Foo Fighters – Medicine At Midnight

Dave Grohl è sicuramente uno degli artisti più amati ed influenti del panorama Rock moderno e i suoi Foo Fighters ci hanno da sempre abituato molto bene musicalmente, tirando fuori album freschi, potenti ed al passo con i tempi, creando di fatto una nuova tendenza nel Rock.
La band di Seattle, capitata dall’ex Nirvana, ha negli anni dettato legge in quel genere che, dopo la morte dell’amico Kurt Cobain, ha inserito centinaia di artisti sotto la sua insegna e che prende il nome di Alternative Rock.
Per una band così famosa ed affermata non è sempre facile mantenere alta l’attenzione, cercando anche di accontentare i fan più esigenti e se, fino ad ora, erano quasi sempre riusciti nell’impresa, con il loro ultimo lavoro si iniziano a sentire delle screpolature che non lasciano troppo ottimisti per il futuro.
Medicine At Midnight, titolo dell’album, si colloca nel mercato a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro della band; registrato ed ideato durante questa pandemia mondiale e sicuramente figlio del suo tempo.
La band di Mr. Grohl infatti, sembra incarnare l’incertezza del momento storico, attraverso i 9 brani che compongono l’album e che sembrano non avere una vera direzione musicale.

Un coretto fanciullesco (nel quale emerge benissimo la voce della figlia del front-man) ci accoglie in Making A Fire, primo brano del disco; un pezzo Rock piacevole ed orecchiabile, molto radiofonico.
La batteria di Hawkins la fa da padrone in tutto il brano ed il ritornello cantereccio vi resterà in testa a lungo.
Decisamente diversa la successiva Shame Shame, primo singolo estratto dall’album.
Non è un pezzo Rock ma neanche un pezzo lento, sembra più una sperimentazione; minimale a livello di sound e piuttosto monotono, il pezzo non decolla mai del tutto, lasciando l’ascoltatore un po’ interdetto.
Il pezzo più in stile Foo Fighters dell’album è forse Waiting On A War (un altro dei singoli che hanno preceduto l’uscita), un mid-tempo piacevole nel quale il suono della chitarra acustica ben si sposa con il tono roco della voce di Dave.
Interessante il finale del pezzo in cui decolla risolutamente verso un crescendo che coinvolge tutti gli strumenti, forse un po’ scontato ma interessante.
Con Medicine At Midnight il disorientamento ritorna prepotentemente; lo stile vagamente dance del brano, le chitarre eteree e il ritmo un po’ funky fanno capire all’ascoltatore che i tempi di The Pretender sono molto lontani.
No Son Of Mine e Holding Poison risollevano un po’ l’asticella del nostro misuratore Rock, verso il Punk; entrambi i pezzi sono abbastanza tirati, anche se non troppo immediati, da ascoltare più volte per apprezzarli fino in fondo.

Medicine At Midnight è un lavoro breve e diretto, sembra quasi un EP più che un album vero e proprio, al termine dell’ascolto però si ha l’impressione di aver ascoltato dischi differenti.
La sensazione è data dal fatto che (come detto all’inizio dell’articolo) i brani sembrano avere tutti una direzione diversa, come se la mente dietro la loro composizione abbia cercato a tutti i costi di creare qualcosa di particolare.
Sicuramente Grohl, in questa release ha sperimentato, osando molto (forse troppo); questa nuova tendenza è data sicuramente dal desiderio di diversificarsi e dopo quasi 30 anni di carriera chi può dargli torto? Ma è certamente anche imposta dalla dittatura dello show business che punisce gravemente chi vuole legarsi troppo ad un genere ed il Rock duro e puro (purtroppo) non fa più vendere troppi dischi.
In generale è sempre apprezzabile chi osa, sopratutto nella musica, ma in questo lavoro non sempre funziona; alcuni pezzi sono interessanti mentre altri sembrano fatti apposta per essere diversi e suonano artificiosi e ripetitivi.
Se quella di sperimentare è la nuova attitudine della band, ci auguriamo che trovino presto una quadra e che possano unire il nuovo a qualcosa che sia davvero in linea con il sound del gruppo.

Risultato immagini per foo fighters 2021

A presto per una nuova recensione.

Tracklist:
01. Making A Fire
02. Shame Shame 
03. Cloudspotter 
04. Waiting On A War
05. Medicine At Midnight
06. No Son Of Mine 
07. Holding Poison
08. Chasing Birds
09. Love Dies Young

Line-up:
Dave Grohl – Voce, Chitarra
Chris Shiflett – Chitarra
Pat Smear – Chitarra
Nate Mendel – Basso
Rami Jaffee – Tastiere
Taylor Hawkins – Batteria

Anno: 2021
Etichetta: RCA
Voto: 6.5/10

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