tratti Power ed Orchestral, Heavy Octave eleganti ed una linea vocale precisa e potente. Con I’m All About The Dusk si mescolano stili e richiami molto differenti, marcati nell’ Outro. La track gode di un ingresso cazzutissimo, da un groove di batteria veramente azzeccato e da una Linea di Chitarra in scala perfetta. Three Empty Words è un brano impetuoso, che pesta in partenza senza chiedere il permesso a nessuno, mentre Once Upon A Winter che vede il featuring con Audrey Sylvain (Peste Noire, Alcest, Amesoeure) mantiene sempre lo stesso incipit, ma è molto più melodiosa e malinconica. And Oceans Between Us e Silver Needle // Golden Dawn con la voce di Gaerea, sono entrambi molto Dinamiche, e si accomunano per certi aspetti in sonorità e musicalità, ma seguono due rotte ben distinte dato che nel primo caso il brano è grintoso, molto ritmico e cadenzato mentre nel secondo caso il brano è malinconico, lineare e melodico. Time Is A Ghost segna gli ultimi istanti dell’Album, e si rifà esattamente al tiro di I’m All About The Dusk, lasciando spazio ad un intro in Clean di Arpeggi e Pinch Armonici, per poi far accomodare Grintose strofe e Ritmo Vivace. Song To Say Goodbye chiude l’Album egregiamente, una Cover davvero ben fatta, in pieno stile Death, melodica, graffiante e potente. È stata impersonificata nella maniera più corretta, e si sente moltissimo che strumentalmente la rielaborazione delle musicalità e delle sonorità è stata attenta e studiata. È pazzesco come una Cover ben rielaborata come in questo caso, possa regalare emozioni e sensazioni totalmente differenti rispetto al brano originale, un pò come se fosse un’altra canzone, ecco forse è proprio questa la chiave.

Maere è adrenalinico, un Must Have, una bomba esplosiva, capace di toccare il fondo dentro sé stessi. Analizzando tutto il percorso dal 2012 ad oggi si sente moltissimo questa evoluzione della band, che più invecchia e più sa di buono. Tecnicamente è molto preciso, incalzante, potente, Headbanging garantito da inizio a fine, c’è ricerca musicale, raffinatezza, e tutto questo si evince da ogni singola canzone, dove nonostante il minutaggio classico del genere, non sono mai ridondanti. I brani sono promettenti e non cadono mai in uno scivolone, anzi, mantengono una costanza che non frena le capacità musicali dei compositori, ma le alimenta e le guida al tempo stesso, ed è l’unica cosa che ritorna in ogni canzone. Del resto la scelta della scaletta e le posizioni dei brani è strutturalmente azzeccata, anche per quanto riguarda la cover che chiude l’album, perfettamente realizzata.

Harakiri for the Sky Cover Placebo's "Song to Say Goodbye" | MetalSucks

Speriamo che l’lbum vi sia piaciuto! E che vi abbia fatto il pieno di carica ed emozioni! Vi ringraziamo per essere giunti fin qui e fateci sapere cosa ne pensate! Un saluto a tutti voi Rocknauti e come sempre ci vediamo alla prossima recensione! Ciao ragazzi!

Tracklist:
1. I, Pallbearer
2. Sing For The Damage We’ve Done (feat. Neige from Alcest)
3. Us Against December Skies
4. I’m All About The Dusk
5. Three Empty Words
6. Once Upon A Winter (feat. Audrey Sylvain)
7. And Oceans Between Us
8. Silver Needle // Golden Dawn (feat. Voice of Gaerea)
9. Time Is A Ghost
10. Song To Say Goodbye (Placebo Cover)

Line-Up:
Matthias “MS” Sollak – Chitarra, Basso, Batteria
Michael “JJ” V. Wahntraum – Voce
Thomas Dornig – Basso
Mischa Bruemmer – Basso

Anno: 2021
Etichetta: Art Of Propaganda
Voto: 9/10

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