Korpiklaani – Jylhä

Nel più che vario mondo del Metal esistono alcuni sottogeneri meno seguiti e conosciuti rispetto ad altri più mainstream, tra questi vi è il Folk Metal, tipologia musicale tipica dell’Europa Settentrionale.
Sono poche le band appartenenti a questo genere che sono giunte al grande pubblico ma la più famosa, sono certamente i Korpiklaani.
La band di Lahti, che propone un mix tra Metal e Humppa (danza tradizionale finlandese simile alla Polka) è infatti riuscita a suscitare l’interesse della blasonata Nuclear Blast, con la quale hanno pubblicato 6 dei 10 album in studio ed un live.
A 3 anni di distanza dal predecessore, la band finlandese ha prodotto la sua ultima release che prende il titolo di Jylhä (che potremmo tradurre come “grandioso” o “epico”).
Come ormai da tradizione anche questo ultimo album è cantato esclusivamente nella lingua madre del gruppo, usanza sicuramente suggestiva che da una marcia in più ai brani, a discapito però della comprensione (a meno che non siate esperti di ugrofinnico).

Una batteria cadenzata apre Verikoira (Segugio), e ci conduce attraverso un riff di chitarra in stile NWOBHM; meno spensierato dei soliti brani del clan questo è forse il pezzo più Metal del disco, con passaggi in doppia cassa e chitarre Priestiane. Non mancano ovviamente i fraseggi Folk che, mixati alla voce sciamanica di Jonne, creano un sound molto lappone.
Proseguiamo l’ascolto con Niemi (Penisola), pezzo molto più ballabile alla maniera dell’Humpaa Metal, con grandissima presenza di violino e fisarmonica che sono i veri protagonisti del brano, gli altri strumenti fanno solo da contorno all’anima folk del pezzo stando dietro al ritmo in levare del mantice e dell’archetto.
Con Leväluhta (Alghe) il folklore si fa strada prepotentemente; un ritmo reggae ci delizia per tutta la durata del brano per poi aprirsi verso un ritornello punk distorto che vi farà agitare il corpo come ad un concerto dei Motörhead. Gli strumenti tradizionali la fanno comunque da padroni tanto da chiudere il pezzo con un assolo di violino che non vi farà rimpiangere le chitarre.
Uno dei singoli estratti è Tuuleton (Assenza di vento), un mid tempo che sa di ballad senza esserlo del tutto, è un brano più riflessivo e malinconico, con molti cambi tempo; la chitarra ha i suoi momenti più Heavy, con fraseggi cattivi e decisi, mentre il violino si inserisce prepotentemente solo nel ritornello (quasi a volerne sottolinearne l’inquietudine) e sul finale del pezzo, per dare una chiusura drammatica al brano.
Sanaton Maa (Senza Parole) è uno dei brani più orecchiabili del disco (non per nulla anche questa canzone è stata utilizzata come singolo); una struttura semplice nella quale si susseguono piacevolmente strofe, ritornelli ed assoli; il violino è accattivante e crea una buona melodia di accompagnamento, assieme al cantato nel ritornello che (sapendo le parole) invoglia a cantare.
Il brano che più incarna la band ed il momento storico che stiamo vivendo è Huolettomat (Spensierato), un brano Folk Metal dal sound vagamente marinaresco e molto allegro che riprende lo stile da taverna tipico degli esordi del gruppo; nel testo gli sciamani ci spingono a vivere il momento presente senza preoccuparci troppo del futuro, invitandoci a godere la vita per come viene.

I Korpiklaani sono evidentemente molto orgogliosi del loro retaggio culturale ed usare la propria lingua madre al posto dell’inglese è sicuramente il motivo che ha reso questo gruppo così particolare ed invitante; i pezzi della band cantati in inglese non hanno infatti la stessa energia e risultano più spenti e meno efficaci.
Purtroppo però, essendo il Finlandese poco diffuso, si viene un po’ a perdere la possibilità di cantare a squarciagola i brani, cosa che il tipo di musica spensierata e goliardica della band invoglierebbe a fare, e questo a volte può essere un po’ un ostacolo all’ascolto della musica degli Sciamani.
Se però si ha la voglia di armarsi di un po’ di pazienza e di un buon traduttore, è possibile approfondire le tematiche dei brani e scoprire come (lasciate un po’ da parte gli inni all’alcool) molti di essi si rifacciano all’affascinantissima mitologia Finlandese ed al poema epico Kalevala, già utilizzato da altre band Finniche quali gli Amorphis.
Pur non prendendosi mai troppo sul serio il clan dei boschi è riuscito dunque a costruire un piacevole album di sano Folk Metal che trae ispirazione dalla cultura del proprio paese, senza mai perdere mai del tutto la vena buontempona e leggera che da sempre li contraddistingue. Se quindi si riesce ad andare oltre l’incomprensibilità dei testi ed alla sempre più persistente vena Folk della band che sta adombrando a poco a poco la dimensione Punk e Metal della loro musica, potrete godere appieno di un disco interessante e divertente.

Risultato immagini per korpiklaani 2021

Vi lascio trasportare in mezzo ai boschi dalla musica dei Korpiklaani e vi ringrazio, come sempre, per la fedeltà al nostro lavoro.

Tracklist:
1. Verikoira
2. Niemi
3. Leväluhta
4. Mylly
5. Tuuleton
6. Sanaton maa
7. Kiuru
8. Miero
9. Pohja
10. Huolettomat
11. Anolan aukeat
12. Pidot
13. Juuret

Line up:
Jonne Järvelä – Voce, Chitarra
Kalle “Cane” Savijärvi – Chitarra
Jarkko Aaltonen – Basso
Sami Perrtula – Fisarmonica
Tuomas Rounakari – Violino
Matti “Matson” Johansson – Batteria

Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 7/10

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